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	<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 16:46:48 +0000</pubDate>
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		<title>L’università sia una risorsa per lo sviluppo e il lavoro dei giovani</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 16:45:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il dibattito che si sta sviluppando sull’attuazione della delega della Provincia in materia di Università mi sembra scontare un serio vizio di fondo. Tutto sembra incentrato sulla composizione degli assetti ed i modelli di governance quasi che il futuro dell’Università riguardi unicamente talune categorie ed in generale la ristretta cerchia degli addetti al lavoro.Io credo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandroolivi.it/2012/02/05/l%e2%80%99universita-sia-una-risorsa-per-lo-sviluppo-e-il-lavoro-dei-giovani/"><img class="alignleft" title="unive" src="http://tuttoggi.info/upload/images/neutre/aula_universit%C3%A0_piena_studenti.jpg" alt="" width="200" height="133" /></a>Il dibattito che si sta sviluppando sull’attuazione della delega della Provincia in materia di Università mi sembra scontare un serio vizio di fondo. Tutto sembra incentrato sulla composizione degli assetti ed i modelli di governance quasi che il futuro dell’Università riguardi unicamente talune categorie ed in generale la ristretta cerchia degli addetti al lavoro.Io credo che l’Università sia soprattutto un patrimonio collettivo della comunità ed essa appartenga soprattutto a coloro che ne sono gli utenti: gli studenti.<br />
Mi sembra rischioso che in un momento in cui l’Italia rischia la recessione economica e sta emergendo cruento il problema dell’occupazione giovanile, il confronto sulla valenza e le funzioni dell’Università si restringa entro il perimetro limitativo dei rapporti di forza tra Provincia e struttura dell’accademia.<br />
Vogliamo invece focalizzare l’attenzione su coloro che dall’Università si aspettano una formazione utile per aver un futuro nel mondo del lavoro ?<br />
<span id="more-697"></span><br />
L’Università deve legittimamente valorizzare il suo profilo di autonomia ma senza cedere alla tentazione dell’autoreferenzialità. La Provincia nel contempo deve essere consapevole che non esiste una Comunità moderna e aperta verso l’esterno senza un’Università forte ed autorevole dal punto di vista scientifico prima che del blasone.<br />
Ma il punto è un altro: la delega in materia di Università deve diventare lo strumento per trasferire conoscenza e competenze ai giovani, esaltare le loro capacità ed i loro talenti, sostenerli nell’accesso ad un’occupazione qualificata.<br />
E’ necessario accorciare la distanza tra la filiera della conoscenza ed il mondo delle imprese che proprio nei momenti di crisi necessitano di dotarsi di figure professionalmente sempre più qualificate.<br />
L’Università ed in generale il mondo dell’alta formazione e della ricerca sempre più rappresentano strumenti per rafforzare la competitività del sistema economico. La stessa attrattività di un sistema territoriale rispetto agli investimenti del sistema produttivo è sempre più legata alla qualità della struttura scolastica e formativa. Le competenze che si acquisiscono durante il corso degli studi debbono essere sempre meno generiche e più orientate ad intercettare la dinamica della domanda dei nuovi lavori.<br />
Se l’obiettivo condiviso dei prossimi anni del governo della nostra Autonomia dovrà, come io ritengo, essere quello dello sviluppo e del lavoro, sarà meglio che ci concentriamo tutti sul favorire l’integrazione tra la filiera dei saperi e la rigenerazione in chiave innovativa della nostra piattaforma economica.<br />
Affermare che l’Università è motore di sviluppo per l’economia di un territorio, non significa affatto contaminarne l’essenza ma realizzare quel ponte  tra gli investimenti nel capitale umano e la capacità di questi ultimi di produrre valore economico e generare nuove occupazioni. Questo significa anche, soprattutto nell&#8217;ultima parte di alcuni specifici cicli di studio, gradualmente permettere ai giovani di conoscere meglio il tessuto economico e confrontarsi con professionalità manageriali che operano concretamente nelle organizzazioni aziendali. Tutto questo al fine di capitalizzare più velocemente le competenze maturate e ridurre la distanza dal mondo del lavoro dei giovani non appena laureati.</p>
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		<title>Due importanti scelte per il Polo della Meccatronica</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 20:39:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		
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A pochi giorni dalla buona notizia che la procedura di appalto della struttura produttiva all’interno del futuro polo della Meccatronica registra una forte partecipazioni di imprese trentine, oggi la Giunta ha assunto due decisioni molto importanti.
La prima, riguarda la definizione delle linee guida per la progettazione dell’insediamento dei due nuovi istituti scolastici all’interno del Polo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wp-caption alignleft" style="width: 272px"><a href="http://www.alessandroolivi.it/2012/02/03/due-importanti-scelte-per-il-polo-della-meccatronica/"><img class="  " title="meccatronica PAT" src="http://www.uffstampa.provincia.tn.it/csw/archivio.nsf/A2881B44CDA47CB9C125799800552BCD/$File/POLO_MECCATRONICA_04.jpg" alt="Foto ufficio stampa PAT" width="262" height="131" /></a><p class="wp-caption-text">Foto ufficio stampa PAT</p></div></p>
<p>A pochi giorni dalla buona notizia che la procedura di appalto della struttura produttiva all’interno del futuro polo della Meccatronica registra una forte partecipazioni di imprese trentine, oggi la Giunta ha assunto due decisioni molto importanti.<br />
La prima, riguarda la definizione delle linee guida per la progettazione dell’insediamento dei due nuovi istituti scolastici all’interno del Polo (l’ITI Marconi e il CFP Veronesi) che andranno a costituire il cuore della filiera formativa ed educativa di questa piattaforma, con previsione anche di implementazione con funzioni di carattere universitario. Sarà un polo scolastico modello, con “laboratori di produzione” dove simulare condizioni tipiche del lavoro in cantiere, isole di apprendimento articolate nelle diverse aree tecnologiche e scientifiche con attrezzature multimediali all’avanguardia.<br />
<span id="more-693"></span><br />
La seconda decisione, assolutamente importante, di oggi è la nomina di Arrigo Tarolli, attuale amministratore unico di Dana Italia di Arco, a coordinatore del comitato di indirizzo che avrà il compito di definire i contenuti di questo progetto dal punto di vista industriale e tecnologico. Quella di Tarolli è una figura di grande prestigio e di grande esperienza che dimostra come questo progetto sia fortemente orientato al mondo delle imprese. Si tratta infatti in primo luogo di un progetto di politica industriale, che mette al centro lo sviluppo della competitività della piattaforma produttiva del Trentino nel suo complesso. Si punta ad un settore, quello della meccatronica, in forte espansione, che assorbe competenze di tipo di diverso - meccanica, elettronica e informatica - e nel quale operano già ora alcune importanti aziende con sede in Trentino. La scelta del coordinatore del progetto riflette in altre parole la connotazione molto &#8220;concreta&#8221; e industriale che il Polo dovrà assumere, ma anche il carattere innovativo di questa scommessa. Tarolli rappresenterà anche la figura attorno alla quale si raccoglieranno anche le altre competenze presenti nella Meccatronica di Rovereto, provenienti dal mondo della scuola e dell&#8217;alta formazione. E&#8217; proprio dall&#8217;integrazione di queste competenze che scaturirà il vero valore aggiunto del Polo, un network ad un tempo tecnologico e scientifico che farà da volano all&#8217;attività produttiva.</p>
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		<title>Riqualificazione e lavoro: tre aziende artigiane entrano nel compendio ex-Lowara</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 10:27:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mercoledì è stata raggiunta un’intesa importante che ha permesso ad una fabbrica semiabbandonata e dimessa da poco più di due anni di tornare ad essere un luogo che continuerà a vivere di impresa e ad offrire posti di lavoro. Tre aziende della Val di Sole, la Anselmi di Dimaro, che lavora e vende carni e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandroolivi.it/2012/01/27/riqualificazione-e-lavoro-riqualificazione-e-lavoro-tre-aziende-artigiane-entrano-nel-compendio-ex-lowara/" target="_self"><img class="alignleft" title="exLowara" src="http://locali.data.kataweb.it/kpmimages/kpm3/gloc/trentino-corriere-alpi/2011/01/14/jpg_3168798.jpg" alt="" width="228" height="181" /></a>Mercoledì è stata raggiunta un’intesa importante che ha permesso ad una fabbrica semiabbandonata e dimessa da poco più di due anni di tornare ad essere un luogo che continuerà a vivere di impresa e ad offrire posti di lavoro. Tre aziende della Val di Sole, la Anselmi di Dimaro, che lavora e vende carni e salumi, la Falegnameria Baggia di Malè e la Stufarredo di Monclassico specializzata in stufe ad “olle” nei prossimi mesi si trasferiranno presso lo stabilimento “ex Lowara” di Malè. Con questo accordo si sperimenta il modello previsto dagli indirizzi impartiti, lo scorso luglio, dalla Giunta provinciale a Trentino Sviluppo. Tali indirizzi si pongono infatti l’obiettivo di migliorare i servizi offerti dal sistema economico locale all’attività imprenditoriale, in particolare attraverso il superamento della cronica carenza di aree ed immobili per le attività economiche, ove possibile attraverso il riutilizzo delle strutture presenti sul territorio che risultano dismesse o comunque inutilizzate.<br />
<span id="more-687"></span>Si concretizza quindi nelle valli trentine un’esperienza di “condominio produttivo”: più aziende di piccole e medie dimensioni che assieme, ciascuna per la propria quota parte, acquistano da Trentino Sviluppo un immobile produttivo dismesso e lo ristrutturano per farlo diventare la loro nuova sede, più grande e con migliori opportunità logistiche rispetto alla sistemazione attuale. Questo significa prendere atto che le politiche della Provincia devono essere sempre più attente a garantire risposte concrete, flessibili e tempestive alle piccole e medie imprese che presidiano il nostro territorio, mettendo il patrimonio pubblico e produttivo a disposizione di chi vuole investire.<br />
Le tre aziende - che si aggiungono a Prius, insediata nel febbraio 2010 - occuperanno una superficie coperta di circa 5 mila metri quadrati su 7 mila complessivi. Il loro piano di sviluppo industriale prevede di dare lavoro a regime a 22 persone, con una crescita di fatturato da 1,9 a 3,3 milioni nei prossimi tre anni. La possibilità di edificare altri 800 metri quadrati all’interno del compendio industriale consentirà inoltre di accogliere ulteriori iniziative produttive.<br />
Questo permetterà all’intero immobile che Trentino Sviluppo acquistò nel dicembre 2007, su disposizione della Provincia autonoma di Trento, per metterlo al riparo da possibili interventi speculativi, salvaguardandolo alla sua funzione produttiva, di tornare interamente in mano ad aziende trentine.</p>
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		<title>«Commercio, non cambiamo nulla»</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 09:55:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[dal TRENTINO di Venerdì 20 gennaio 2010
di Paolo Mantovan La «nostra» legge, dice Olivi. E d&#8217;altra parte la chiamano tutti proprio così: legge Olivi.  Scusi, assessore se insisto, ma il problema è che è le Regioni devono adeguarsi alla norma nazionale.  Ma noi abbiamo già fatto la riforma.  Ma è fatta a strati. Ci sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandroolivi.it/2012/01/25/%c2%abcommercio-non-cambiamo-nulla%c2%bb/" target="_self"><img class="alignleft" title="orari_comm" src="http://locali.data.kataweb.it/kpmimages/kpm3/gloc/trentino-corriere-alpi/2012/01/21/jpg_5556277.jpg" alt="" width="213" height="110" /></a>dal TRENTINO di Venerdì 20 gennaio 2010<br />
di Paolo Mantovan La «nostra» legge, dice Olivi. E d&#8217;altra parte la chiamano tutti proprio così: legge Olivi.  <strong>Scusi, assessore se insisto, ma il problema è che è le Regioni devono adeguarsi alla norma nazionale.</strong>  Ma noi abbiamo già fatto la riforma.  Ma è fatta a strati. Ci sono i comuni turistici, quelli di media-attrattività e, poi, tutti gli altri. Monti invece dà un colpo di spugna: tutti uguali.  Ma noi abbiamo fatto di meglio. E sfido il governo a dimostrare che non siamo in linea con il principio di libera impresa e di libera concorrenza.  <strong>Avete cinque mesi per adeguarvi al decreto Monti: il Trentino andrà avanti con la legge del 2010?</strong>  Sì. <strong> Come nulla fosse?</strong>  Sì, certo. Perché noi siamo già oltre.  <strong>Oltre&#8230; </strong> La nostra legge non può essere superata dal decreto del governo per due motivi.  Primo: dal punto di vista legislativo abbiamo competenza primaria sul commercio, competenza che abbiamo applicato facendo una legge di riforma robusta&#8230; </p>
<p><span id="more-684"></span><strong>Sì, ma queste sono le solite obiezioni: abbiamo competenza, siamo autonomi, etc etc. La domanda è: come la mettiamo con le liberalizzazioni? Non accadrà che dalla pretesa di essere i più moderni, finiamo per divenire i più antiquati?</strong>  No, per nulla. Ed è assurdo che passi l&#8217;idea che siamo contro le liberalizzazioni. Le spiego il secondo punto, che è decisivo: l&#8217;unico elemento che potrebbe costringerci ad adeguare &#8220;forzatamente&#8221; la nostra legge è l&#8217;imposizione di una modifica se il governo riscontrasse che alcune norme sono in contrasto con il principio di libera concorrenza e di libertà d&#8217;impresa.  <strong>E, secondo lei, l&#8217;avere diviso il Trentino per strati, anche fra Comuni, non è di fatto una restrizione? </strong> No, perché qui abbiamo valutato la &#8220;turisticità&#8221; (se mi è permesso il termine) delle zone, dei centri, delle città. A tal punto che abbiamo ritenuto tutto il Trentino turistico durante la stagione estiva, così che in ogni comune si possono aprire i negozi nelle domeniche da giugno a settembre.  <strong>È un concetto che avete stabilito voi.</strong>  Ma che rende giustizia al territorio. Scusi, ma a lei sembra corretto che tutti i posti, dal centro di Roma fino alla frazione di un comune di campagna, abbiano per forza lo stesso regime?  <strong>Me lo dica lei.</strong>  La vera novità è che con questa legge offriamo ai comuni di essere protagonisti. Offriamo ai commercianti di essere protagonisti, lo offriamo anche ai lavoratori.  <strong>Ci sono comuni che possono aprire tutti i giorni dell&#8217;anno, come Campiglio. Altri - di media attrattività - che possono aprire 36 tra domeniche e festivi&#8230;</strong>  E possono programmarlo. Possono mettersi intorno a un tavolo sindaco, commercianti, lavoratori e organizzare domeniche e festività.  <strong>Ma Trento e Rovereto non sembrano aver capito bene che c&#8217;è questa possibilità. Non fissano le domeniche aperte d&#8217;intesa con i musei oppure non aprono i negozi quando già c&#8217;è il mercatino che impazza&#8230;</strong>  Guardi, non tocchi questo tasto, come il caso della prima domenica del mercatino di Trento&#8230; Ma proprio lì abbiamo visto che la legge aveva la forza di far riunire rapidamente il consiglio e deliberare subito la libera apertura dei negozi.   <strong>Ma col decreto Monti sarà ancor più semplice. </strong> Ma ci saranno molti più rischi. Tutte le domeniche aperte, e 24 ore su 24: chi lo farà a Trento?  <strong>Gli imprenditori di altre culture, come i cinesi, tanto per cominciare.</strong>  E, poi, chi ha imprese con grandi numeri. E così vincerà solo chi è forte in quantità o gestisce rapporti di lavoro più degradati. Qui noi oltre al principio di libertà d&#8217;impresa abbiamo cercato di promuovere anche la coesione sociale e territoriale (e sulla coesione territoriale ricordo che Monti ha realizzato un ministero).  <strong>Insomma, lei vuol dire che abbiamo una legge che offre a commercianti e amministratori uno strumento di autonomia vera. Però devono capirlo bene anche loro. Altrimenti non serve a molto, non crede?</strong>  Guardi, abbiamo scardinato un sistema arcaico che viveva di divieti e abbiamo generato una risorsa per far crescere in lavoro di squadra e in inventiva il nostro tessuto commerciale. Ora bisogna saperlo sfruttare.  <strong>Invece si segnalano molti nuovi sostenitori della sua legge (che prima erano contrari) solo perché propone una liberalizzazione meno &#8220;selvaggia&#8221; di Monti.</strong>  Sì, c&#8217;è chi mi tacciava di estremismo liberista e ora quasi mi benedice. Invece dobbiamo intraprendere la sfida, perché il commercio è un termometro della società.  <strong>Dicendo stop a Monti?</strong>  Dicendo avanti con la legge Olivi.</p>
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		<title>La nuova legge provinciale sugli incentivi alle imprese</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 09:05:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[La mia intervista a cura di Francesca Menna  pubblicata sul Periodico di informazione “Knowtransfer” dell&#8217;Università degli Studi di Trento
Con la legge del 1 agosto 2011, n. 12 il Consiglio della Provincia autonoma di Trento ha modificato la legge provinciale sugli incentivi alle imprese. Un passaggio importante con molti punti di interesse anche per il mondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandroolivi.it/wp-content/uploads/2012/01/knowtransfer.jpg"></a><a href="http://www.alessandroolivi.it/2012/01/13/la-nuova-legge-provinciale-sugli-incentivi-alle-imprese/" target="_self"></a><a href="http://www.alessandroolivi.it/2012/01/13/la-nuova-legge-provinciale-sugli-incentivi-alle-imprese/"><img class="alignleft size-medium wp-image-679" title="hp_focus" src="http://www.alessandroolivi.it/wp-content/uploads/2012/01/hp_focus.jpg" alt="" width="170" height="120" /></a>La <a href="http://knowtransfer.unitn.it/3/la-nuova-legge-provinciale-sugli-incentivi-alle-imprese" target="_blank">mia intervista a cura di Francesca Menna </a> pubblicata sul Periodico di informazione “Knowtransfer” dell&#8217;Università degli Studi di Trento</p>
<p>Con la legge del 1 agosto 2011, n. 12 il Consiglio della Provincia autonoma di Trento ha modificato la legge provinciale sugli incentivi alle imprese. Un passaggio importante con molti punti di interesse anche per il mondo dell’università e della ricerca. Ne abbiamo parlato con l’assessore all’Industria, artigianato e commercio della Provincia autonoma di Trento, Alessandro Olivi.</p>
<p><span id="more-674"></span></p>
<p><strong>Assessore Olivi, il Consiglio provinciale ha approvato qualche mese fa la modifica della legge provinciale sugli incentivi alle imprese. Quale è stato il contesto e quali i presupposti per questo passo?</strong><br />
Il contesto è quello della crisi, che ha avuto ripercussioni anche sulle imprese trentine. In particolare, ha aggravato gli elementi di criticità del nostro sistema imprenditoriale e ha reso necessario riformare il modo di sostenere l’economia in cambiamento e introdurre criteri più restrittivi di selettività per concentrare le risorse sugli investimenti maggiormente in grado di produrre valore e crescita. Il Consiglio provinciale ha quindi approvato la legge allo scopo di trasformare il sistema locale in un’economia intelligente, sostenibile e inclusiva, caratterizzata da alti livelli di occupazione, produttività, innovazione e coesione.</p>
<p><strong>Quali sono, dunque, gli obiettivi della legge?</strong><br />
Un primo obiettivo è quello di semplificare il quadro normativo accorpando le leggi provinciali 17/1993 sui servizi alle imprese e 6/1999 che riguarda, tra l’altro, gli aiuti per investimenti fissi, prestiti partecipativi e progetti di ricerca applicata, e quindi semplificare le due discipline e raccordare i vari strumenti. Inoltre la legge mira a prevedere nuove forme di aiuto per l’innovazione, l’interconnessione e l’internazionalizzazione delle imprese, il trasferimento tecnologico, l’imprenditoria femminile e giovanile (con interventi che possono arrivare fino al 50% delle spese), la partecipazione dei lavoratori alle scelte organizzative aziendali, il riequilibrio territoriale. Infine l’intenzione è quella di introdurre una maggiore selettività degli aiuti.</p>
<p><strong>Fra i punti che lei ha citato e che riguardano più da vicino l’università ci sono gli incentivi per la ricerca, con enfasi sul trasferimento tecnologico, sulle imprese innovative e sull’assunzione di ricercatori. Può approfondire questi punti?</strong><br />
La competitività del sistema produttivo trentino viene perseguita in primis con la diffusione dell’innovazione e dell’attività di ricerca e sviluppo. Ma è soprattutto nell’ambito dell’innovazione d’impresa che bisogna fare azioni forti e convinte.<br />
La disponibilità di know-how e di tecnologia costituiscono un elemento strategico per la conquista di mercati ad alto valore aggiunto. Vanno quindi incentivate azioni di trasferimento tecnologico e di conoscenza dall’università all’impresa. Le aziende saranno sostenute nell’acquisizione di qualificate consulenze per l’innovazione di prodotto e di processo, l’introduzione in azienda di tecniche organizzative ispirate al principio della qualità totale dell’impresa e del lavoro, il conseguimento delle certificazioni di qualità di prodotto, di compatibilità ambientale e di profilo etico. Le piccole imprese che necessitano di elevati investimenti in ricerca e sviluppo, ad esempio gli start up accademici, possono ricevere un aiuto in conto capitale non superiore a un milione di euro fino all’80% di spese per personale tecnico dipendente in possesso di diploma di laurea e per progetti di innovazione e ingegnerizzazione di prodotto. Si prevede inoltre di finanziare borse di studio o  assegni di ricerca della durata di due anni a favore di laureandi, neo laureati, dottori di ricerca e ricercatori di età non superiore ai 35 anni per la promozione di nuove idee imprenditoriali. È previsto infine un intervento agevolativo sui costi sostenuti per la concessione e il riconoscimento dei brevetti e di altri diritti di proprietà industriale.</p>
<p><strong>E per quanto riguarda l’internazionalizzazione delle imprese?</strong><br />
La via della crescita è indissolubilmente legata al qualificato inserimento nei nuovi processi di internazionalizzazione, puntando sul radicamento in nuovi e diversi mercati. Per affrontare queste sfide le imprese, specie le più piccole, non possono agire da sole ma devono puntare su accordi di rete, sui consorzi, sul potenziamento di filiere e joint venture. La realizzazione di tali obiettivi è strettamente legata all’innalzamento dello standard qualitativo dei servizi reali per l’internazionalizzazione, quali servizi informativi, di assistenza tecnica, di orientamento strategico. Viene inoltre rinnovato il sistema di incentivi diretti utilizzabili in particolare dalle imprese presenti sui mercati internazionali, singole o associate: partecipazione a fiere, progetti di marketing internazionale, presenza all’estero con azioni di commercializzazione di sistema.</p>
