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Rassegna stampa

In questa sezione raccolgo i miei discorsi,  gli articoli e gli interventi sulla stampa.

Per i comunicati stampa dell’Assessorato, fatti attraverso la Provincia Autonoma di Trento, vai a:

http://www.ufficiostampa.provincia.tn.it/

Intervista sul quotidiano “Trentino” del 13 gennaio 2010

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Intervento sull’Adige del 12 dicembre 2009

TRENTO - «Ci ripetiamo spesso che il Pd è il primo partito in Provincia di Trento. È vero, lo è dal punto di vista elettorale ma non sta dimostrando di esserlo nella capacità di assumersi la responsabilità di governo. Sono d’accordo con Pacher: non possiamo essere partito di governo e di opposizione insieme, così indeboliamo la nostra capacità riformatrice». Alessandro Olivi, assessore provinciale all’industria e al commercio, è uno dei tre esponenti del Pd - assieme al vicepresidente Alberto Pacher e a Marta Dalmaso - che fanno parte della giunta Dellai. Non si ritrova e lo dice nelle prese di posizione del Pd contro il presidente della Provincia - accusato di fare tutto da solo - né nelle iniziative dal gruppo consiliare che, sottolinea, sembrano essere pensate solo per colpire Dellai.

Assessore Olivi, lei fa parte della giunta, è normale che difenda l’operato vostro e di Dellai dalle critiche, non le pare?
Io sono in giunta ma anche il Pd lo è. E io penso che dobbiamo sfuggire alla tentazione di confondere giusti elementi di discontinuità e differenziazione da Dellai con la cultura dell’opposizionismo di cui ci dobbiamo liberare. E questo non vuol dire che il Pd si deve appiattire sulle scelte del presidente o degli assessori, ma deve essere protagonista nel costruire le proposte che vengono poi adottate dalla giunta. I cittadini chiedono al Pd di essere guida nel governo del Trentino non di fare da contrappeso.
Però il Pd contesta al presidente di decidere da solo e indirettamente a voi assessori di contare poco. Non è così?
Il patto con il Governo sul federalismo fiscale per me è stata una scelta coraggiosa di Dellai che, come ho già detto, io ho condiviso e mi meraviglia che il Pd abbia preferito dissertare sul metodo invece di valorizzarne i contenuti, tra cui la delega sugli ammortizzatori sociali, che per noi è importantissima perché ci permetterà di ridefinire il welfare. In giunta, a differenza che in passato, siamo molto coesi e per quanto mi riguarda ritengo che il reddito di garanzia, il fondo per la salvaguardia dell’occupazione e l’integrazione al reddito dei cassintegrati siano esempi di come noi del Pd siamo stati in grado di dare il nostro contributo all’azione della giunta. Mi spiace invece che di tutto questo nel partito si sia parlato poco. Siamo così preoccupati di colpire Dellai che non riusciamo neppure a valorizzare quello che il Pd fa al governo.
Il presidente Dellai ha reagito alle critiche sostenendo che dietro gli attacchi c’è l’ambizione del presidente del consiglio Gianni Kessler di prendere il suo posto nel 2013. Lei pensa ci sia un problema di successione dietro le fibrillazioni fra il Pd e Dellai?
Il fatto che questa legislatura, fin dal giorno dopo che Dellai ha vinto le elezioni, sia stata condizionata dal dopo-Dellai è un vulnus che ci portiamo dietro. Ma mettere in discussione l’assetto di oggi per la sindrome del post Dellai alimentando contrapposizioni tra forze politiche e singole personalità è da incoscienti perché indebolisce la coalizione e basta. Una leadership non si costruisce depotenziandone un’altra ma dimostrando sul campo di essere credibili.
Non sarà Kessler il candidato del Pd?
Il Pd ha nel suo interno molte frecce e risorse umane. Sono convinto che il futuro leader della coalizione non sarà però l’uomo più forte nel Pd, ma chi saprà costruirsi autorevolezza e rispetto nella comunità trentina e in tutte le forze della coalizione.

Maria Luisa Patruno

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