<p><strong>La legge parla anche di diversi ambiti di supporto ad azioni per l’imprenditoria femminile e giovanile.</strong><br />
Siamo partiti dalla difficoltà che riscontrano i giovani e le donne nel divenire protagonisti nel mondo dell’imprenditoria e abbiamo previsto specifici interventi per favorire la costituzione e lo sviluppo di imprese che vedono tali figure in posizione prevalente. Fra le azioni di supporto ci sono la copertura dei costi legati alla costituzione e all’avvio di nuove iniziative e delle spese legate a servizi specialistici di prima assistenza e tutoraggio reperibili sul mercato.<br />
Per le imprese a partecipazione prevalentemente femminile si propongono anche agevolazioni per alleviare il costo dei contributi previdenziali per figli e familiari così come dei congedi familiari. Ai giovani e alle donne è riservato un ulteriore intervento innovativo, che si concretizza nell’apertura di sportelli territoriali informativi e di tutoraggio, con il coinvolgimento delle associazioni di categoria, degli istituti bancari, delle università e degli enti di ricerca, con l’obiettivo di offrire un unico supporto di riferimento all’avvio dell’impresa.</p>
<p><strong>In relazione all’attuazione della legge quali sono le tempistiche previste affinché le varie norme siano effettivamente operative per le imprese e per gli spin off accademici in particolare?</strong><br />
Per quanto riguarda gli spin off e le newco ad alta tecnologia giova ricordare come il campo sia già ben presidiato: attualmente il contributo per un progetto di ricerca è intorno al 65-70% delle spese. Per la ricerca e lo sviluppo e per l’assegnazione e l’assunzione di ricercatori è ragionevole pensare che saremo in grado di attivare i nuovi criteri attuativi a partire dal 2012, per i nuovi interventi sulle imprese innovative invece tra marzo e aprile. Su quest’ultimo tema è infatti necessario un passaggio nella competente Commissione consiliare e con le categorie: per la buona attuazione di qualsiasi politica pubblica riteniamo sia infatti fondamentale un’ampia condivisione delle scelte.</p>
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		<title>Area Casotte: si investe per il futuro</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 15:05:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Sono iniziati oggi in località Casotte, a Mori, i lavori  di realizzazione di uno dei nuovi poli produttivi più importanti del Trentino. Un’area strategica, che guarda al futuro, un investimento attraverso il quale il pubblico realizza le condizione per l’insediamento di nuove imprese. In Trentino abbiamo infatti bisogno sia di imprese esistenti che si ampliano e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandroolivi.it/2012/01/10/area-casotte-si-investe-per-il-futuro/" target="_self"><img class="alignleft" title="Casotte" src="http://www.industria.provincia.tn.it/binary/pat_industria/aree_in_via_di_realizzazione/Mori.2.1281687880.jpg" alt="" width="144" height="204" /></a>Sono iniziati oggi in località Casotte, a Mori, i lavori  di realizzazione di uno dei nuovi poli produttivi più importanti del Trentino. Un’area strategica, che guarda al futuro, un investimento attraverso il quale il pubblico realizza le condizione per l’insediamento di nuove imprese. In Trentino abbiamo infatti bisogno sia di imprese esistenti che si ampliano e si configurano in modo nuovo, sia di nuovi investimenti provenienti dall’esterno. Quest’opera è la dimostrazione di un Trentino operoso, che guarda avanti, che non si rassegna all’idea di una crisi che qualcuno vorrebbe interpretare come stasi o come freno allo sviluppo. Serve infatti uno sviluppo diverso, maggiormente alimentato dall’innovazione, ma serve pur sempre crescere. Per questo l’avvio dei lavori, opera della quale si parlava da un ventennio, rappresenta oggi una risposta chiara e molto concreta.<br />
<span id="more-670"></span><br />
Siamo in presenza di un’area di 25 ettari, sulla quale si potranno edificare capannoni per 120 mila metri quadri, a disposizione di aziende medio piccole ma anche di grandi dimensioni, in una zona strategica: a due passi dal casello autostradale di Rovereto Sud, servita dal futuro scalo intermodale di Mori e in sostanziale continuità con l’area industriale di Rovereto e con poli innovativi della Meccatronica e della nuova Manifattura. La zona produttiva sarà a disposizione delle imprese dalla primavera 2014. L’investimento complessivo, di circa 10 milioni di euro, comprende anche la realizzazione di una bretella di collegamento con la strada provinciale 90 “destra Adige” lunga poco più di un chilometro e mezzo. Un accordo, siglato tra Provincia e Comune di Mori, farà inoltre di Casotte un’esperienza all’avanguardia per le soluzioni energetiche e di sostenibilità ambientale.</p>
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		<title>Decreto Monti e orari: no ad una liberalizzazione senza limiti</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 07:39:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[A seguito del decreto Monti sulla liberalizzazione integrale in materia di commercio e sulla sua applicazione in alcuni comuni italiani è in corso un dibattito a livello nazionale.
A tal proposito sono del parere che il Trentino non debba applicare in toto il decreto ed in questo senso proporrò alla Giunta provinciale di mantenere e valorizzare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandroolivi.it/2012/01/04/decreto-monti-e-orari-no-ad-una-liberalizzazione-senza-limiti/" target="_self"><img class="alignleft" title="orari" src="http://www.romainfoline.it/romainfoline-img/Pagine/orario.jpg" alt="" width="167" height="150" /></a>A seguito del decreto Monti sulla liberalizzazione integrale in materia di commercio e sulla sua applicazione in alcuni comuni italiani è in corso un dibattito a livello nazionale.<br />
A tal proposito sono del parere che il Trentino non debba applicare in toto il decreto ed in questo senso proporrò alla Giunta provinciale di mantenere e valorizzare l&#8217;impianto della nostra riforma. Giova ricordare che la nostra legge provinciale del commercio è stata approvata dal Consiglio nel febbraio 2010 ed è frutto di un serrato confronto e dibattito con le categorie, le parti sociali e le diverse forze politiche, e rappresenta un punto di equilibrio tra apertura al mercato e alla concorrenza e valorizzazione delle prerogative della nostra comunità autonoma.<br />
<span id="more-667"></span><br />
Diverse sono le motivazioni.<br />
Vanno tenute presente le peculiarità del territorio. Il Trentino infatti non deve trasformarsi in una piattaforma commerciale in cui tutto è omologato e dove non si tiene in considerazione né la specificità del territorio, ovvero la diversità fra le diverse zone, né le caratteristiche della rete distributiva che è ben diversa dalle grandi concentrazioni commerciali presenti nelle aree maggiormente urbanizzate. Dobbiamo puntare di più a costruire una proposta originale, che punti sulla qualità e non sulla mera quantità.<br />
Bisogna inoltre tenere in conto che la nostra legge non ha certo posti limiti alla libera iniziativa delle imprese. Primi in Italia in Trentino si sono introdotti meccanismi innovativi sia nel settore della programmazione commerciale delle strutture di vendita, sia in materia di orari di aperture. Non si tratta di essere contrari alla liberalizzazione come principio - si pensi solo che la riforma trentina è la prima e oggi l’unica in Italia a liberalizzare i saldi garantendo totale autonomia decisionale alle imprese - quanto piuttosto di costruire un modello flessibile, che rispetti le vocazioni di un territorio. Infatti la legge liberalizza gli orari e le aperture nei quasi novanta comuni turistici, mentre detta alcuni criteri diversi per i comuni a prevalente vocazione urbana, dove comunque le amministrazioni comunali hanno ricevuto dalla Provincia una forte autonomia decisionale.<br />
E&#8217; necessario tutelare la specifica rete delle medie e piccole imprese trentine. La totale liberalizzazione è un favore alla grande distribuzione organizzata e rappresenta al contrario un rischio molto elevato alla capacità di tenuta dei piccoli e medi negozi, soprattutto quelli dei centri storici che invece sono al centro dell&#8217;attenzione della legge provinciale sul commercio. La legge 17/2010, infatti, vuole proprio riequilibrare un po&#8217; lo stato dell&#8217;arte fra centri storici e centri commerciali, dando maggiore protagonismo alla rete delle piccole e medie imprese e frenando la speculazione commerciale.<br />
Infine non va dimenticato il tema della qualità del lavoro. Proprio in un sistema di piccole e medie imprese è necessario disciplinare questa materia in modo tale da consentire alle lavoratrici e ai lavoratori di non essere stritolati da una logica del lavoro quasi a cottimo. Con la legge provinciale in questo settore abbiamo cercato di coniugare le nuove opportunità offerte alle imprese con la sostenibilità sociale. E su questo auspico che ci sia la condivisione e il sostegno anche delle associazioni di categoria e dei sindacati.<br />
Sono inoltre contrario a recepire integralmente la norma statale anche sotto il profilo della difesa delle prerogative dell&#8217;Autonomia trentina. Ho dubbi sul fatto che lo Stato possa varare una norma che abbia efficacia su tutto il territorio nazionale senza tenere conto delle competenze delle regioni e delle province autonome. Nel nostro caso sono dubbi confortati dal fatto che lo Stato ha normato questa liberalizzazione inserendola nella parte di legislazione che riguarda il commercio, dove la Provincia autonoma di Trento ha una propria competenza seppure secondaria che le consente di legiferare in via autonoma. E noi una nostra legge l&#8217;abbiamo. Si tratta ora di capire se quest&#8217;ultima contrasta con principi di carattere generale fissati dallo Stato. Se tra questi vi è quello della libera concorrenza, personalmente ritengo che la riforma attuata in Trentino garantisca il rispetto di questo principio, avendolo semplicemente declinato in modo autonomo nel rispetto delle vocazioni del nostro territorio.<br />
Sta di fatto, in ogni caso, che in base alla norma dello statuto, la legge nazionale non si applica direttamente ma vi è solo l&#8217;obbligo di adeguamento entro il termine di sei mesi durante la quale vige la nostra disciplina. Ritengo quindi debba essere ovviamente aperto un confronto con lo Stato per valutare la possibilità di norme di coordinamento tra le due discipline che non stravolgano la nostra legge.</p>
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		<title>Il Trentino è pronto alla sfida</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 14:41:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Ieri il Sole24 Ore ha pubblicato un articolo sull&#8217;indagine del Centro Studio Sintesi che ha misurato il grado di attrattività dei torritori con un mix di 37 indicatori. Ne risulta che la provincia di Trento è prima in Italia quale zona più favorevole per creare un&#8217;attività produttiva. mentre nella classifica regionale il primo posto è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://rassegnastampa.mef.gov.it/mefeconomica/PDF/2012/2012-01-02/2012010220560730.pdf" target="_blank"><img class="size-full wp-image-662 alignleft" title="sole24ore" src="http://www.alessandroolivi.it/wp-content/uploads/2012/01/sole24ore.jpg" alt="" width="200" height="286" /></a>Ieri il <a href="http://rassegnastampa.mef.gov.it/mefeconomica/PDF/2012/2012-01-02/2012010220560730.pdf" target="_blank">Sole24 Ore ha pubblicato un articolo sull&#8217;indagine del Centro Studio Sintesi </a>che ha misurato il grado di attrattività dei torritori con un mix di 37 indicatori. Ne risulta che la provincia di Trento è prima in Italia quale zona più favorevole per creare un&#8217;attività produttiva. mentre nella classifica regionale il primo posto è per il Trentino Alto Adige (indice 100, media italiana 54,4).<br />
Quel che l&#8217;indagine conferma è che l&#8217;attrattività del Trentino è quella di un territorio dove capitale economico e sociale sono un tutt&#8217;uno, e dove diversi fattori competitivi ci rendono una piattaforma produttiva capace di offrire ospitalità alla diverse forme di impresa. In particolare si deve fare riferimento a:<br />
1. una rinnovata gamma di incentivi alle imprese, meno concepita come aiuti indifferenziati e sempre più orientata secondo nuove priorità a sostenere innovazione, aggregazione e rafforzamento patrimoniale delle imprese;<br />
2. il sostegno alla nascita di nuove imprese e quindi al rinnovamento della stessa piattaforma imprenditoriale utilizzando anche l&#8217;importante novità delle agevolazioni Irap per chi costituisce una nuova impresa in Trentino, che prevede una riduzione di ben tre punti anche in favore di chi trasferisce una azienda esistente nel nostro territorio;<br />
3. una forte alleanza tra mondo dell&#8217;impresa, ricerca ed alta formazione come dimostrano gli investimenti per la creazione dei poli tecnologico produttivi, incentrati sulle filiere e i distretti, dell&#8217;edilizia sostenibile, della meccatronica e dell&#8217;ICT e soprattutto il recente nuovo regolamento sugli aiuti alla ricerca applicata dove, per la prima volta, si agevola l&#8217;innovazione anche in favore delle piccole e medie imprese e si sostiene il collegamento tra mondo della ricerca e imprese incentivando l&#8217;assunzione da parte di queste ultime dei giovani ricercatori.<br />
Siamo dunque pronti ad affrontare, pur consci della difficoltà del momento, questa sfida per promuovere l&#8217;attrattività economica del Trentino, trattenendo le migliori esperienze e i nostri talenti imprenditoriali ed avendo al contempo anche il coraggio di intensificare lo sforzo per portare nel nostro territorio nuovi investimenti su filiere ad alto tasso di produttività e crescita. Sempre più il compito di sviluppare questa azione di valorizzazione dei punti di forza del Trentino economico dovrà essere assegnato a Trentino Sviluppo.<br />
<a href="http://www.alessandroolivi.it/wp-content/uploads/2012/01/sole24ore.jpg"></a></p>
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		<title>I nuovi criteri per il sostegno alla ricerca applicata nelle imprese: maggiore attenzione alle PMI e a chi assume ricercatori</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 15:14:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Venerdì scorso (30 dicembre) è stato posizionato un importante tassello del processo di attuazione della riforma degli incentivi alle imprese dello scorso luglio, riforma che parte dalla consapevolezza che la nostra Provincia, proprio in un momento di profondi cambiamenti economici e sociali globali, debba rinnovare i suoi strumenti per sostenere il tessuto economico trentino.
La Giunta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandroolivi.it/2011/12/30/i-nuovi-criteri-per-il-sostegno-alla-ricerca-applicata-nelle-imprese-maggiore-attenzione-alle-piccole-e-medie-imprese-e-a-chi-assume-ricercatori/" target="_self"><img class="alignleft" title="innovazione" src="http://www.dagcom.com/wp-content/uploads/2009/05/ricerca.jpg" alt="" width="173" height="173" /></a>Venerdì scorso (30 dicembre) è stato posizionato un importante tassello del processo di attuazione della riforma degli incentivi alle imprese dello scorso luglio, riforma che parte dalla consapevolezza che la nostra Provincia, proprio in un momento di profondi cambiamenti economici e sociali globali, debba rinnovare i suoi strumenti per sostenere il tessuto economico trentino.<br />
La Giunta provinciale ha infatti approvato i nuovi criteri attuativi per i contributi alle imprese relativi a spese per sostenere progetti di ricerca applicata, per l’assegnazione temporanea e per l’assunzione, anche a tempo indeterminato, di ricercatori. È utile evidenziare che le misure adottate vanno anche, attraverso la previsione di vincoli specifici, a vantaggio dell’occupazione e rappresentano un supporto all’avvio di nuove iniziative imprenditoriali.</p>
<p><span id="more-644"></span><br />
L’obiettivo è quello di potenziare, attraverso un  maggior ricorso alle conoscenze e ai processi di ricerca e sviluppo, la capacità delle nostre imprese di crescere in competitività. Si mira infatti a premiare le imprese più virtuose ma anche a spingere alla ricerca applicata quelle che, per questioni dimensionali e organizzative, fino ad oggi hanno fatto più fatica ad intraprendere la strada dell’innovazione.<br />
Nello specifico infatti potranno essere ammessi a contributo i progetti di importo superiore al 30 per cento della media delle spese ammesse ad agevolazione nei cinque anni precedenti con il fine di incrementare il “tasso” di ricerca che le aziende pongono in essere, anche sul lungo periodo, stimolandole così ad investire sempre maggiori risorse nell’innovazione.<br />
È stato inoltre introdotto un contributo su un costo figurativo di 50 mila euro all’anno per ciascuno dei titolari o dei soci di imprese con non più di 9 addetti che svolgono attività di ricerca; un intervento quest’ultimo che riuscirà a favorire le imprese artigiane nell’accesso alle provvidenze previste per le attività di ricerca, superando in tal modo le difficoltà fino ad ora riscontrate nel sostenere con questo strumento questa particolare tipologia di impresa, così diffusa e protagonista delle dinamiche produttive ed occupazionali del Trentino.<br />
Ancora, per potenziare ulteriormente il trasferimento tecnologico dagli organismi di ricerca alle imprese e per qualificare maggiormente il lavoro, è stata introdotta la disciplina dei contributi per l’assunzione di ricercatori e tecnici di ricerca, anche a tempo indeterminato, con percentuali di intervento che possono raggiungere il 60 per cento delle spese per i primi cinque anni di assunzione. In questo modo si permette al capitale umano che potrà entrare a far parte dell’azienda di diventare uno strumento permanente per sviluppare innovazione in termini più dinamici e quindi, in questo modo, favorendo anche molti giovani, laureati e tecnici di ricerca, che così potranno trasmigrare dal mondo accademico a quello delle imprese rafforzando anche le loro potenzialità.<br />
Infine particolare attenzione viene riservata al mondo del lavoro. Infatti per quanto riguarda le ricadute occupazioni previste a corredo degli incentivi si prevedono obblighi occupazionali più stringenti, rispetto alla precedente disciplina: di 3 anni dal termine del progetto, per contributi concessi superiori a 500 mila euro, obblighi che si allungano a 4 anni per contributi superiori a un milione di euro; ancora, sui livelli occupazionali previsti al termine del progetto di ricerca saranno tollerate oscillazioni non superiori al 10 per cento degli occupati stabiliti e non più del 20 per cento come precedentemente previsto (i contratti a progetto non concorrono alla determinazione del numero, questo al fine favorire la stabilizzazione del lavoro). Inoltre non potranno più essere concessi contributi superiori a 1 milione di euro senza che siano garantite ricadute occupazionali pari o superiori a 9 addetti, limite che non era presente nella precedente disciplina.<br />
In conclusione, si attua in questo modo la prima parte della riforma degli incentivi che riguarda il sostegno della ricerca applicata nelle imprese, con la convinzione che possa risultare strategica per lo sviluppo del Trentino, inteso anche come laboratorio diffuso, a cielo aperto, ove conoscenza, passione e imprenditoria si possono coniugare per presidiare i livelli di inclusione e benessere sociale che la nostra terra ha, fino ad oggi, saputo offrire, in una prospettiva di massima apertura alle realtà internazionali con cui ogni giorno siamo chiamati a confrontarci.</p>
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		<title>Attenzione ai più deboli e alla qualità del contesto urbano&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 16:05:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Muovendo dal presupposto che i giochi elettronici hanno assunto ormai un’amplissima diffusività sul territorio l&#8217;Amministrazione provinciale si sta muovendo in diverse direzioni: promuovendo una campagna di sensibilizzazione sul gioco d&#8217;azzardo patologico nonché di riabilitazione e cura; disciplinando normativamente limiti e condizioni all’esercizio di tali attività economiche nei diversi tipi di strutture (case da gioco, bar, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandroolivi.it/2011/12/29/attenzione-ai-piu-deboli-e-alla-qualita-del-contesto-urbano/" target="_self"><img class="alignleft size-full wp-image-650" title="azzardo" src="http://www.alessandroolivi.it/wp-content/uploads/2012/01/azzard.jpg" alt="" width="119" height="89" /></a>Muovendo dal presupposto che i giochi elettronici hanno assunto ormai un’amplissima diffusività sul territorio l&#8217;Amministrazione provinciale si sta muovendo in diverse direzioni: promuovendo una campagna di sensibilizzazione sul gioco d&#8217;azzardo patologico nonché di riabilitazione e cura; disciplinando normativamente limiti e condizioni all’esercizio di tali attività economiche nei diversi tipi di strutture (case da gioco, bar, ecc.); promuovendo un’azione coordinata tra forze di polizia statale e comunale al fine di contrastare il gioco illecito e i possibili impatti in termini di sicurezza urbana.</p>
<p><span id="more-649"></span><br />
Con la norma approvata nel mese di dicembre in Consiglio provinciale, si cerca di limitare il numero di queste concentrazioni, intervenendo per proteggere alcuni luoghi particolarmente sensibili come quelli per esempio collocati vicino a luoghi frequentati dai giovani (scuole e centri giovanili) e alle strutture dedicate alla cura e all’assistenza. Si è inoltre attribuito ai Comuni del Trentino, i soggetti che meglio conoscono il territorio e l&#8217;intensità che ha il fenomeno nel proprio contesto urbano, il potere di intervenire applicando il divieto della presenza di apparecchi da gioco nell&#8217;arco di 300 metri da luoghi sensibili, nonché, ed è questa la principale novità, in altre parti del territorio comunale dove si ritiene di preservare beni e interessi collettivi (prioritari rispetto alla libera iniziativa economica), quali la quiete pubblica, il decoro urbano e più in generale la qualità del vivere delle città.<br />
In primavera si effettuerà un monitoraggio per mappare l&#8217;intensità del fenomeno e quindi si potranno eventualmente anche adottare iniziative di incentivazione alla rimozione, per situazioni di particolare criticità</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un&#8217;iniziativa per lo sviluppo innovativo e sostenibile&#8230;</title>
		<link>http://www.alessandroolivi.it/2011/12/25/uniniziativa-per-lo-sviluppo-innovativo-e-sostenibile/</link>
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		<pubDate>Sun, 25 Dec 2011 20:40:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Attivita' politica]]></category>

		<category><![CDATA[industria]]></category>

		<category><![CDATA[Bosch]]></category>

		<category><![CDATA[dana italia]]></category>

		<category><![CDATA[innovazione]]></category>

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		<description><![CDATA[La Giunta provinciale ha dato venerdì 23 il via libera al finanziamento del progetto di ricerca finalizzato alla produzione di nuove trasmissioni per macchine operatrici, con un costo previsto di 20 milioni di euro, che la società Dana Italia intende realizzare in partnership con Bosch Rexroth attraverso una joint-venture appositamente costituita, con sede in Arco.
L’iniziativa, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandroolivi.it/2011/12/25/uniniziativa-per-lo-sviluppo-innovativo-e-sostenibile/" target="_self"><img class="alignleft" title="trasmissione" src="http://www.teleradiopace.tv/wp-content/uploads/2009/10/02_trasmissione_meccanica_g.jpg" alt="" width="180" height="180" /></a>La Giunta provinciale ha dato venerdì 23 il via libera al finanziamento del progetto di ricerca finalizzato alla produzione di nuove trasmissioni per macchine operatrici, con un costo previsto di 20 milioni di euro, che la società Dana Italia intende realizzare in partnership con Bosch Rexroth attraverso una joint-venture appositamente costituita, con sede in Arco.<br />
L’iniziativa, fortemente voluta dal presidente di Dana Italia Rino Tarolli, costituisce per la multinazionale trentina un passo fondamentale per l’implementazione di una strategia di differenziazione di prodotto in grado di consolidare la presenza sul mercato globale dell’off highway e rafforzare il ruolo di Dana Italia nel gruppo Dana Holding Corporation, consolidando il suo ruolo strategico nel campo dell’innovazione.<br />
<span id="more-640"></span><br />
Il progetto consentirà un ulteriore e più profondo radicamento territoriale in Trentino di Dana Italia. Esso garantirà, attraverso il prolungamento fino al 2013 degli impegni occupazionali già assunti per il &#8216;fondo Olivi”, che interessano complessivamente 500 addetti (limite tecnico valutato d&#8217;intesa con il sindacato in relazione ai benefici massimi del &#8220;fondo&#8221; medesimo), di stabilizzare i livelli occupazionali, e al contempo la nascita di una nuova iniziativa ad alto contenuto tecnologico, che a regime garantirà un numero non inferiore a 76 nuovi occupati.<br />
L’investimento complessivo costituirà un punto di riferimento mondiale per le imprese del settore che rafforzerà ulteriormente il comparto produttivo della meccanica avanzata abbinata all’elettronica, testimoniando ancora una volta la capacità del Trentino di attrarre e accompagnare iniziative “faro” basate sulle più avanzate conoscenze applicate alla produzione e sulle sinergie con partner internazionali di primissimo livello tecnologico.<br />
Il Trentino con questa iniziativa sempre più dimostra di poter essere un vero e proprio laboratorio sperimentale di livello internazionale per nuove tecnologie e prodotti, con ricadute locali concrete, in grado di coniugare sapere, passione, tecnologia , vantaggi economici consistenti, senza mai perdere di vista l’obiettivo della massima inclusione sociale. In un contesto di crisi l&#8217;iniziativa rappresenta dunque un segnale forte della capacità del nostro sistema industriale di rinnovarsi e crescere come piattaforma tecnologica e produttiva. Il sostegno della Provincia è la dimostrazione della costante azione di supporto agli investimenti nel campo della ricerca applicata e dello sviluppo competitivo.</p>
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		<title>Approvata la Finanziaria 2012</title>
		<link>http://www.alessandroolivi.it/2011/12/21/approvata-la-finanziaria-2012/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 22:01:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Nessuno deve sentirsi solo”. Questo è il messaggio che caratterizza la Finanziaria 2012 che il Consiglio provinciale ha approvato nelle scorse ore. Il contesto economico e sociale globale è infatti caratterizzato da una crisi insidiosa che va ad impattare pesantemente sulla vita delle persone e con la quale si devono misurare le misure finanziarie adottate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandroolivi.it/2011/12/21/approvata-la-finanziaria-2012/"><img class="alignleft" title="consiglio" src="http://www.lavocedelnordest.it/userdata/immagini/foto/474/aulaconsigliotrento_10123.jpg" alt="" width="227" height="142" /></a>“Nessuno deve sentirsi solo”. Questo è il messaggio che caratterizza la Finanziaria 2012 che il Consiglio provinciale ha approvato nelle scorse ore. Il contesto economico e sociale globale è infatti caratterizzato da una crisi insidiosa che va ad impattare pesantemente sulla vita delle persone e con la quale si devono misurare le misure finanziarie adottate dai Governi a seguito dei rischi sul debito pubblico. Sarebbe illusorio ritenere il Trentino immune dagli effetti di questo scenario trattandosi, infatti, di una vera e propria messa in discussione di un modello di sviluppo. Per cui in questa fase diventa fondamentale coniugare al meglio le politiche per l’equità con quelle per una crescita sostenibile.<br />
<span id="more-633"></span>Non possiamo più guardare all’indietro pensando che la struttura economica esistente possa alla lunga partecipare all’economia globale senza una profonda rigenerazione orientata all’innovazione. E’ necessario invertire il trend che vede da tempo una debole dinamica della produttività della nostra economia. La crisi infatti ha operato anche quale causa di una più accelerata emersione degli elementi di debolezza del sistema: su tutti la ridotta dimensione delle imprese, la tendenziale loro scarsa patrimonializzazione, la scarsa apertura ai mercati esterni. Ecco perché oggi è quanto mai necessario attuare politiche orientate al rafforzamento strutturale e allo sviluppo della competitività della piattaforma economica locale.<br />
La manovra finanziaria 2012 è quindi, anzitutto, <strong>il trampolino di lancio della revisione degli incentivi</strong> alle imprese, realizzata  con la recente legge dell’estate scorsa al fine di <strong>migliorare l’efficacia degli aiuti</strong> e la <strong>competitività del sistema</strong>. Trampolino di lancio significa che il 2012 deve rappresentare la congiunzione fra l’avvio di una nuova stagione di selettività e il rafforzamento di una delle più classiche funzioni di politica economica, cioè il sostegno della propensione ad investire,  funzione che ha senza dubbio dato una grossa mano al tessuto imprenditoriale in chiave antirecessiva, e che ora deve spronare il sistema ad uscire dalle secche della recessione. Con la manovra mettiamo in campo un robusto piano da parte di Trentino Sviluppo; nuove misure di semplificazione delle procedure nel rapporto con la Pubblica Amministrazione; ulteriori iniziative per orientare le commesse pubbliche e la domanda privata nei settori innovativi dell’edilizia; nuove regole per gli appalti pubblici delle opere e dei servizi, finalizzate a favorire le imprese serie e la filiera corta; strumenti poderosi per sostenere la ricerca, il trasferimento tecnologico alle imprese, l’innovazione e il rapporto commerciale e imprenditoriale con i mercati esteri, soprattutto con riferimento a quelli in forte crescita.  Andiamo ad attuare <strong>una politica straordinaria in tema di IRAP </strong>, che giunge – tra l’altro – ad una riduzione di tre punti percentuali per cinque anni a favore delle nuove imprese e alla riduzione d’aliquota dell’1% per chi non distribuirà utili destinandoli a capitale netto (per almeno il 7% dell’imponibile IRAP e con una ricapitalizzazione minima di 10.000 euro) per almeno un triennio. Un aspetto della crisi che si sta facendo particolarmente sentire riguarda la<strong> finanza d’impresa</strong>: la rarefazione del mercato interbancario ha privato le banche della liquidità. Per finanziare le imprese è necessario rafforzare e valorizzare le garanzie,  sia quelle offerte dai nostri confidi, sia quelle derivanti dall’affidabilità del sistema finanziario trentino con la sua «tripla A». A questo fine è fondamentale il potenziamento dei Confidi, attraverso accordi di partenariato virtuoso con il sistema creditizio, che consentano anche alle imprese più colpite dalla crisi di accedere al credito garantito con il sostegno degli apporti provinciali ai rispettivi fondi rischi. Un ulteriore intervento concerne gli accorgimenti finanziari introdotti nella revisione degli incentivi, come il «pacchetto integrato», che racchiude un finanziamento creditizio, la garanzia dei Confidi e un contributo sugli interessi, oltre ad eventuali interventi sugli immobili o sul capitale da parte di Trentino Sviluppo.<br />
“Nessuno deve sentirsi solo”, si diceva. Sulla falsariga di quanto previsto in provincia di Bolzano, si è provveduto ad approvare un emendamento che mira a vietare - per <strong>tutelare determinate categorie di persone maggiormente vulnerabili e per prevenire il vizio del gioco</strong> - la collocazione di sale da gioco e di apparecchi da gioco ad un certa distanza (nel raggio di 300 metri) da istituti scolastici di qualsiasi grado, centri giovanili o altri istituti frequentati principalmente dai giovani, o da strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socioassistenziale e da ulteriori luoghi sensibili individuati in considerazione degli impatti sul contesto urbano e sulla sicurezza urbana nonché dei problemi connessi con la viabilità, l&#8217;inquinamento acustico e il disturbo della quiete pubblica.<br />
In sintesi quindi, intendiamo puntare ad un’<strong>economia intelligente, sostenibile ed inclusiva</strong>, caratterizzata da alti livelli di occupazione, produttività e coesione.</p>
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		<title>Sugli orari di apertura dei negozi</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 09:13:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Pubblico un mio editoriale su l’Adige di sabato scorso (17 dicembre) sul tema degli orari di apertura degli esercizi commerciali.
Stupiscono non poco le considerazioni sugli orari di apertura dei negozi, e più in generale sulla disciplina provinciale in materia di commercio, che Roland Caramelle, sindacalista della Cgil Commercio ha espresso ieri su questo giornale. Stupiscono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandroolivi.it/2011/12/19/noi-governiamo-le-liberalizzazioni/"><img class="alignleft" title="orari" src="http://ascomgragnano.myblog.it/media/00/01/1064485402.2.jpg" alt="" width="174" height="163" /></a>Pubblico un mio editoriale su l’Adige di sabato scorso (17 dicembre) sul tema degli orari di apertura degli esercizi commerciali.</p>
<p>Stupiscono non poco le considerazioni sugli orari di apertura dei negozi, e più in generale sulla disciplina provinciale in materia di commercio, che Roland Caramelle, sindacalista della Cgil Commercio ha espresso ieri su questo giornale. Stupiscono perché sembrano ignorare il nuovo contesto, locale e nazionale, nel quale ci troviamo a operare. Stupiscono perché non considerano consapevolmente che proprio il sottoscritto, più volte, ha ribadito di non essere personalmente d’accordo su una liberalizzazione applicata senza regole, la quale tra l’altro (e qui sono d’accordo con Caramelle) non significa automaticamente la produzione di meccanismi di crescita e di aumento di consumi. Sono convinto infatti che pure all’interno di un necessario processo di libera iniziativa, di concorrenza e modernizzazione, servano alcune regole.<br />
<span id="more-624"></span>Ciò che è inaccettabile, è la critica alla riforma trentina del commercio proprio nel momento in cui il decreto «SalvaItalia» del governo abbatte ogni barriera ed introduce, questo sì, una totale liberalizzazione di aperture ed orari. Con la legge 17 del 2010 si è posta una forte attenzione alla filiera dei piccoli e medi negozi, alla qualità del lavoro, alla differenziazione di disciplina in termini di aperture ed orari, avendo riguardo a diversi distretti commerciali. E soprattutto si sono imposti vincoli molto restrittivi alla proliferazione disseminata dei centri commerciali, alimentata da interessi e spinte speculative immobiliari. Prima in Italia, la legge che abbiamo varato ha interpretato alcuni tratti fondamentali dei princìpi della direttiva servizi della Ue sulla libera concorrenza. Il modello trentino – a questo punto lo si può chiamare così – ha introdotto però al contempo norme di temperamento ad uno sviluppo senza regole. Per tutto questo sorprende, ripeto, la posizione della Cgil Commercio. Infatti, pur comprendendo diversità di visione su alcuni aspetti, era auspicabile, in questo nuovo contesto, un ben diverso stimolo. Mi sarei aspettato piuttosto la richiesta di unire la forza del sindacato all’impegno della Provincia, nel difendere l’impianto di una riforma che diversamente da quanto previsto a livello nazionale, ed ancora diversamente da quanto accadeva in precedenza anche in Trentino, ha introdotto principi di tutela del territorio, dei centri storici, e della qualità del lavoro, prevedendo appositi meccanismi di conciliazione tra i diversi attori del sistema. Invece ci si avvita in un dibattito, tutto locale, persino localistico, sulle distonie tra Comuni (e sulle quali peraltro il nostro impegno a superarle è risaputo). Sta arrivando un vero e proprio urugano rispetto alle norme e alle regole in materia di commercio. Io stesso ho pubblicamente espresso, pochi giorni fa, tutta la mia preoccupazione, preannunciando l’impegno a salvaguardare una riforma, la nostra, maggiormente attenta alla sostenibilità sociale e alla valorizzazione della tipicità del commercio di territorio. E proprio in queste ore, anche nel dibattito sorto durante i lavori del Consiglio provinciale, alcuni esponenti dell’opposizione, che a suo tempo avevano legittimamente criticato la legge, hanno riconosciuto che ora l’impegno va concentrato nella difesa e valorizzazione dell’impostazione complessiva della riforma. Vorrei dire dunque che la legislazione trentina sul commercio si pone, nei fatti, come frontiera e baluardo di un processo di liberazione governato e non subìto dalla politica e fa specie che la Cgil Commercio non abbia saputo profferire una parola su questo. Nelle prossime settimane saremo chiamati ad uno sforzo supplementare per difendere anche su questo fronte le prerogative della nostra autonomia. Mi auguro di trovare anche la Cgil Commercio al nostro fianco.</p>
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		<title>Per la patrimonializzazione delle imprese&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 16:44:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ L&#8217;intervento in favore delle imprese, conosciuto anche con la definizione di &#8220;prestiti partecipativi&#8221;, ha come scopo quello di rafforzare la loro patrimonializzazione ed era stato varato, come si ricorderà, nel 2009, dopo lo scoppio della crisi economica. La misura ha avuto un indubbio successo, attraendo un consistente numero di imprese. 534 le domande presentate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Prestiti partecipativi" src="http://www.julienews.it/upload/news_photo/000000/50000/5000/400/55445_1_390x300.jpg" alt="" width="180" height="180" /> L&#8217;intervento in favore delle imprese, conosciuto anche con la definizione di &#8220;prestiti partecipativi&#8221;, ha come scopo quello di rafforzare la loro patrimonializzazione ed era stato varato, come si ricorderà, nel 2009, dopo lo scoppio della crisi economica. La misura ha avuto un indubbio successo, attraendo un consistente numero di imprese. 534 le domande presentate ai Confidi, per un volume di finanziamento che ha raggiunto i 200 milioni di euro, rispetto al plafond di 100 milioni inizialmente messo a disposizione.<br />
Tenuto conto del perdurare della crisi, e del fatto che il rafforzamento patrimoniale costituisce uno dei presupposti fondamentali per la sopravvivenza delle imprese, al quale la Provincia autonoma attribuisce valenza strategica, è stato deciso di accogliere tutte le richieste di intervento, in regola con i criteri fissati, al fine di aiutarle a superare le difficoltà che incontrano sul piano finanziario, aggiungendo quindi nuove risorse a quelle inizialmente stanziate.<br />
E&#8217; stato anche deciso di modificare il termine previsto originariamente per l&#8217;accensione dei mutui, fissato entro la fine di quest&#8217;anno, e di spostarlo al 31 dicembre 2012. Infine, con la decisione approvata oggi è stata dichiarata conclusa l&#8217;operatività degli strumenti di riassetto finanziario messi a punto fra il 2008 e il 2009. In sostanza non saranno più accoglibili nuove domande di intervento.<br />
La scelta della Giunta vuole essere anche un chiaro messaggio al mondo del credito: la finanza pubblica si impegna a sostenere le imprese nel rafforzarsi patrimonialmente, con nuovi fondi, ma ciò non potrà avvenire se le banche non sbloccheranno i mutui sospesi. Con i fondi oggi maggiorati si chiude il bando ma i prestiti partecipativi diventeranno misure strutturali con i nuovi criteri previsti dalla riforma degli incentivi la cui approvazione è prevista ad inizio 2012.</p>
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		<title>La nuova legge sull’artigianato: meno burocrazia, più confronto e nuove occasioni di crescita</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 20:14:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Meno burocrazia, più confronto e nuove occasioni di crescita sono, in sintesi, i nuovi obiettivi della riforma sull’artigianato approvata oggi (venerdì 2 dicembre) dal Consiglio provinciale.
La nuova legge recepisce, in primis, la procedura della cosiddetta “Comunicazione unica”, sorta per semplificare e abbreviare i tempi dell’iter di iscrizione delle imprese all’Albo. La Comunicazione unica non esaurisce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandroolivi.it/2011/12/02/la-nuova-legge-sull%e2%80%99artigianato-meno-burocrazia-piu-confronto-e-nuove-occasioni-di-crescita/" target="_self"><img class="alignleft" title="fiera" src="http://www.inmilano.com/var/ezwebin_site/storage/images/media/images/fiera-artigianato-milano/22146-1-ita-IT/fiera-artigianato-milano_large.jpg" alt="" width="252" height="167" /></a>Meno burocrazia, più confronto e nuove occasioni di crescita sono, in sintesi, i nuovi obiettivi della riforma sull’artigianato approvata oggi (venerdì 2 dicembre) dal Consiglio provinciale.<br />
La nuova legge recepisce, in primis, la procedura della cosiddetta “Comunicazione unica”, sorta per semplificare e abbreviare i tempi dell’iter di iscrizione delle imprese all’Albo. La Comunicazione unica non esaurisce gli adempimenti delle imprese ma diventa lo strumento attraverso cui si attua lo snellimento delle procedure, fatti salvi i successivi controlli che ne presidiano la regolarità, con un parallelo rafforzamento delle sanzioni amministrative a carico di chi non è in regola.<br />
<span id="more-618"></span> Da questo primo intervento discende a cascata il secondo, che ha come focus il ripensamento delle funzioni della Commissione per l’artigianato, non più interessata dai procedimenti concernenti l’Albo. Per questo motivo è stato ridisegnato il suo ruolo, nella diretta regia della Provincia, conferendole compiti consultivi-propositivi per le politiche di crescita e di valorizzazione del comparto. L’intenzione è quella di creare un luogo di confronto dove rafforzare il dialogo costruttivo fra le politiche pubbliche e le esigenze espresse dal settore, con struttura più snella e meccanismi operativi semplificati, nell’interesse di tutti i soggetti coinvolti.<br />
Terzo importante cardine della riforma è il definitivo varo della “Bottega scuola”, reso ora possibile dalla piena entrata a regime dei corsi attivati negli ultimi esercizi dall’assessorato per l’assegnazione della qualifica di “Maestro artigiano”. I due istituti viaggiano infatti su binari paralleli, essendo uno il naturale completamento dell’altro in quanto senza il maestro non può nascere l’apprendista. A questo proposito si darà finalmente un forte impulso al contributo che il mondo artigiano potrà dare ad un tema fondamentale come quello della trasmissione dei saperi e delle competenze ai giovani che vogliano intraprendere questa strada. Viene infatti rafforzato l&#8217;istituto del Maestro artigiano e, con esso, il ruolo della Bottega Scuola. Un sistema duale che consentirà ai giovani ed agli apprendisti che frequenteranno queste botteghe di imparare il mestiere non solo sui banchi di scuola ma direttamente sul luoghi di lavoro, a contatto con gli stessi artigiani.</p>
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		<title>&#8220;Negozi, Comuni ancora immaturi&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 09:10:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[D. Battistel, &#8220;L&#8217;Adige&#8221;, 27 novembre 2011
«Mi pare un dibattito stucchevole. Io avrei preferito, e in parte avevo anche suggerito, che sulla partita delle nuove regole del commercio i due comuni lavorassero assieme e immaginassero i loro centri storici come un distretto commerciale unico e omogeneo, anziché fare a gara tra loro».
Alessandro Olivi, dall&#8217;alto della sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandroolivi.it/2011/11/30/negozi-comuni-ancora-immaturi/" target="_self"><img class="alignleft" title="Mercatini di Natale" src="http://www.partitodemocraticotrentino.it/uploaded/immagini/news/mercatini_di_natale_trento.jpg" alt="" width="256" height="190" /></a>D. Battistel, &#8220;L&#8217;Adige&#8221;, 27 novembre 2011</p>
<p>«Mi pare un dibattito stucchevole. Io avrei preferito, e in parte avevo anche suggerito, che sulla partita delle nuove regole del commercio i due comuni lavorassero assieme e immaginassero i loro centri storici come un distretto commerciale unico e omogeneo, anziché fare a gara tra loro».<br />
Alessandro Olivi, dall&#8217;alto della sua poltrona di assessore provinciale, assiste dispiaciuto alle polemiche di questi giorni sull&#8217;apertura odierna degli esercizi commerciali a Trento che ha suscitato la rabbia dei negozianti roveretani. «Quando il 3 luglio avevo inviato ai Comuni la circolare con tutte le indicazioni su orari e aperture c&#8217;era stato un iniziale tentativo di dialogo tra le due giunte, poi, però, ognuno è andato per conto suo».</p>
<p><span id="more-614"></span><br />
Perché, secondo lei, assessore? «Rovereto, bisogna darne atto, ha fatto un percorso rapido contrattando con categorie e sindacati affinché ne uscisse un provvedimento condiviso. Trento, invece, ha aspettato, probabilmente per posticipare la scelta al 2012. Poi, a seguito delle polemiche scatenate dai negozianti, ha innescato un&#8217;improvvisa accelerazione. Peccato, ma ora andiamo avanti». Verrebbe da dire che era meglio in passato, quando decideva la Provincia. «Ma la nuova legge dà totale libertà ai comuni perché è giusto che ci cia un modello flessibile in cui ogni città sceglie la propria offerta in sintonia con gli eventi clou del territorio. Ricordo, per altro, che per anni Trento e Rovereto hanno chiesto di essere riconosciuti come comuni turistici per disporre l&#8217;apertura generalizzata senza regole e limiti».<br />
La Provincia, invece, li ha «declassati» a semplici comuni ad attrazione turistica. Lì, forse, sta il cuore del problema. «Noi abbiamo ritenuto che lo status di città turistiche non fosse congruo con delle realtà urbane dove il turismo ha sì un peso, ma non così fondamentale in tutto il territorio. A ben guardare la nostra scelta ha come presupposto imprescindibile la maturità dei comuni ad assumersi le loro responsabilità».<br />
È sbagliato dire che i due comuni maturità non ne hanno dimostrata? «No, è così. È facile chiedere competenze, poteri e prerogative. Poi, però, siccome è difficile prendere decisioni, a tutti farebbe comodo che fosse la Provincia a dettare legge dall&#8217;alto. Così c&#8217;è anche l&#8217;assessore provinciale a fare da capro espiatorio».<br />
Cosa insegna questa vicenda? «Che c&#8217;è tanto lavoro da fare. Ma con una differenza: Rovereto il suo percorso l&#8217;ha fatto seguendo il percorso indicato, Trento no. Per altro, se io fossi stato nei panni di Rovereto non mi sarei speso nello stigmatizzare comportamenti altrui. Fa parte di un atteggiamento di stile, di fair play».<br />
Da assessore comunale che avrebbe fatto Alessandro Olivi. «Assieme a tutti gli attori del sistema del commercio avrei fatto una valutazione sul modello di città che si vuole. Poi avrei raccolto proposte sulle manifestazioni ritenute più interessanti dal punto di vista commerciale, individuando di conseguenza le domeniche in cui permettere l&#8217;apertura».<br />
Secondo lei il mercatino di Natale è un evento fortemente accattivante per i commercianti? «Secondo me sì. A me non piace l&#8217;idea che il mercatino sia qualcosa che attrae migliaia di visitatori solo per vedere delle bancarelle, per altro bellissime. Dev&#8217;essere soprattutto lo stimolo a visitare la città e tutte le sue proposte, commerciali e culturali».<br />
Dai commercianti, per altro vengono quasi soltanto lamentele. Mai proposte. Che ne pensa? È vero. Serve capacità di programmazione anche da parte loro. Si tratta di mondi fortemente individualizzati, che devono imparare a fare squadra.</p>
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		<title>Chiamparino al Polo Tecnologico di Rovereto&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 11:36:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Nel corso dell’incontro pubblico al Polo Tecnologico di Rovereto, Sergio Chiamparino ha presentato i tratti principali del suo decennio da Sindaco di Torino, decennio fortemente caratterizzato dalle Olimpiadi invernali, un evento che ha contribuito a trasformare il volto della Città e ne ha “rivitalizzato l’aria”. Lavoro, sviluppo sostenibile, coesione sociale, trasformazioni del tessuto produttivo, infrastrutture, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandroolivi.it/wp-content/uploads/2011/11/chi_oli.jpg"></a><a href="http://www.alessandroolivi.it/2011/11/08/chiamparino-al-polo-tecnologico-di-rovereto/"><img class="size-medium wp-image-609 alignleft" title="chi_oli" src="http://www.alessandroolivi.it/wp-content/uploads/2011/11/chi_oli-300x225.jpg" alt="" width="210" height="158" /></a>Nel corso dell’incontro pubblico al Polo Tecnologico di Rovereto, Sergio Chiamparino ha presentato i tratti principali del suo decennio da Sindaco di Torino, decennio fortemente caratterizzato dalle Olimpiadi invernali, un evento che ha contribuito a trasformare il volto della Città e ne ha “rivitalizzato l’aria”. Lavoro, sviluppo sostenibile, coesione sociale, trasformazioni del tessuto produttivo, infrastrutture, ricerca e industria, rinnovamento della politica. Questi alcuni ulteriori temi sui quali, nel corso della serata, ci siamo confrontati. <br />
<span id="more-608"></span><br />
Ci ha trasmesso un’esperienza ricca di stimoli anche per noi in Trentino. Molti sono infatti i punti di contatto tra le nostre realtà: la riqualificazione del nostro tessuto produttivo attraverso l’incontro tra la ricerca, la formazione e l’impresa, in primo luogo. In questo contesto, un esempio significativo, è il raddoppio del Politecnico di Torino che, portando dentro all’università la ricerca industriale, ha dato ottimi risultati anche in termini occupazionali. È quello che ci proponiamo con gli investimenti pubblici sui poli scientifici e tecnologici: quello della meccatronica si sta insediando proprio presso il Polo Tecnologico di Rovereto, l’ubicazione della nostra serata.  Accanto alle politiche che mirano a rigenerare il mondo del lavoro e dell’impresa si sono affrontate quelle relative alla coesione sociale: assistenza, sostegno alle famiglie, una vera politica per la casa devono essere garantite. Dobbiamo anche proporci una maggiore equità del nostro sistema di welfare promuovendo misure universalistiche. In questo particolare attenzione va riservata ai nuovi bisogni che nascono da un mercato del lavoro in rapida e radicale trasformazione. Su questi temi, con la delega sugli ammortizzatori sociali attribuita alla Provincia dall’Accordo di Milano, il Trentino può e deve essere un laboratorio di sperimentazioni virtuose. <br />
Inevitabilmente siamo poi scivolati sull’attualità politica ed, in particolare, sul tema del necessario rinnovamento dei gruppi dirigenti. Per fare questo però non bisogna abbattere ponti, ma costruirli. Tale rinnovamento non deve confondersi infatti con il “nuovismo” calato dall’alto; al contrario significa valorizzare e investire sulle esperienze di tutti coloro i quali hanno dimostrato passione, impegno, competenza.</p>
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		<title>«Non mi piacciono i rottamatori»</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 23:10:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[dal Trentino 02 novembre 2011 —   pagina 03   sezione: Cronaca
TRENTO. Coincidenza o no, Sergio Chiamparino arriva a Rovereto ancora fresco di acclamazione al Big Bang di Matteo Renzi da parte del popolo dei rottamatori. La presenza inevitabilmente fa deviare il discorso sull’aspetto politico dell’invito presentato personalmente dall’assessore Alessandro Olivi e altrettanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.partitodemocraticotrentino.it/uploaded/CRISI%20ALLE%20PORTE%20-%20OLIVI%20I%20rottamatori%20non%20mi%20piacciono.pdf" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-605" title="art_chiampa" src="http://www.alessandroolivi.it/wp-content/uploads/2011/11/immagine.jpg" alt="" width="227" height="315" /></a><strong>dal Trentino 02 novembre 2011 —   pagina 03   sezione: Cronaca</strong><br />
TRENTO. Coincidenza o no, Sergio Chiamparino arriva a Rovereto ancora fresco di acclamazione al Big Bang di Matteo Renzi da parte del popolo dei rottamatori. La presenza inevitabilmente fa deviare il discorso sull’aspetto politico dell’invito presentato personalmente dall’assessore Alessandro Olivi e altrettanto inevitabilmente porta anche in Trentino gli echi della stazione Leopolda di Firenze. Il Pd, mai sereno e tranquillo in casa, sta vivendo una nuova (l’ennesima) stagione delle tensioni di scontenti, di quelli che chiedono di cambiare la struttura di un partito che si dice riformista ma che fa fatica ad aprirsi alle nuove esigenze della politica. Diverso, per la verità, è il discorso in Trentino dove il Pd questo sforzo lo ha fatto grazie anche a un contesto di partnership all’interno della coalizione (e di assenza di opposizione) che molto aiuta certi processi. Per questo la rottamazione di Renzi alle nostre latitudini è accolta con freddezza.<br />
Assessore Olivi, l’arrivo di Chiamparino proprio ora è una coincidenza?</p>
<p><span id="more-604"></span><br />
Il mio invito risale a tre mesi fa. Cercavo una figura importante che avesse grande esperienza nel governo di comunità segnate profondamente dalla post industrializzazione e dalla globalizzazione. In più cercavo anche qualcuno con un profilo pragmatico e concreto con cui confrontarci e analizzare esperienze utili al nostro Trentino. Sergio Chiamparino da questo punto di vista incarna esattamente tutto quello che cercavo: non è un uomo di partito classicamente inteso e dalla sua ha un’esperienza fortissima maturata a Torino in un periodo difficile quando tensioni occupazionali e sociali andavano governate con attenzione soprattutto all’aspetto della coesione della comunità.<br />
Chiamparino si presenta dopo l’acclamazione dei ragazzi di Renzi. Anche lei è affascinato dai rottamatori?<br />
Coincidenza felice, nel senso che Chiamparino arriva con il favore dei riflettori e dopo l’investitura alle primarie da parte di Cacciari. Ma no, non sto con i rottamatori. E poi, siamo sinceri: i cosiddetti rottamatori invocano Chiamparino che, con tutto il rispetto, non è il ragazzotto appena uscito dai centri sociali. E’ uno che alle spalle ha una carriera politica di grandissimo spessore.<br />
Renzi non le piace?<br />
Le questioni che ha messo in luce il sindaco di Firenze sono importanti e sono basi di discussione imprescindibili per il Pd moderno. Ma non è con la rottamazione che si va avanti. Preferisco parlare di rinnovamento. A me non piace nemmeno il termine: sa di qualcosa che non serve più, di rifiuto di quello che è stato. E invece il partito ha una storia forte e orgogliosa che non può ignorare. Da questo punto di vista mi piace Bersani, così come mi piace la sua attenzione a tenere le porte aperte a tutta la coalizione cercando il dialogo. Ecco, da qui si deve ripartire. A Firenze non c’erano quattro scalmanati, ma giovani che chiedono spazio per dire la loro. E’ un fermento importante che va considerato, è una voglia di protagonismo importante.<br />
Ma il Pd non ha bisogno di svecchiarsi nel modo di fare politica?<br />
Per farlo non bisogna abbattere i ponti, ma costruirli. Ha bisogno di pluralismo, non della superbia di Renzi che manda a casa gli altri in modo irrispettoso. Il Pd deve imparare a occuparsi di mondi che ha spesso ignorato o trascurato. Deve dimostrare di saper proporre un’azione di governo anche nel nord Italia dialogando con i piccoli e medi imprenditori, con una certa borghesia. Non può tapparsi le orecchie quando si deve affrontare il tema delle liberalizzazioni. Certo, deve portare la propria cultura, non quella della destra. Ma questo è il modo di dare risposte a chi non ne può più di un berlusconismo in declino o del populismo della Lega. Dobbiamo renderci conto che in due anni è cambiato il mondo e deve cambiare anche il modo di fare politica.<br />
Renzi si è presentato anche in modo insolito rispetto agli standard del Pd.<br />
Ecco un’altra cosa da cambiare: i linguaggi. Il Pd deve imparare a presentarsi in modo diverso, aperto. Certo, prima vengono i contenuti; senza di quelli non si va da nessuna parte. Deve saper parlare a tutti, creando un contenitore dove tutti possano sentirsi protagonisti di un percorso lungo. Renzi ha creato un grosso impatto mediatico, ma la spettacolarizzazione della rottura non mi piace molto.<br />
Bersani quindi le sta ancora bene?<br />
Il bilancio del segretario non è negativo. E il nuovismo di facciata non serve a nessuno.<br />
Le primarie sono la soluzione?<br />
Sì, io ci credo a patto che non si trasformino in una selezione interna al ceto politico, un misuratore di forze fra correnti e correntine.<br />
Funzionerebbero anche in Trentino?<br />
Qui abbiamo una situazione particolare e le primarie le dovremmo fare come coalizione, coinvolgendo tutti i partner in modo da dare un’occasione di confronto in più agli elettori in modo da renderli davvero protagonisti.<br />
Arriva Chiamparino: potrebbe portare voglia di rottamazione anche in Trentino?<br />
Mi stupirebbe moltissimo. Il Pd trentino vive una situazione diversa da quello nazionale: il vice presidente Pacher, i sindaci Andreatta, Miorandi, i consiglieri Sara Ferrari, Civico, Zeni, Rudari&#8230; non mi sembrano proprio vecchietti da rottamare.</p>
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		<title>La sfida riformista del Pd</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 11:51:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[da l&#8217;Adige di oggi (mercoledì 2 novembre 2011), p. 25
«Lavoro, sviluppo sostenibile, equità. Una sfida riformista per governare il cambiamento». Se ne parlerà domani sera alle 20.30 al Polo tecnologico di Rovereto, in via Zeni, con l&#8217;ex sindaco di Torino Sergio Chiamparino. Organizza il Circolo del Pd di Rovereto. In un momento storico particolarmente significativo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Chiampa" src="http://www.tmnews.it/web/images/602-0-20111029_121902_A60FA11D.jpg" alt="" width="217" height="325" />da l&#8217;Adige di oggi (mercoledì 2 novembre 2011), p. 25</p>
<p><strong>«Lavoro, sviluppo sostenibile, equità. Una sfida riformista per governare il cambiamento». Se ne parlerà domani sera alle 20.30 al Polo tecnologico di Rovereto, in via Zeni, con l&#8217;ex sindaco di Torino Sergio Chiamparino</strong>. Organizza il Circolo del Pd di Rovereto. In un momento storico particolarmente significativo - spiegano gli organizzatori - questo confronto è un&#8217;occasione per fare un ragionamento di carattere generale sulle forti trasformazioni che interessano il mondo del lavoro e dell&#8217;impresa e sul ruolo che hanno le forze politiche e sociali. Chiamparino è chiamato a parlare di questo tema come testimone autorevole sia per il ruolo di sindaco che ha ricoperto in una città simbolo di queste forti trasformazioni, sia per l&#8217;autorevolezza del suo profilo politico nel rivendicare la specificità della proposta di governo del Partito Democratico per il Nord del Paese. Uno degli argomenti portanti sarà dunque il progetto di partito riformista da sviluppare: un partito che miri a ridurre la pervasività della politica dando risposte adeguate alla globalizzazione e che sappia coniugare al meglio le politiche di distribuzione di valore con quelle relative alla sua produzione. «Con uno scenario economico e sociale globale caratterizzato dalla forte crisi che ha impattato anche sul Trentino, il Pd di Rovereto rilancia la propria azione politica con una consapevolezza - si legge nel comunicato di presentazione della serata -. I temi dell&#8217;economia e del lavoro devono essere centrali e, in questo, la nostra Autonomia dovrà essere sempre più strumento e laboratorio per sperimentare nuovi modelli e nuove vie, senza illuderci di vivere in un contesto impermeabile a ciò che accade in Italia, in Europa e nel Mondo». Sarà quindi l&#8217;occasione per mettere a confronto il modello trentino per le imprese, il lavoro e il welfare con l&#8217;esperienza di Chiamparino. Al centro delle attenzioni delle politiche provinciali vi sono infatti i temi della rigenerazione del nostro tessuto produttivo, della crescita e della coesione sociale, dell&#8217;incontro tra le politiche della formazione e dei giovani e le politiche atte a qualificare il mondo del lavoro. Si pensi agli investimenti provinciali sui poli scientifici, tecnologici e formativi (ICT a Trento e Meccatronica e edilizia sostenibile a Rovereto) dove le aziende si interfacciano con il mondo della scuola, della formazione professionale e dell&#8217;università e si pensi alla riforma degli incentivi pubblici alle imprese. Ad illustrare i progetti trentini ci sarà Alessandro Olivi, assessore provinciale alle attività economiche e rappresentante del Partito Democratico del Trentino. Introdurranno inoltre i lavori il Segretario provinciale del Pd Michele Nicoletti e il Segretario del Circolo del Pd di Rovereto Fabiano Lorandi.</p>
<p>02/11/2011</p>
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		<title>Olivi «No a staffette per inerzia»</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 15:08:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[da l&#8217;Adige di domenica 30 ottobre 2011, p.16
LUISA MARIA PATRUNO «Il Pd sarà il collante della coalizione di centrosinistra autonomista anche dopo il 2013». Alessandro Olivi, assessore provinciale all&#8217;industria, artigianato e commercio, è convinto che il suo partito riuscirà a svolgere il ruolo di «cardine» dell&#8217;alleanza che governa in Provincia, finora svolto dal presidente Lorenzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Aless Olivi" src="http://locali.data.kataweb.it/kpmimages/kpm3/gloc/trentino-corriere-alpi/2011/10/06/jpg_5091233.jpg" alt="" width="160" height="228" />da l&#8217;Adige di domenica 30 ottobre 2011, p.16</p>
<p>LUISA MARIA PATRUNO «Il Pd sarà il collante della coalizione di centrosinistra autonomista anche dopo il 2013». Alessandro Olivi, assessore provinciale all&#8217;industria, artigianato e commercio, è convinto che il suo partito riuscirà a svolgere il ruolo di «cardine» dell&#8217;alleanza che governa in Provincia, finora svolto dal presidente Lorenzo Dellai, impedendo che il progetto politico venga demolito quando il governatore non ne sarà più alla guida. Per la successione a Dellai, Olivi, che è indicato tra i possibili candidati, non si tira indietro. Ma invita ad evitare accelerazioni nella scelta, visto che mancano due anni, così come «staffette automatiche» Dellai-Pacher o la ricerca di un «papa nero» pescato dalla «società civile». E infine sottolinea l&#8217;esigenza di dare un segnale di rinnovamento nella continuità. Come dire che uno come lui andrebbe benissimo. Assessore OIivi, lei non pensa come dice il presidente Dellai che ci sia in corso un tentativo di demolire la vostra coalizione? Qualche elemento di criticità ci può essere nel momento in cui viene a mancare una forte leadership come quella di Lorenzo Dellai, grintosa e competitiva, che ha garantito stabilità. Ma il progetto politico di un centrosinistra territoriale che lui ha costruito può avere un futuro perché non è suo.</p>
<p><span id="more-598"></span>La nostra sfida oggi è trovare le ragioni per stare insieme nella visione comune su come affrontare il grande cambiamento che deve affrontare il Trentino. Non basta la continuità. L&#8217;importante è non perdere energie nelle competizioni interne. Vuol dire che teme scontri sulla scelta del candidato presidente? Dico che non servono accelerazioni sulla leadership a due anni dalle elezioni. Il presidente Dellai nella sua intervista all&#8217;Adige ha citato Alberto Pacher con il quale, ha detto, condivide la stessa «visione di Trentino». Si è trattato di un&#8217;investitura? Tutti sappiamo qual è il legame che c&#8217;è tra Dellai e il vicepresidente Pacher, non ha aggiunto nulla. Pacher è molto popolare e capace di fare sintesi. Non mi ha sorpreso che Dellai abbia riconosciuto questo. Ma io penso che si debba stare attenti a non dare l&#8217;idea che questo passaggio avvenga attraverso meccanismi inerziali, come staffetta. Ci vuole grande condivisione nelle scelte. Ritiene che le primarie siano utili? Sì, se si svolgono con regole chiare. Possono essere l&#8217;occasione per una grande mobilitazione di idee e dovrebbero essere di coalizione. Si fa anche il suo nome come candidato: è della partita? Non penso oggi a ruoli diversi da quello che ho. Mi sento però tra le persone più esposte nella sfida che stiamo affrontando nel governare il mutamenti del Trentino. Penso che sia importante valorizzare nuove energie e nuove generazioni di dirigenti impegnati nei partiti e nelle istituzioni. Non credo invece che si debba andare a cercare il «papa nero» ( leggi Schelfi, Ndr ). Le risorse ci sono. Dellai parla di una «visione» comune della coalizione di centrosinistra autonomista. Pd, Upt e Patt sono così in sintonia? A livello di giunta in questi tre anni la coesione tra noi è stata notevole, sia sulle grandi scelte progettuali che sulle linee di governo. Questo è un importante punto di partenza e io credo che il Pd in Trentino, a differenza di quello nazionale, si sia rafforzato dimostrando di essere un partito capace di includere e rappresentare non solo la sinistra ma anche l&#8217;area cattolica, laico-socialista e altri che non avevano casa. Per questo penso che saremo la forza che potrà agire da collante dell&#8217;alleanza. Sta affermando una supremazia del Pd rispetto all&#8217;Upt? No, la mia è un&#8217;assunzione di responsabilità. Noi rispettiamo Upt e Patt ma ci sentiamo la responsabilità di esprimere il senso comune dell&#8217;alleanza, il che non vuol dire pretendere la leadership o battere i pugni, ma la volontà di raccogliere la sfida per fare crescere la coalizione insieme a Upt e Patt. La condanna in appello di Grisenti ha avuto un riflesso politico. C&#8217;è chi sostiene che è stato sepolto il progetto di grande centro che lui coltivava nell&#8217;Upt. Anche secondo lei c&#8217;era il rischio di un&#8217;inversione di linea? Ho trovato assolutamente esagerate e infondate le aspettative politiche che si erano create su una vicenda giudiziaria. Non ho mai pensato che la coalizione potesse subire contraccolpi e il nostro progetto politico andare in crisi a seguito di una sentenza. Sarebbe stato un grave segno di debolezza e fragilità dell&#8217;Upt e dell&#8217;alleanza.</p>
<p>30/10/2011</p>
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		<title>Con Sergio Chiamparino a Rovereto&#8230;</title>
		<link>http://www.alessandroolivi.it/2011/10/27/con-sergio-chiamparino-a-rovereto/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 12:44:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

		<category><![CDATA[PD]]></category>

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		<description><![CDATA[

Il Circolo del PD di Rovereto
organizza
Lavoro, sviluppo sostenibile ed equità.
Una sfida riformista per governare il cambiamento
giovedì 3 novembre 2011 alle ore 20,30
presso
l’Auditorium &#8220;Sala Piave&#8221; del Polo Tecnologico di Rovereto a San Giorgio - via Zeni, 8
con
Sergio Chiamparino (ex Sindaco di Torino)
Interverrà
Alessandro Olivi (Assessore commercio, industria e artigianato PAT)
Introduce
Fabiano Lorandi (Segretario del PD di Rovereto)
Modera
Alberto Faustini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://circolopdrovereto.files.wordpress.com/2011/10/chiamparino.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-384" title="chiamparino" src="http://circolopdrovereto.files.wordpress.com/2011/10/chiamparino.jpg?w=211" alt="" width="251" height="360" /></a></p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align: center;">Il Circolo del PD di Rovereto<br />
organizza<br />
<strong>Lavoro, sviluppo sostenibile ed equità.</strong><br />
<strong>Una sfida riformista per governare il cambiamento</strong><br />
giovedì 3 novembre 2011 alle ore 20,30<br />
presso<br />
l’Auditorium &#8220;Sala Piave&#8221; del Polo Tecnologico di Rovereto a San Giorgio - via Zeni, 8<br />
con<br />
<strong>Sergio Chiamparino (ex Sindaco di Torino)</strong><br />
<strong>Interverrà<br />
Alessandro Olivi (Assessore commercio, industria e artigianato PAT)</strong><br />
Introduce<br />
Fabiano Lorandi (Segretario del PD di Rovereto)<br />
Modera<br />
Alberto Faustini (direttore quotidiano il TRENTINO)</p>
<p>Il Circolo del PD di Rovereto organizza per giovedì 3 novembre 2011 alle ore 20,30, presso l’Auditorium &#8220;Sala Piave&#8221; del Polo Tecnologico di Rovereto a San Giorgio - via Zeni, 8 una serata sul tema del lavoro, dello sviluppo sostenibile, della coesione sociale.<br />
Avremo l’opportunità di discuterne con Sergio Chiamparino, Sindaco per il primo decennio degli Anni Duemila di Torino, la città italiana che meglio ha saputo gestire il passaggio da una realtà industriale a una post-industriale. Quella di Chiamparino è un’importante testimonianza sia per l’autorevolezza del suo profilo politico nel rivendicare la specificità del PD al governo degli Enti locali nella complessità del Nord sia in quanto amministratore di una Città che è stata simbolo di radicali trasformazioni delle politiche industriali e del lavoro.<br />
Questo incontro pubblico vuole essere un momento di discussione e confronto nella individuazione di prospettive riformiste capaci di governare le forti trasformazioni economiche e sociali che stanno caratterizzando questi anni.</p>
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		<title>Senza ricerca e innovazione non esiste un domani</title>
		<link>http://www.alessandroolivi.it/2011/10/18/senza-ricerca-e-innovazione-non-esiste-un-domani/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 08:17:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Proposte]]></category>

		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>

		<category><![CDATA[industria]]></category>

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		<category><![CDATA[sviluppo]]></category>

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Pubblico un mio editoriale dal TRENTINO di ieri (17 ottobre 2011): a partire dalle parole del Presidente Napolitano ho analizzato i &#8220;segmenti di politica industriale&#8221; della nostra Provincia.
Questo Paese deve tornare a fare politica industriale come in passato. Ma anche capire che oggi, nel mondo globale, la sfida si chiama innovazione e competitività. Sfida che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.alessandroolivi.it/2011/10/18/senza-ricerca-e-innovazione-non-esiste-un-domani/"><img class="alignleft size-full wp-image-586" title="0lt056fa-180x140" src="http://www.alessandroolivi.it/wp-content/uploads/2011/10/0lt056fa-180x140.jpg" alt="" width="180" height="140" /></a></em></p>
<p>Pubblico un mio editoriale dal TRENTINO di ieri (17 ottobre 2011): a partire dalle parole del Presidente Napolitano ho analizzato i &#8220;segmenti di politica industriale&#8221; della nostra Provincia.</p>
<p><em>Questo Paese deve tornare a fare politica industriale come in passato. Ma anche capire che oggi, nel mondo globale, la sfida si chiama innovazione e competitività. Sfida che si configura come la migliore risposta alla crisi economica finanziaria.</em> Le parole pronunciate l’altro ieri dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Genova nell’incontro con gli operai Fincantieri, nell’Italia confusa e smarrita di questi tempi, risultano ancora una volta le più lucide e capaci di disegnare una prospettiva per il futuro. Il Presidente ripropone il tema del ruolo che devono assumere le politiche pubbliche a sostegno di una moderna economia di mercato.</p>
<p><span id="more-585"></span><br />
Un messaggio, quello del Presidente, che in Trentino credo si può interpretare ed attuare guidando una <strong>nuova fase di rigenerazione competitiva della nostra economia.</strong><br />
 La Provincia autonoma di Trento è quella in Italia che ha la più alta incidenza della spesa in ricerca rispetto al Pil e dove le politiche di sostegno alle imprese si stanno orientando sempre di più in favore della produzione di valore. Non si tratta infatti di attribuire all’azione pubblica dannose finalità dirigistiche, quanto di <strong>suscitare processi innovativi compatibili con le peculiarità del nostro tessuto imprenditoriale</strong>. Non dobbiamo cioè pensare all’innovazione in modo astratto, ma semmai sognare l’innovazione ad occhi aperti, nella forma cioè di una diffusa contaminazione dell’apparato produttivo con la più alta qualità delle tecnologie e valorizzando l’intraprendenza dello spirito imprenditoriale, per <strong>cambiare nel profondo e stabilmente i connotati strutturali della nostra piattaforma imprenditoriale</strong>.<br />
 Il Presidente Napolitano ha lanciato la sfida della competitività della struttura industriale del Paese parlando davanti a degli operai. Questo per dimostrarci ancora una volta come i temi della crescita e dello sviluppo non possano essere affrontati disgiuntamente dall’impegno in favore del lavoro e della coesione sociale. Anche sotto questo profilo l’azione della Provincia autonoma di Trento vuole percorrere questa strada. Attuando le prerogative offerte dalle nuove deleghe contenute nell’Accordo di Milano, la nostra Autonomia può diventare su questo versante un modello e un laboratorio virtuoso, dove <strong>le politiche di produzione del valore si incontrano con quelle della sua distribuzione</strong>, dove vengano sempre più garantiti sistemi di qualificazione permanente della forza lavoro, servizi pubblici per favorire l’incontro tra domanda e offerta di occupazione ed un livello di protezione sociale più incisivo, soprattutto per i giovani.<br />
 Siamo convinti che è finito il tempo in cui, anche in una comunità ristretta come il Trentino, vi era uno spazio esclusivo per chi fa impresa, un altro per la scuola ed un altro ancora per la ricerca e l’alta formazione. Queste filiere devono sfuggire alle tentazioni di isolamento ma sapersi avvicinare, legittimarsi reciprocamente e costituire insieme una leva per far crescere la produttività del sistema economico e la qualità del lavoro. Di qui la nostra decisione di investire su veri e propri poli tecnologico-scientifici e formativi nei quali le aziende trasmettono e ricevono le nuove conoscenze in un rapporto di interscambio con i ricercatori e gli studenti. Il polo della meccatronica e quello dell’edilizia sostenibile a Rovereto, unitamente a quello dell’ICT a Trento, sono gli esempi di questa nuova impostazione, nella quale il Trentino si candida a diventare comunità economica sempre più ospitale e ricettiva rispetto a nuovi investimenti provenienti anche dall’esterno.<br />
Nelle citate iniziali parole del Presidente Napolitano è contenuto infine un ultimo forte messaggio. L’Italia oggi è un Paese moderno grazie anche alla sua robusta storia manifatturiera. Ma nel contempo vi è la necessità urgente di riconfigurare la stessa struttura industriale in chiave più competitiva. Tutto ciò deve avvenire senza strappi e lacerazioni, fughe in avanti o abiure del passato, mantenendosi prudentemente distanti dalle lusinghe di una economia volatile basata sulla finanza.<br />
 Occorre dunque non disperdere il capitale di valore economico e sociale accumulato, ma saperlo mettere al servizio di una <strong>economia sempre più intelligente, inclusiva e solidale</strong>. Questo, sia chiaro, vale anche per il Trentino. Una terra nella quale la qualità delle nostre imprese, grandi o piccole che siano, dipenderà sempre più dalla capacità dell’Autonomia di essere al loro fianco con meno sussidi ed incentivi tradizionali, ma rafforzando quel capitale territoriale del quale fanno parte l’ambiente, le infrastrutture, la conoscenza. E quell’irrinunciabile apporto del capitale umano cui sono certo voleva far riferimento il Presidente Napolitano lanciando quella sfida cui anche noi non possiamo oggi sottrarci.<br />
Alessandro Olivi Assessore all’industria artigianato e commercio della Provincia autonoma di Trento</p>
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		<title>&#8220;Metropolitana leggera al posto di nuove strade&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 08:01:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		
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da l&#8217;Adige di sabato 15 ottobre 2011, pag. 29
nicola guarnieri Tangenziali a Rovereto? No, il futuro degli spostamenti dovrà essere in metropolitana per le persone e in treno per le merci. È questo, in sintesi, il pensiero dell&#8217;assessore provinciale all&#8217;industria Alessandro Olivi. «Per la mobilità serve un ragionamento strategico. Noi oggi siamo condizionati dal fatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandroolivi.it/2011/10/18/metropolitana-leggera-al-posto-di-nuove-strade/"><img class="alignleft" title="Metro leggera" src="http://www.latina24ore.it/wp-content/uploads/metropolitana_leggera_latina1.jpg" alt="" width="218" height="157" /></a></p>
<p>da l&#8217;Adige di sabato 15 ottobre 2011, pag. 29</p>
<p>nicola guarnieri Tangenziali a Rovereto? No, il futuro degli spostamenti dovrà essere in metropolitana per le persone e in treno per le merci. È questo, in sintesi, il pensiero dell&#8217;assessore provinciale all&#8217;industria Alessandro Olivi. «<strong>Per la mobilità serve un ragionamento strategico</strong>. Noi oggi siamo condizionati dal fatto che siamo in ritardo di almeno 20 anni. Il perimetro di urbanizzazione delle città si è assottigliato ed è difficile trovare spazi per nuove strade. Meglio una <strong>soluzione meno impattante come la metropolitana di superficie</strong>». E per spostare le merci? «Serve la piattaforma intermodale a Rovereto Sud che accolga i Tir anche dell&#8217;Alto Garda per infilarli sui treni e liberare le strade». Rovereto, però, ha evidenti problemi di intasamento veicolare. «Sì, la città ha l&#8217;urgenza di risolvere alcuni nodi molto critici della propria viabilità che ormai è da definirsi a tutti gli effetti infraurbana».</p>
<p><span id="more-579"></span>Un anno fa è stato firmato un protocollo d&#8217;intesa tra Comune e Provincia. «È un programma di lavoro e la Provincia lo rispetterà. La città è soffocata dal traffico e questi nodi vanno risolti in fretta». Rovereto ha delle urgenze ma anche la Vallagarina reclama soluzioni. «Due mesi fa dissi che il primo compito politico della Comunità di Valle doveva essere quello di dotarsi di un piano territoriale con il tema delle reti e delle infrastrutture al primo posto in assoluto. È la Comunità che deve darsi una lettura di sistema integrato, avere una visione e impegnarsi a non fare la somma delle richieste ma avere un&#8217;idea strategica di come ci si sposta dall&#8217;Alta Vallagarina ad Ala». Alla fine, però, il portafoglio, e con esso le decisioni, ce l&#8217;ha in mano la Provincia. «Rovereto e la Vallagarina hanno quasi 90 mila persone; Trento supera le 110 mila. In 30 chilometri abbiamo un bacino demografico di 200 mila persone. Dobbiamo avere il coraggio di capire se il tema delle reti, dei collegamenti, va affrontato con le metodologie tradizionali, aumentando le strade, oppure se si può pensare a qualcosa di più moderno come la metropolitana di superficie». Se ne parla da anni ma non è stato fatto nulla. Non è la solita boutade? «No. È chiaro, però, che se questa struttura non si realizza nel momento in cui la Porvincia si è data come modello il trasferimento su rotaia del traffico di interconnessione non si farà mai. Metroland deve partire dall&#8217;asse Trento-Rovereto». Ma la gente chiede di spostarsi in auto senza rimanere ingolfata. «Serve un salto culturale in avanti e la metropolitana è attuale. <strong>Pensiamo ai giovani</strong>: si chiede attenzione a loro, alle scuole, ma se vogliamo dare un senso a Rovereto e ai poli della formazione e dell&#8217;università la metropolitana serve. Ovviamente con tante fermate lungo l&#8217;asta dell&#8217;Adige. E poi c&#8217;è il <strong>pendolarismo</strong> di gente che va a Trento perché è la città della pubblica amministrazione e dei servizi ma anche che arriva a <strong>Rovereto che in futuro può rappresentare un centro dell&#8217;occupazione grazie alle nuove imprese</strong>.<strong> Il trenino è la soluzione meno impattante ed è quello che serve</strong>. E, ripeto, o si fa oggi o non si fa più». E se non si farà? «Allora si deve avere il coraggio di dire che non si vuole muovere un passo verso una <strong>mobilità intelligente</strong>, alleggerendo il carico automobilistico sulle città». Fin qui le persone. Per le merci ci sarà un nuovo Interporto a Mori Stazione? «Non parlerei di Interporto ma di piattaforma intermodale a servizio delle industrie di Rovereto e dell&#8217;Alto Garda. Con lo scalo merci a Rovereto Sud e il via libera alle Casotte e all&#8217;ex Alumetal alcune aziende potrebbero trasferirsi in Vallagarina lasciando liberi terreni nella Busa».</p>
<p>16/10/2011</p>
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		<title>Olivi: aiuti solo a chi paga in Trentino</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 14:20:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		
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da l&#8217;Adige mercoledì 5 ottobre 2011, pag. 16
LUISA MARIA PATRUNO La Provincia sta elaborando le regole per l&#8217;introduzione di quella che l&#8217;assessore provinciale all&#8217;industria, Alessandro Olivi, chiama la «condizione di ingresso» per accedere agli incentivi alle imprese. Si tratta di due nuovi requisiti che saranno richiesti. Il primo, già annunciato lunedì in consiglio provinciale dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandroolivi.it/2011/10/05/olivi-aiuti-solo-a-chi-paga-in-trentino/"><img class="alignleft" title="Alessandro Olivi" src="http://www.ladige.it/oggetti/2011_06/ALESSANDRO_3873444.jpg" alt="" width="168" height="252" /></a></p>
<p>da l&#8217;Adige mercoledì 5 ottobre 2011, pag. 16</p>
<p>LUISA MARIA PATRUNO La Provincia sta elaborando le regole per l&#8217;introduzione di quella che l&#8217;assessore provinciale all&#8217;industria, Alessandro Olivi, chiama la «condizione di ingresso» per accedere agli incentivi alle imprese. Si tratta di due nuovi requisiti che saranno richiesti. Il primo, già annunciato lunedì in consiglio provinciale dal governatore Lorenzo Dellai, sarà quello che le imprese dimostrino di essere in regola con il pagamento delle tasse e di non avere contenziosi con il fisco. Il secondo requisito è che le aziende che chiedono contributi pubblici alla Provincia paghino le tasse in Trentino. C&#8217;è poi un terzo criterio nuovo, su cui gli uffici provinciali stanno lavorando, che non riguarda però il diritto all&#8217;accesso al contributo ma l&#8217;entità degli incentivi. L&#8217;idea è di dare di più a chi paga più tasse o comunque a chi dimostra di aver aumentato la sua produttività nel tempo.</p>
<p><span id="more-575"></span>Assessore Olivi, perché avete intenzione di legare l&#8217;assegnazione dei contributi alle imprese alla verifica sul pagamento delle imposte? Avete segnali negativi sulla correttezza degli imprenditori trentini? No, al contrario il Trentino vuole porsi come esempio di correttezza e trasparenza anche nei comportamenti fiscali, in un momento in cui si registra una certa timidezza a livello nazionale nella lotta all&#8217;evasione, e penso che sia interesse degli stessi imprenditori trentini chiedere questa verifica e provare a saldare il rapporto tra le imprese e il territorio anche con l&#8217;effettività delle ricadute fiscali. Sarei sorpreso se non fosse così. Ma gli imprenditori, anche quelli trentini, già si lamentano sostenendo di essere vessati dall&#8217;Agenzia delle entrate, ora ci si mette anche la Provincia a fare controlli? Non dimentichiamo che noi già stiamo cercando di siglare un protocollo con l&#8217;Agenzia delle entrate per partecipare alla definizione delle modalità degli accertamenti e dei controlli fiscali in Trentino, perché riteniamo che la verifica sia necessaria, ma siamo d&#8217;accordo sul fatto che vadano evitati i comportamenti vessatori. Per definire per legge questa partecipazione della Provincia c&#8217;è anche una norma di attuazione all&#8217;esame della Commissione dei 12. Queste nuove «condizioni di ingresso» ai contributi pubblici saranno inseriti nel regolamento di attuazione della legge sugli incentivi alle imprese? Questo è l&#8217;obiettivo, anche se non c&#8217;è ancora qualcosa di scritto. Formuleremo alcune proposte al tavolo sulla produttività per aprire il confronto. Oggi la Provincia non pone condizioni di natura fiscale? No. Oggi alle aziende che chiedono contributi chiediamo solo una sorta di autocertificazione in cui si attesta di essere in regola con il fisco, ma non è una condizione per avere il contributo. Noi invece vogliamo che questa diventi una precondizione necessaria, insieme al discrimine del pagamento delle imposte in Trentino. Quindi avranno i contributi solo le imprese che hanno sede qui, visto che dopo l&#8217;accordo di Milano le entrate della Provincia dipendono solo dalla ricchezza che si produce in Trentino. Stiamo ora verificando, dal punto di vista giuridico, le modalità per attuare questo criterio. Dare più contributi a chi paga più tasse vuol dire favorirete i grandi? Vuol dire mettere nel regolamento elementi di selettività e gradualità degli incentivi in base all&#8217;intensità del gettito fiscale: chi genera più gettito o riesce ad aumentare la sua capacità di produrre sarà aiutato di più. Ma si dovrà tenere conto anche dell&#8217;occupazione e di altri elementi, perché ci possono essere aziende che generano poco gettito ma hanno tanti dipendenti.</p>
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		<title>Il Bilancio Sociale del &#8220;Fondo Olivi&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 09:17:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		
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Mercoledì scorso (28 settembre) è stato presentato il Bilancio sociale del cosiddetto “Fondo Olivi”.
Alla presenza delle parti sociali e di alcuni imprenditori che hanno sperimentato e utilizzato il Fondo e con il Presidente Dellai sono stati illustrati i dati  del provvedimento messo in campo, con la manovra anticrisi avviata dalla Provincia autonoma di Trento nell&#8217;autunno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><p><iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/zut7moNZMk8" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
Mercoledì scorso (28 settembre) è stato presentato il Bilancio sociale del cosiddetto “Fondo Olivi”.<br />
Alla presenza delle parti sociali e di alcuni imprenditori che hanno sperimentato e utilizzato il Fondo e con il Presidente Dellai sono stati illustrati i dati  del provvedimento messo in campo, con la manovra anticrisi avviata dalla Provincia autonoma di Trento nell&#8217;autunno 2008, per incoraggiare le aziende a <strong>salvaguardare i loro posti di lavoro.</strong><br />
L&#8217;aiuto - da 1.000 euro a dipendente stabilizzato per almeno 1 anno, al massimo di 2.000 euro per 2 anni nel corso del triennio successivo - è consistito nel contribuire ai maggiori costi che le imprese avrebbero affrontato per realizzare progetti di riorganizzazione delle loro aziende allo scopo di mantenere i livelli occupazionali esistenti.<br />
<span id="more-533"></span><br />
Il numero complessivo dei lavoratori mantenuti nelle 103 medie e grandi imprese coinvolte (76 nel 2009 e 27 nel 2010 dopo la riapertura dei termini decisa dalla Giunta provinciale) è stato di 11.188 unità, <strong>725 in più rispetto agli impegni presi </strong>e pari al 98,5 % del totale di 11.354 lavoratori in forza alla data dell&#8217;accordo sindacale.<br />
Nel momento più duro della crisi era necessario &#8220;tenersi strette&#8221; in tutti i modi le imprese sul territorio e cercare di evitare prevedibili licenziamenti. Sostenere poi quelle di maggiore dimensione, le più colpite inizialmente dal crollo della domanda, contribuiva anche a salvaguardare l&#8217;indotto e a contenere, per quanto possibile, le dure conseguenze della crisi mondiale.<br />
È inoltre riscontrabile un altro risultato positivo sul piano delle relazioni industriali: si è creato <strong>un confronto molto costruttivo e una vera e propria corresponsabilità nell&#8217;assunzione delle decisioni</strong>; aver gestito l&#8217;intervento mediante la progettazione congiunta e puntuali accordi tra le parti imprenditoriali e sindacali ha contribuito in modo significativo a mantenere viva, anche in tempi durissimi, la <strong>coesione sociale</strong> ed ha prodotto un ulteriore salto di qualità nei rapporti tra imprese e lavoratori e tra le istituzioni dell&#8217;autonomia e la società trentina.<br />
Fin dall&#8217;inizio, il &#8220;Fondo Olivi&#8221; è stato presentato come un intervento straordinario ed emergenziale, ma non è da escludere che lo stesso possa essere riproposto qualora ci si trovi ad affrontare eventuali ulteriori emergenze. Oggi si registra un recupero della situazione economica in provincia e il fatturato delle imprese trentine si sta avvicinando ai livelli precedenti la recessione, ma la stabilità della ripresa dev&#8217;essere comunque verificata nel prossimo futuro. Vi sono settori come le costruzioni e il comparto estrattivo che sono ancora in forte difficoltà, le liste di mobilità sono ancora lunghe, pesa la cassa integrazione, i disoccupati sono aumentati, anche se vi è su questo un&#8217;inversione di tendenza, e vi sono serie difficoltà per l&#8217;inserimento lavorativo dei giovani. Da ultimo, la situazione di forte tensione della finanza pubblica nazionale, che potrebbe ripercuotersi anche sugli alti livelli di affidabilità della finanza provinciale.<br />
Un quadro che non consente di abbassare la vigilanza. È necessario quindi partire dalla consapevole che difendere le nostre industrie e tutelare i nostri lavoratori nei momenti particolarmente critici significa <strong>conservare le risorse e le capacità di creare ricchezza e innovazione</strong> e in tal modo <strong>garantire lo sviluppo</strong> dell&#8217;economia del Trentino nel suo complesso.</div>
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		<title>Olivi: &#8220;Rovereto sia di esempio&#8221; da l&#8217;Adige - venerdì 23/09</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 13:06:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[delibera]]></category>

		<category><![CDATA[orari]]></category>

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«Mi fa piacere che il Comune di Rovereto sia stato il primo tra i Comuni a cui la legge attribuisce queste nuove prerogative, all’insegna dell’autonomia e della responsabilità, a costruirsi un modello a misura di quelle che sono le prospettive e l’idea stessa di commercio urbano che la città della quercia si vuole dare». L’assessore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandroolivi.it/2011/09/26/olivi-rovereto-sia-di-esempio-da-ladige-venerdi-2309/"><img class="alignleft size-medium wp-image-527" title="commercio" src="http://www.alessandroolivi.it/wp-content/uploads/2011/09/commercio-300x158.jpg" alt="" width="300" height="158" /></a></p>
<p>«Mi fa piacere che il Comune di Rovereto sia stato il primo tra i Comuni a cui la legge attribuisce queste nuove prerogative, all’insegna dell’autonomia e della responsabilità, a costruirsi un modello a misura di quelle che sono le prospettive e l’idea stessa di commercio urbano che la città della quercia si vuole dare». L’assessore provinciale Alessandro Olivi, «padre» della legge di riforma del commercio, ormai roveretano a tutti gli effetti, esprime apprezzamento per quanto deciso dal Consiglio comunale quasi all’unanimità nella sua ultima seduta. «Con questo passaggio è stato dimostrato che è stato giusto attribuire queste nuove funzioni ai Comuni e soprattutto ai Consigli comunali, che sono il luogo dove si può sviluppare un dibattito. <span id="more-526"></span>Significa attribuire molte più responsabilità anche agli operatorie economici, per coinvolgere sempre di più tutti i soggetti interessati, dopo aver compiuto percorso preparatorio condiviso per creare consapevolezza su una materia, quella del commercio, che prima sembrava essere delegata agli addetti ai lavori. Quanto deciso a Rovereto è ciò che vorrei che succedesse anche nel resto del Trentino: la possibilità per i territori di crearsi, nella proprio autonomia, un modello di commercio autonomo e su misura, all’interno di una norma provinciale che non ha impartito imposizioni dall’alta ma creato un “range” entro il quale città come Rovereto possono fare anche delle sperimentazioni ». Secondo Olivi «molto diverso è il modello trentino uscito dalla nostra riforma rispetto a quello che lo Stato stava per propinarci, cioè una liberalizzazione selvaggia che non fa più distinzione tra comune a vocazione turistica e comune normale, grandi e piccoli. Quanto fatto in Trentino ha dimostrato che si può creare un modello di parziale liberalizzazione senza ricorrere al Far West. Questo perché affidiamo queste responsabilità proprio all’ente che meglio di tutti conosce il proprio territorio, che conosce il protagonismo delle categorie economiche. Siamo molto più avanti rispetto al dibattito nazionale delle ultime settimane». Il tema della valorizzazione dei centri storici è quanto mai attuale: «La flessibilità e la duttilità introdotte dalla nuova legge, che concede ai Comuni di differenziare le aperture per quartieri o zone, servono anche per concentrare l’attività commerciale nei centri storici in alcuni momenti, proprio per dare un segnale di qualità della proposta. Sarebbe opportuno che altri Comuni usufruissero di questa opportunità. Sono stati smentiti quelli che dicevano che questa legge avrebbe portato ad un numero eccessivo di aperture festive. L’aver affidato ai Comuni questa responsabilità ha portato ad individuare un punto di equilibrio. Il 5 ottobre m’incontrerò con la giunta esecutiva dell’Unione commercio e turismo, su invito del presidente Marco Fontanari, per approfondire proprio il tema del commercio e della valorizzazione dei centri storici, saranno temi da trattare perché la città di Rovereto ha i mezzi per sperimentare per prima alcune altre opportunità che questa riforma offre». G.L.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><a href="http://www.alessandroolivi.it/wp-content/uploads/2011/09/commercio.jpg"></a></p>
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		<title>E ora il porfido può ripartire</title>
		<link>http://www.alessandroolivi.it/2011/09/09/e-ora-il-porfido-puo-ripartire/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Sep 2011 15:13:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>

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da l’Adige di oggi (venerdì 9 settembre 2011)
Iniziato come vero e proprio «tormentone», l&#8217;articolo 33 della legge provinciale sulle cave, che regolamenta le concessioni di coltivazione, si è trasformato in una grande opportunità istituzionale. Mantenendo un delicato equilibrio fra direttive della Provincia e autonomia dei Comuni, il Trentino è oggi più «sistema», più riconoscibile come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p class="MsoNormal">da l’Adige di oggi (venerdì 9 settembre 2011)</p>
<p class="MsoNormal">Iniziato come vero e proprio «tormentone», l&#8217;articolo 33 della legge provinciale sulle cave, che regolamenta le concessioni di coltivazione, si è trasformato in una grande opportunità istituzionale. Mantenendo un delicato equilibrio fra direttive della Provincia e autonomia dei Comuni, il Trentino è oggi più «sistema», più riconoscibile come prodotto di un pluralistico fermento istituzionale, più credibile nel comporre la perenne sfida della convivenza fra industria e ambiente. Le direttive della Provincia, ispirate dalla lealtà dei nostri rapporti con la Commissione europea e all&#8217;irrinunciabile uguaglianza di trattamento fra gli operatori sul territorio - principi giustamente difesi in modo caparbio - si sono alla fine coniugate con il protagonismo delle amministrazioni comunali, determinate a costruire una nuova qualità e intelaiature di rete nel sistema estrattivo.<br />
<span id="more-522"></span></p>
<p class="MsoNormal">La Provincia «porta a casa» una sostanziale limitazione della durata residua delle concessioni di cava, modulata a seconda del merito dell&#8217;impresa sotto il profilo degli investimenti, della sicurezza e dell&#8217;integrazione. Si mette dunque un punto fermo, temporalmente identificato (18 anni al massimo) per l&#8217;«apertura» del mercato del porfido a nuove energie imprenditoriali, corroborate dalla linfa vitale della concorrenza. I Comuni, dal canto loro, hanno difeso un sistema premiale che valorizza le buone pratiche imprenditoriali, scoraggiando lo scavo selvaggio, nel segno di nuove forme di partenariato fra le ditte e fra queste e l&#8217;ente pubblico. La vicenda, nel suo complesso, esibisce una voglia di rinnovamento che rafforza la reputazione del Trentino come laboratorio di buon governo. Ma attenzione: l&#8217;articolo 33 non è la conclusione di questo processo di apertura del sistema; è soltanto l&#8217;inizio. Il settore, se non vuole sprofondare nella crisi che già lo attanaglia non solo a causa della grave recessione mondiale, ha un forte bisogno di rivedere le strategie. Le difficoltà del comparto sono solo in parte legate al calo della domanda, visto che è forte la concorrenza di prodotti esteri, meno pregiati ma sicuramente competitivi per il prezzo. Vanno difatti annoverate specifiche problematiche di natura strutturale, quali l&#8217;eccessiva frammentazione e le ridotte dimensioni delle imprese, una insufficiente caratterizzazione del prodotto ed i ridotti livelli di investimenti in tecnologie ed innovazione. È per queste ragioni che il 26 agosto scorso la Giunta provinciale, su mia proposta, ha approvato l&#8217;atto di indirizzo per lo sviluppo del «Distretto del porfido e delle pietre trentine», che prevede una serie di azioni coordinate, in grado di affrontare tali aspetti critici, al fine di accrescere il valore a valle dei processi produttivi attraverso strategie di marketing e di valorizzazione dei prodotti, di migliorare l&#8217;efficienza mediante un costante impegno nell&#8217;innovazione delle tecnologie produttive, di promuovere forme di integrazione tra le imprese e di favorire l&#8217;apertura del mercato. Le azioni tese ad accrescere il valore a valle dei processi produttivi e sviluppare le diverse forme di integrazione - consorzi, reti d&#8217;impresa, fusioni e acquisizioni - trovano attualmente un forte limite nella circostanza che il meccanismo di entrata nel mercato è sostanzialmente bloccato. Il sistema delle procedure ad evidenza pubblica previsto dalla legge per la concessione dei lotti da coltivare costituisce, in prospettiva, uno degli snodi fondamentali per consentire l&#8217;entrata nel sistema di nuove forze produttive in grado di esprimere tutte le potenzialità del tessuto imprenditoriale che compone la filiera produttiva. Di qui l&#8217;importanza cruciale che abbiamo attribuito alla definizione del regime delle concessioni e lo spessore che, conseguentemente, riveste la convergenza dei Comuni e della Provincia sulla graduale apertura del mercato per la tenuta, oggi, e lo sviluppo, domani, di questo comparto. Sono dunque convinto che, grazie alla responsabile partecipazione di tutte le parti in gioco, le misure messe in campo riusciranno a restituire al settore del porfido il ruolo, che gli spetta, di primario protagonista del «made in Trentino». In poche parole, si tornerà presto a parlare del porfido come «oro rosso».</p>
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		<title>Lo sviluppo del &#8220;Distretto del porfido e delle pietre trentine&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 14:10:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[La scorsa settimana la Giunta provinciale ha approvato gli indirizzi per lo sviluppo del «Distretto del porfido e delle pietre trentine».
Questo provvedimento indica alcune strategie volte al rilancio di un comparto attraversato da alcuni anni da un andamento negativo, su cui si è innestata la grave recessione avviatasi nell’ultimo periodo del 2008 che ha colpito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="PIETRA" src="http://www.architetturadipietra.it/wp/wp-content/uploads/2008/10/porfido_1.jpg" alt="" width="221" height="170" />La scorsa settimana la Giunta provinciale ha approvato gli indirizzi per lo sviluppo del «Distretto del porfido e delle pietre trentine».<br />
Questo provvedimento indica alcune strategie volte al rilancio di un comparto attraversato da alcuni anni da un andamento negativo, su cui si è innestata la grave recessione avviatasi nell’ultimo periodo del 2008 che ha colpito duramente molti settori dell’economia e, in modo particolare, il settore delle costruzioni. La crisi del comparto del porfido è in parte legata al calo della domanda ed alla concorrenza di prodotti esteri, meno pregiati ma sicuramente competitivi per il prezzo, e in parte connessa a specifiche problematiche di natura strutturale, quali l’eccessiva frammentazione e le ridotte dimensioni delle imprese, una ancora bassa caratterizzazione del prodotto e ridotti livelli di investimenti in tecnologie e innovazione.<br />
Il rilancio del settore richiede una serie di azioni coordinate, in grado di affrontare questi aspetti, per raggiungere quattro fondamentali obiettivi: accrescere il valore a valle dei processi produttivi attraverso strategie di marketing e di valorizzazione dei prodotti; migliorare l’efficienza mediante un costante impegno nell’innovazione delle tecnologie produttive; promuovere forme di integrazione tra le imprese e favorire l’apertura del mercato.<br />
Proprio quest’ultimo obiettivo risulta decisivo in quanto si ritiene che le azioni tese ad accrescere il valore a valle dei processi produttivi e le diverse forme di integrazione – consorzi, reti d’impresa, fusioni e acquisizioni – trovino attualmente un forte limite nelle barriere di ingresso nel mercato. In questa legislatura si sta quindi cercando di riformare, anche in virtù del principio europeo della libera concorrenza, un settore fortemente soggetto a monopoli. A questo fine il sistema delle procedure ad evidenza pubblica previsto dalla legge per la concessione dei lotti da coltivare costituisce, in prospettiva, uno degli snodi fondamentali per aprire il mercato a forze imprenditoriali innovative e alle potenzialità inespresse presenti negli operatori economici che attualmente compongono la filiera produttiva.<br />
E’ forte la convinzione che il settore, se adeguatamente rinnovato, possa ancora produrre valore economico e occupazionale.</p>
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		<title>Orari aperture: alcune riflessioni&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Aug 2011 13:35:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Con la “manovra bis” il Governo ha scavalcato le Regioni e le Provincie autonome imponendo loro una liberalizzazione totale degli orari d’apertura degli esercizi commerciali impiegando strumentalmente il principio di matrice europea della libera concorrenza.
Il Decreto (e la sua eventuale conversione in legge da parte del Parlamento) si pone in contrasto con l’impianto della nostra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandroolivi.it/2011/08/31/orari-aperture-alcune-riflessioni/"><img class="alignleft" title="orariimm" src="http://www.scaramuzza.it/sito/scafdt.nsf/(all)/E8B3127D72D2647AC1256ED70032D849/$FILE/orologio.jpg" alt="" width="159" height="159" /></a>Con la “manovra bis” il Governo ha scavalcato le Regioni e le Provincie autonome imponendo loro una liberalizzazione totale degli orari d’apertura degli esercizi commerciali impiegando strumentalmente il principio di matrice europea della libera concorrenza.<br />
Il Decreto (e la sua eventuale conversione in legge da parte del Parlamento) si pone in contrasto con l’impianto della nostra Riforma del luglio 2010. Riforma, giova ricordare, attenta alla salvaguardia degli elementi di qualità del sistema – sia in relazione alla programmazione commerciale, sia in relazione agli orari di apertura – ed imperniata intorno al principio della sostenibilità e quindi in grado di coniugare l’esigenza di modernizzazione del settore con le esigenze dei territori.<br />
<span id="more-516"></span>Nella legge provinciale in materia di orari i Comuni sono stati classificati in gruppi omogenei per quanto riguarda le vocazioni e le specificità dei territori: principalmente come comuni ad economia turistica e comuni ad attrazione commerciale.<br />
L’elemento particolarmente innovativo riguarda i comuni urbani (classificati ad attrazione commerciale), quali Rovereto e Trento, che precedentemente erano privi della possibilità di orientare il loro modello di sviluppo commerciale verso obiettivi di maggior attenzione alle esigenze del consumatore. La nostra legge del commercio attribuisce loro una maggiore autonomia decisionale e quindi la possibilità di graduare le loro aperture nel corso dell’anno secondo modelli flessibili e duttili, senza bisogno di essere incasellati dentro provvedimenti troppo rigidi. L’orientamento della Giunta provinciale non è stato quindi quello di una liberalizzazione senza regole, ma quello di attribuire un nuovo protagonismo ai territori. Il provvedimento di classificazione del Comune quale Comune ad attrattività commerciale è infatti assunto con delibera del Consiglio comunale, sentite le organizzazioni dei consumatori, delle imprese del commercio e dei lavoratori dipendenti. Si evidenzia, a tale proposito, la disposizione che prevede, a seguito dell’attribuzione della qualifica di Comune ad attrattività commerciale, l’effettuazione di una valutazione dei servizi di conciliazione famiglia-lavoro per verificarne la congruità circa la capacità di far fronte ai nuovi bisogni dei lavoratori. Ove necessario è previsto che i comuni provvedano al loro potenziamento. Alle Amministrazione viene quindi attribuito un importante ruolo: quello di mediare tra le esigenze e gli interessi dei consumatori, dei lavoratori del settore, delle imprese commerciali, dei consorzi di valorizzazione.<br />
La nostra Riforma ha anticipato il dibattito che poi, a livello nazionale, è stato sollevato dal sindaco di Firenze Matteo Renzi, che in occasione del primo maggio aveva acconsentito all’apertura dei negozi. La posizione di Renzi evidenziava l’importanza di valorizzare l’autonomia delle municipalità, elemento già contenuto all’interno della nostra normativa.<br />
Successivamente il primo decreto del Governo approvato a luglio, e già convertito in legge, sembrava molto simile al nostro impianto riformatore in quanto delegava alle Regioni e alle Province autonome l’individuazione delle città d’arte o turistiche, differenziando quindi i Comuni sulla base delle loro caratteristiche.<br />
Con il secondo decreto del 13 agosto invece il Governo va ad intaccare l’autonomia degli Enti locali impiegando il principio europeo della libera concorrenza come un grimaldello per scardinare il diritto dei territori a pianificare il proprio sviluppo.<br />
Sul piano politico è quindi una scelta inopportuna e lesiva dell’autonomia non solo delle Regioni e delle Provincie a Statuto speciale, come la nostra, ma anche di quelle a Statuto ordinario. Il governo si nasconde strumentalmente dietro il principio della libera concorrenza derivante dagli atti normativi comunitari, quali fonti del diritto di rango superiore, non tenendo conto che tale principio può essere recepito dalle discipline locali sulla base delle singole specificità dei territori. Nella nostra Provincia la direttiva relativa ai servizi nel mercato interno (direttiva Bolkestein) è già stata applicata nella nostra legge tenendo conto che il Trentino ha caratteristiche sociali, economiche, orografiche molto diverse dal resto del Paese e dell’Europa; infatti il Trentino non è “una spianata Padana” e quindi deve potersi dotare di modelli di sviluppo specifici. Il Trentino è europeista e autonomista al tempo stesso, tanto che la nostra norma è stata notificata anche a Bruxelles.<br />
Nel merito inoltre non si può condividere il provvedimento del governo in quanto non è di questo che ha bisogno il commercio; “l’apriamo tutti e sempre” non è sicuramente l’elemento che può arricchire e rivitalizzare il settore. Non è così che cresce il consumo, ma piuttosto aumentando la quota di reddito disponibile al consumo stesso. La legge provinciale, ad esempio, stabilisce anche alcune linee di indirizzo per privilegiare il commercio di prossimità, le medie strutture, le botteghe storiche dei nostri centri urbani. La scelta del Governo pare invece orientata a mero beneficio dei colossi della distribuzione, che possono permettersi di coprire domeniche, festività e orari prolungati.<br />
Mettiamo quindi la nostra legge sul commercio a disposizione del Governo, perché ne possa trarre utili indicazioni. Ci muoveremo quindi per contestare i provvedimenti contenuti in finanziaria, a livello di Conferenza Stato-Regioni, il luogo istituzionalmente deputato dove potremo confrontarci con il Governo.</p>
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		<title>Politiche del commercio: valorizzazione del patrimonio esistente&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Aug 2011 12:46:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Con il provvedimento approvato venerdì scorso (19 agosto), la Giunta provinciale consolida e rafforza la posizione più volta espressa in questa legislatura – in primo luogo attraverso la Riforma del commercio del luglio 2010 – posizione che prevede una robusta valorizzazione del patrimonio esistente, sia immobiliare che aziendale e il massimo rigore, in termini qualitativi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandroolivi.it/2011/08/24/valorizzazione-del-patrimonio-esistente/"><img class="alignleft" title="semplificazione" src="http://www.jus.unitn.it/sa/images/semplificazione.gif" alt="" width="121" height="143" /></a>Con il provvedimento approvato venerdì scorso (19 agosto), la Giunta provinciale consolida e rafforza la posizione più volta espressa in questa legislatura – in primo luogo attraverso la Riforma del commercio del luglio 2010 – posizione che prevede una robusta valorizzazione del patrimonio esistente, sia immobiliare che aziendale e il massimo rigore, in termini qualitativi, per le nuove iniziative.<br />
In particolare, per i soli ampliamenti di superficie, si elimina l’obbligo della realizzazione in locali interrati dei parcheggi pertinenziali richiesti con riferimento alla superficie di vendita oggetto dell’ampliamento e, sempre per i soli ampliamenti di superficie, si riducono di un terzo, rispetto alle fattispecie di nuova apertura e trasferimento, le dotazioni di parcheggi pertinenziali.</p>
<p><span id="more-512"></span>E’ evidente che l’obbligo dei parcheggi interrati, causa l’impossibilità tecnica di realizzazione oppure causa l’eccessivo onere economico rappresentato, costituisce un eccessivo freno, se non un’inibizione, all’ampliamento delle superfici di vendita (molto spesso anche di modeste dimensioni) di esercizi commerciali già attivi da tempo sul territorio i quali, attraverso lavori di ammodernamento ed ampliamento della superficie preesistente, si possono collocare e riposizionare sul mercato con un’offerta distributiva più moderna e funzionale. Si pensi, ad esempio, ad un cambio di destinazione d’uso da magazzino a commercio al dettaglio oppure ad un modesto ampliamento strutturale dell’edificio che, permanendo l’obbligo della realizzazione di parcheggi interrati, sarebbe di fatto inibito per l’impossibilità tecnica di costruire parcheggi nel sottosuolo o fortemente scoraggiato per l’eccessivo onere rappresentato.<br />
In sintesi, quindi, massima attenzione e severa selezione per quanto riguarda le nuove aperture ed i trasferimenti delle grandi strutture di vendita, che mantengono inalterati i rigidi elementi di natura urbanistica ed edilizia, e maggiore semplificazione invece nei confronti degli operatori che, già titolari di esercizi commerciali che operano da tempo sul mercato, intendono investire (in modo particolare in questo momento di forte crisi economica) al fine di ampliare la superficie del proprio esercizio ed offrire un servizio più completo con un assortimento di merci e servizi più moderni.</p>
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		<title>Ricerca e innovazione: a Rovereto uno sportello per assistere le imprese</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Aug 2011 12:56:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		
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Ufficio stampa PAT

A settembre aprirà a Rovereto, all’interno del Polo tecnologico di via Zeni, uno sportello tecnico, amministrativo e informativo che gestirà le pratiche di agevolazione e fornirà assistenza alle imprese che investono in qualità, in innovazione e in ricerca. A questo fine verrà perciò trasferita una parte degli uffici dell’APIAE (l’Agenzia provinciale per l’incentivazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignleft" style="width: 216px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.alessandroolivi.it/2011/08/23/ricerca-e-innovazione-a-rovereto-uno-sportello-per-assistere-le-imprese/" target="_self"><img class="      " title="Polo tecnologico Rovereto" src="http://www.uffstampa.provincia.tn.it/csw/archivio.nsf/FB6C81BC2B84B746C12578DB00324209/$File/Polo%20Tecnologico%20di%20Rovereto.JPG" alt="Ufficio stampa PAT" width="206" height="154" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Ufficio stampa PAT</dd>
</dl>
<p>A settembre aprirà a Rovereto, all’interno del Polo tecnologico di via Zeni, uno sportello tecnico, amministrativo e informativo che gestirà le pratiche di agevolazione e fornirà assistenza alle imprese che investono in qualità, in innovazione e in ricerca. A questo fine verrà perciò trasferita una parte degli uffici dell’APIAE (l’Agenzia provinciale per l’incentivazione all’attività economica). Un fatto importante in quanto per la prima volta una parte di struttura provinciale che si occupa di imprese si trasferisce a Rovereto.<br />
Il Polo della meccatronica, anch’esso collocato in Via Zeni, il Progetto Manifattura Domani, gli interventi di sistema sui compendi strategici dell’Alumetal e delle Casotte, la forte presenza dell’Amministrazione provinciale con Trentino Sviluppo e l’APIAE collocano Rovereto e la Vallagarina al centro delle attenzioni delle politiche provinciali finalizzate ad aumentare la produzione di valore del nostro tessuto economico.</p>
<p><span id="more-507"></span>La proficua interazione tra le imprese, il mondo della ricerca accademica, il sistema della formazione professionale e tecnica, la Pubblica amministrazione risulta di grande efficacia sia per promuovere gli investimenti delle imprese esistenti sia per attirare nuove importanti iniziative, di cui il caso Bonfiglioli costituisce l’ultimo esempio. Solo così si potranno garantire in futuro quei posti di lavoro qualificato che anche oggi in tempo di crisi sono richiesti dal mercato.<br />
Proprio per questo, alla luce della riforma degli incentivi appena varata dal Consiglio Provinciale, che avrà un notevole impatto anche sulle procedure di valutazione dei progetti, è apparso necessario promuovere un processo di contaminazione territoriale delle strutture organizzative dedicate ai rapporti con le imprese.</div>
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		<title>Commercio: intervista da l&#8217;Adige di oggi</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Aug 2011 19:14:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Alessando Olivi, assessore provinciale all&#8217;industria, artigianato e commercio, prende posizione all&#8217;indomani della pubblicazione dello studio del Centro di ricerca e tutela consumatori. Il documento evidenziava come, tra le grandi insegne della distribuzione trentina, non ci fossero forti differenze nei prezzi: un elemento che ha indotto i consumatori a pensare all&#8217;assenza di vera concorrenza. Cosa pensa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p id="[object]"><a href="http://www.alessandroolivi.it/2011/08/19/commercio-intervista-da-ladige-di-oggi/" target="_self"><img class="alignleft size-medium wp-image-504" title="commercio_del" src="http://www.alessandroolivi.it/wp-content/uploads/2011/08/commercio_del.jpg" alt="" width="179" height="179" /></a>Alessando Olivi, assessore provinciale all&#8217;industria, artigianato e commercio, prende posizione all&#8217;indomani della pubblicazione dello studio del Centro di ricerca e tutela consumatori. Il documento evidenziava come, tra le grandi insegne della distribuzione trentina, non ci fossero forti differenze nei prezzi: un elemento che ha indotto i consumatori a pensare all&#8217;assenza di vera concorrenza. Cosa pensa di questa ipotesi? «Anzitutto apprezzo lo studio: la Provincia incentiva la tutela dei consumatori, con uno sportello e con un camper che gira sul territorio; il Centro consumatori, che si avvale della contribuzione pubblica, è un ottimo strumento di monitoraggio, utile per chi fa politica e per chi deve orientare le famiglie, in difficoltà durante la crisi. Io non credo all&#8217;idea di un cartello tra i disributori. Credo che la somiglianza dei prezzi derivi dal costante monitoraggio reciproco».</p>
<p><span id="more-500"></span> I consumatori auspicano l&#8217;arrivo di grandi distributori per dare nuova spinta alla concorrenza. «Io a questa soluzione non credo affatto. I grandi ipermercati avrebbero effetti deleteri: in un primo tempo potrebbero far calare i prezzi, poi lascerebbero grandi danni. La riforma varata un anno fa ha, tra i suoi capisaldi, quello di porre un freno a questa ipotesi puntando, piuttosto, sul recupero della rete intermedia e del commercio di prossimità. Una volta si pensava che la grande dimensione fosse sinonimo di qualità, ora non è più così. Abbiamo commissionato uno studio al Politecnico di Torino, che a ottobre fornirà una mappatura della rete distributiva trentina. Allora convocherò gli stati generali del commercio, ma posso già dire che la linea da seguire è soprattutto quella della riqualificazione dei centri storici». Niente più centri commerciali? «La filosofia dei grandi volumi ha premiato solo una parte dell&#8217;economia: quella della speculazione immobiliare. Inoltre ci sono diversi motivi per cambiare rotta: il primo è che molti grandi centri non sono più competitivi: sono cambiate le abitudini di acquisto e i consumatori non fanno più enormi spese concentrate un paio di volte al mese. Secondo, l&#8217;avvento di questi colossi metterebbe in crisi il sistema dei negozi trentini, che garantiscono il servizio sul territorio e molti posti di lavoro. Meglio, piuttosto, accompagnare la riorganizzazione di Orvea, Poli e Sait. In tal senso vedo favorevolmente l&#8217;intenzione di unirsi, espressa da alcune cooperative. Terzo, questi operatori finirebbero per impoverire il territorio: una grande catena può avere interesse a realizzare una o due grandi &#8220;piastre&#8221;, ma le collocherebbe sull&#8217;asta dell&#8217;Adige, dove è possibile muovere grossi numeri. Questo però spiazzerebbe tutta l&#8217;attuale struttura intermedia e, sul lungo periodo, metterebbe in difficoltà tutto il sistema: non si può certo pensare che questi gruppi investano 100mila euro per mantenere vivo un piccolo negozio di valle, che sappiamo essere parte del tessuto sociale, oltre che economico». C&#8217;è qualche novità sull&#8217;ipotesi di nuove grandi aree da destinare al commercio, ad esempio in via Maccani? «Non destineremo nessuna nuova area alla grande distribuzione fino a quando non avremo i dati del Politecnico. Questo vale per via Maccani e per tutte le aree di cui si è parlato negli ultimi tempi e che non siano inserite nella programmazione provinciale. Attorno a un tavolo, con gli operatori più impegnati per le politiche di sviluppo, potremo ragionare se servano nuovi spazi ma, a mio giudizio, l&#8217;era dei grandi supermercati è finita». Quindi il commercio è destinato a tornare nelle città? «Sì, e invito in particolare Trento e Rovereto a muoversi: la riforma apre nuove opportunità per creare spazi commerciali nei centri storici: sull&#8217;esempio delle kaufhaus presenti nei paesi del nord: negozi capaci di coniugare qualità, ampie superifici e prezzi convenienti: farebbero da traino a tutte le attività commerciali presenti nei &#8220;centri commerciali naturali&#8221;».</p>
<p>l&#8217;Adige pag.13<br />
19/08/2011</p>
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		<title>Imprese, laboratori, università, centri di ricerca, istituti tecnici superiori: il futuro Polo della Meccatronica di Rovereto prende forma</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Aug 2011 10:22:11 +0000</pubDate>
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Il Polo della Meccatronica di Rovereto sta prendendo forma. Nuovi edifici e palazzine per 20 mila metri quadrati sorgeranno su un’area di 14 mila metri quadrati: ospiteranno imprese, laboratori, università, centri di ricerca, istituti tecnici superiori, tutti dentro un unico parco scientifico e tecnologico tematico dove meccanica ed elettronica si combineranno nel segno dell’innovazione. Trentino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wp-caption alignleft" style="width: 242px"><a href="http://www.alessandroolivi.it/2011/08/11/imprese-laboratori-universita-centri-di-ricerca-istituti-tecnici-superiori-il-futuro-polo-della-meccatronica-di-rovereto-prende-forma/#more-493" target="_self"><img class="    " title="Polo" src="http://www.uffstampa.provincia.tn.it/csw/archivio.nsf/562734242D334CF3C12578E800502A80/$File/Polo%20della%20Meccatronica_Edificio%20produttivo_render3D.JPG" alt="Foto Ufficio Stampa PAT" width="232" height="158" /></a><p class="wp-caption-text">Foto Ufficio Stampa PAT</p></div></p>
<p>Il Polo della Meccatronica di Rovereto sta prendendo forma. Nuovi edifici e palazzine per 20 mila metri quadrati sorgeranno su un’area di 14 mila metri quadrati: ospiteranno imprese, laboratori, università, centri di ricerca, istituti tecnici superiori, tutti dentro un unico parco scientifico e tecnologico tematico dove meccanica ed elettronica si combineranno nel segno dell’innovazione. Trentino Sviluppo, che ha elaborato il documento preliminare alla progettazione del nuovo edificio destinato alle imprese, lo ha trasmesso per la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, dando così formalmente avvio all’iter per la progettazione e la realizzazione dell’opera. La “road map” stilata da Provincia e Trentino Sviluppo fissa la posa della prima pietra entro l’estate 2012 e l’ultimazione dei lavori, compreso il trasferimento delle aziende, entro l’estate 2013. Imminente, invece, l’arrivo di Bonfiglioli Riduttori Spa: a novembre l’azienda emiliana, leader mondiale nel settore delle trasmissioni, si insedierà nel Polo di Rovereto con un centro ricerche orientato alla meccatronica.</p>
<p><span id="more-493"></span><br />
Un progetto realizzato in tempi rapidissimi se pensiamo che il protocollo d’intesa tra Provincia e Comune di Rovereto risale ad appena dieci mesi fa. Un’iniziativa che ha un preciso valore aggiunto: creare un luogo dove imprese, formazione tecnica, formazione professionale, alta formazione, centri di ricerca, potranno lavorare assieme contaminandosi, integrandosi, trasferendo conoscenze e competenze e quindi, in definitiva, aumentando il proprio livello di innovazione, di competitività, e diventando volano di sviluppo e di occupazione sempre più qualificata. Dentro il Polo si trasferiranno due scuole molto significative per Rovereto, l’ITI Marconi e il CFP Veronesi, non potrà mancare anche una presenza dell’Università, avendo in Trentino la Facoltà di Meccatronica.<br />
Nell’idea che la Giunta provinciale sta portando avanti, di una sorta di policentrismo dei distretti produttivi ed industriali del territorio, Rovereto ha una tradizione molto forte nei settori della meccanica e dell’elettronica. Ma questo non sarà il Polo della città di Rovereto, bensì il Polo della Meccatronica dell’intero Trentino. Dovrà perciò essere in grado di coinvolgere dentro questo scenario competitivo le molte aziende del settore già sono presenti sul territorio provinciale: non sarà pertanto un luogo chiuso, solo fisico, ma un centro di irradiazione dove le aziende potranno sviluppare la parte più innovativa delle loro produzioni.</p>
<p>Per il Comunicato stampa completo <a href="http://www.uffstampa.provincia.tn.it/csw/c_stampa.nsf/8d60911a745c25adc12574940035857e/16fea2970d302f47c12578e8004c0dd9?OpenDocument" target="_blank">vai al sito dell&#8217;Ufficio stampa della Provincia</a>.</p>
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		<title>Legge incentivi: innovazione, reti, internazionalizzazione, imprenditoria femminile e giovanile, riequilibrio territoriale.</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jul 2011 09:17:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		
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Nella serata di giovedì (21 luglio 2011) il Consiglio provinciale ha approvato la legge – dopo un confronto che ne ha irrobustito l’impianto riformatore – relativa la politica degli incentivi. La legge parte dalla consapevolezza che la nostra Provincia, proprio in un momento di profondi cambiamenti economici e sociali globali, debba disporre di una nuova [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="425" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/axH27EsktlU" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Nella serata di giovedì (21 luglio 2011) il Consiglio provinciale ha approvato la legge – dopo un confronto che ne ha irrobustito l’impianto riformatore – relativa la politica degli incentivi. La legge parte dalla consapevolezza che la nostra Provincia, proprio in un momento di profondi cambiamenti economici e sociali globali, debba disporre di una nuova e più adeguata “cassetta degli attrezzi” per sostenere il tessuto delle imprese. Non si tratta quindi di una mera revisione tecnica della materia.</p>
<p><span id="more-487"></span></p>
<p>Si è quindi intrapresa una strategia diversa rispetto al passato, meno conservativa, più ispirata dalla necessità di interpretare i cambiamenti e favorire investimenti che sono in grado di produrre maggiore crescita, maggiore valore economico e maggiori ricadute sociali. Per questo la legge si incentra su una nuova idea di qualità delle impresa, su una nuova idea di economia intelligente, sostenibile, inclusiva dove l’obiettivo fondamentale è quello di alzare il tasso di una produttività stagnante (anche prima della crisi).<br />
La multidimensionalità del tessuto imprenditoriale della nostra Provincia è una ricchezza, anche sociale. Non è una legge che riduce le distanze, spesso ideologiche, tra le diverse dimensioni delle imprese, non privilegia le grandi piuttosto che le piccole. Nel fare riferimento al tema delle reti, all’innovazione, all’internazionalizzazione personalizzata è evidente che ci si rivolge ad una platea di imprese che hanno bisogno di mettersi insieme, di mettere a fattor comune i loro patrimoni di conoscenza, di competenze e di lavoro che possono esprimere.<br />
Il nuovo testo mira ad offrire politiche di contesto atte ad accrescere la competitività delle nostre imprese introducendo criteri per una maggiore selettività degli aiuti, con particolare attenzione all&#8217;innovazione, alle reti tra imprese, all&#8217;internazionalizzazione del sistema trentino, all&#8217;imprenditoria femminile e giovanile, al riequilibrio territoriale.<br />
Il <strong>tema dell&#8217;innovazione</strong> è stato fino ad oggi circoscritto, solo ed esclusivamente, all’interno dei confini dei centri di ricerca e sviluppo della grande impresa senza valorizzare l’innovazione diffusa potenzialmente presente nel tessuto delle piccole e medie imprese. Introdurre l&#8217;innovazione nei propri cicli produttivi significa investire in risorse, spesso ingenti, in sperimentazione, nell’acquisizione di conoscenze dall&#8217;esterno, nell’adattamento delle buone idee in prodotti e in buone prassi aziendali. Per le piccole e medie imprese innovative quindi, che ad oggi non hanno i requisiti per accedere ai contributi alla ricerca disciplinati dall’attuale normativa, sono previsti nuovi aiuti per ridurre gli oneri (fino all’80%) relativi all’assunzione di laureati e a progetti di ingegnerizzazione o di innovazione, anche realizzati dal titolare o dai soci, affinché il piccolo imprenditore “creativo” possa remunerare anche il proprio lavoro.<br />
Un ulteriore elemento qualificante riguarda <strong>il tema delle reti</strong>. Il tessuto imprenditoriale trentino, come noto, è fatto in massima parte di  piccole e medie imprese, che per loro natura spesso non sono in grado di crescere dimensionalmente e che quindi faticano a colmare il deficit di accesso alle informazioni, al credito, ai mercati, rispetto a realtà più strutturate. È quindi strategico favorire i processi di crescita sia interni alla singole imprese sia sostenendo la collaborazione tra le stesse. Le alleanze tra imprese vengono incentivate sia attraverso le azioni tradizionali, come i consorzi, sia attraverso le azioni più innovative quali il contratto di rete, una modalità di aggregazione realmente innovativa, perché all&#8217;interno delle reti le singole imprese mantengono la loro identità ma uniscono le forze su un progetto aziendale. In questo modo si favoriranno anche le filiere di prodotto. A questo proposito si sottolinea che il Trentino è la prima provincia in Italia che sostiene costi di costituzione e anche di attuazione del progetto del contratto di rete.<br />
L&#8217;<strong>internazionalizzazione </strong>è un&#8217;altra delle voci fondamentali della nuova normativa. Sempre di più la capacità di aprirsi ai mercati esterni si rivela un fattore di competitività decisivo per l&#8217;impresa. La nuova legge intende sostenere sia chi l&#8217;internazionalizzazione la fa già, in genere le imprese più grandi e più affermate sul mercato, sia la rete delle piccole e medie imprese che attraverso la concessione di voucher o &#8220;buoni di spesa&#8221; potranno accedere ad aiuti personalizzati per far fronte a necessità per forza di cose differenziate: certificazioni, consulenze, partecipazioni a fiere e quant&#8217;altro. Spetta quindi all&#8217;impresa individuare il proprio percorso; i crediti di parte pubblica avranno come obiettivo quello di supportarlo in maniera &#8220;mirata&#8221;.<br />
Fra gli obiettivi più rilevanti della nuova legge vi è la creazione  di nuove opportunità di lavoro nell&#8217;ottica di un&#8217;economia socialmente inclusiva. Abbiamo deciso di sostenere concretamente l&#8217;<strong>iniziativa imprenditoriale dei giovani e delle donne</strong>, soprattutto nella fase di avvio, abbattendo i costi di esercizio iniziali, sostenendo il neo-imprenditore nella fase del passaggio dall&#8217;idea d&#8217;impresa all&#8217;impresa vera e propria e, non da ultimo, mettendo in campo una serie di misure per la conciliazione delle dimensioni famiglia-lavoro. Si tratta di aiuti che intendono premiare l&#8217;iniziativa imprenditoriale e la auto-occupazione favorendo, al tempo stesso, il ricambio generazionale e il raggiungimento di obiettivi più avanzati sul versante delle pari opportunità. In particolare per le donne si opera su una serie di strumenti che riguardano “il tempo”: contributi in conto capitale per sostenere i costi inerenti ai contributi previdenziali per figli e familiari, compresi i costi a copertura del congedo parentale; mentre per i giovani particolare attenzione viene riservata a coloro che ancora non sono imprenditori, ma vogliono esserlo: per questo la Provincia si propone di finanziare borse di studio rivolte a studenti o ricercatori per promuovere nuove idee imprenditoriali anticipando così il sostegno all’impresa ancora non nata e consentendo in questo modo ad un giovane di studiare ed approfondire un progetto imprenditoriale.<br />
Un ulteriore obiettivo è il <strong>riequilibrio territoriale</strong>: abbiamo messo a punto un nuovo strumento differenziato per sostenere il mantenimento o la nascita di nuove imprese in condizioni di contesto più fragili, soprattutto in montagna e nelle aree &#8220;periferiche&#8221;, rispetto ai centri urbani e agli assi delle comunicazioni. Vogliamo in sostanza rafforzare una realtà che già esiste, quella di un&#8217;imprenditoria diffusa capillarmente sul territorio e non concentrata in pochi poli provinciali. Riteniamo che questa sia una ricchezza, se adeguatamente valorizzata e supportata dall&#8217;intervento pubblico, laddove necessario.<br />
La promozione di uno sviluppo innovativo deve porsi come obiettivo primario anche la coesione sociale: a questo fine vengono sostenute le soluzioni organizzative aziendali premianti rispetto al coinvolgimento dei lavoratori in alcune decisioni che riguardano la gestione delle aziende industriali.<br />
Occorre infine essere consapevoli che per perseguire con successo il riposizionamento strategico del nostro sistema produttivo è necessaria un&#8217;azione sistemica che si sviluppa su più livelli: educazione, ricerca di base e applicata, trasferimento tecnologico, il tutto con l&#8217;obiettivo di trasformare il sapere in valore economico, investendo quindi sempre di più nell&#8217;istruzione, nella ricerca, nella formazione permanente, nell&#8217;irrobustimento dei poli tecnologici e scientifici. Qualsiasi politica di sviluppo infatti non può essere coronata dal successo senza una adeguata disponibilità di capitale umano qualificato a cui il sistema economico deve essere in grado di offrire adeguate opportunità di lavoro.<br />
Dobbiamo quindi favorire un accesso sempre maggiore da parte delle imprese ai contributi per l’innovazione, a favore delle reti, per la qualità dell’impresa piuttosto che ai contributi per il mantenimento di un assetto tradizionale che non è più compatibile con le dinamiche di una competitività sempre più accelerata.</p>
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		<title>Metalsistem: il nostro futuro è il sole</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 10:41:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pubblico l’articolo di Corona Perer da www.giornalesentire.it sull’inaugurazione dell’impianto fotovoltaico posizionato sul tetto dello stabilimento della Metalsistem. Iniziativa importante e di collaborazione virtuosa tra mondo delle imprese e ente pubblico. L’impegno della Provincia è quello di rafforzare il modello trentino, attraverso una «ristrutturazione produttiva» guidata dall’economia della conoscenza, dal bisogno di nuove fonti energetiche e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandroolivi.it/2011/07/18/metalsistem-il-nostro-futuro-e-il-sole/" target="_self"><img class="alignleft" title="Metalsistem" src="http://www.giornalesentire.it/resize/rectangle/?/files//2011/luglio/tetto.JPG" alt="" width="218" height="143" /></a>Pubblico l’articolo di Corona Perer da <a href="http://www.giornalesentire.it/2011/luglio/1699/metalsistemprovadigrandine.html">www.giornalesentire.it </a>sull’inaugurazione dell’impianto fotovoltaico posizionato sul tetto dello stabilimento della Metalsistem. Iniziativa importante e di collaborazione virtuosa tra mondo delle imprese e ente pubblico. L’impegno della Provincia è quello di rafforzare il modello trentino, attraverso una «ristrutturazione produttiva» guidata dall’economia della conoscenza, dal bisogno di nuove fonti energetiche e da una più stretta integrazione fra produzione e ricerca.</p>
<p><strong>Metalsistem: il nostro futuro è il sole<br />
di Corona Perer</strong><br />
(Rovereto, 15 luglio 2011) - Inaugurazione con dibattito ad alto livello non sulla finanza creativa ma sull&#8217;energia &#8230;creativa. Alla Metalsistem di Rovereto -  dove oggi è stato inaugurato un impianto fotovoltaico posizionato sul tetto dello stabilimento che rende l&#8217;azienda del tutto autonoma ed eco-sostenibile in termini energetici - si è parlato di come produrre economia verde e di come finanziarla.</p>
<p><span id="more-479"></span><br />
Spunti operativi e anche sogni non sono mancati, ma soprattutto si trattava di vedere risultati concreti di un ingente sforzo economico da parte del patron di Metalsistem Antonello Briosi: quasi 8 milioni di euro per 11.636 pannelli fotovoltaici realizzati da Dolomiti Energia posti sul tetto della sua azienda. Hanno persino resistito al terribile collaudo di mercoledì sera quando una grandinata di eccezionale gravità ha prodotto danni per centinaia di migliaia di euro lungo tutto la Valle dell&#8217;Adige.<br />
&#8220;Poteva essere l&#8217;inaugurazione di una catastrofe&#8221; ha ammesso l&#8217;industriale che sull&#8217;impianto ha investito nell&#8217;ambito di un progetto condiviso da Comune, Provincia, Dolomiti Energia e categorie imprenditoriali. &#8220;Nessun pannello è stato danneggiato&#8221; ha rivelato con soddisfazione &#8220;tutto merito di chi ce li ha forniti: Dolomiti Energia&#8221;.<br />
La soddisfazione non è mancata sia da parte privata che pubblica. L&#8217;impianto infatti consente di ridurre di 262 kg di polveri fini,  di avere1622 tonnellate in meno di Anidride carbonica, 2256 kg in meno di ossidi di Azoto e soprattutto di 6766 chili in meno di anidride solforosa (la responsabile delle piogge acide). Al tempo stesso produce 2747 chilowattora di energia ovvero l&#8217;equivalente del fabbisogno di 1000 famiglie, per un totale di 2 milioni 640 mila chilowattora/anno ad uso esclusivo dell&#8217;azienda.<br />
Ci sono voluti solo 45 giorni lavorativi per realizzarlo e 40 uomini per montarlo. Gli enti pubblici (Comuni e Provincia) ci hanno messo dalla loro la velocità nel concedere i nulla osta e i finanziamenti. Per portare i pannelli ci sono voluti 26 autotreni e sono stati disposti profili d&#8217;alluminio per sostenere il tetto: disposti uno dietro l&#8217;altro sarebbero lunghi 22 chilometri, percorsi da 43 km di cavi. Ma i numeri dicono solo una parte di questa straordinaria idea.<br />
A monte ci voleva <strong>un imprenditore che crede nell&#8217;auto-sostentamento energetico e un ente pubblico che crede nell&#8217;economia verde</strong>.<strong> &#8220;Nel raggio di 3 km e mezzo da qui ci sarebbero 62 altri ettari di aziende o aree da coprire con pannelli. Certo ci vuole coraggio: l&#8217;ente pubblico ha bisogno di idee dagli imprenditori e questa è stata un&#8217;ottima idea&#8221; ha commentato l&#8217;assessore provinciale all&#8217;industria Alessandro Olivi visibilmente soddisfatto.</strong><br />
Lo stabilimento di viale dell&#8217;Industria 2 a Rovereto è oggi la sede della prima impresa totalmente ecosostenibile ad emissioni ed impatto zero. L&#8217; impianto fotovoltaico dell&#8217;azienda è la prima realtà scaturità dal progetto F.I.R.E (Fotovoltaico Industriale Rinnovabile Energia), promosso dal Comune di Rovereto in collaborazione con Dolomiti Energia.<br />
Il progetto F.I.R.E., è stato promosso e coordinato dal Comune di Rovereto in collaborazione con il gruppo Dolomiti Energia, è stato siglato con un protocollo d&#8217;intesa firmato il 2 febbraio 2011 da Comune di Rovereto, Provincia Autonoma di Trento, Dolomiti Energia Spa e Dolomiti Energia Rinnovabili Srl, Trentino Sviluppo Spa, Confindustria Trento, Associazione Artigiani e Piccole Imprese, Confesercenti del Trentino - sezione di Rovereto e Unione Commercio Turismo e Attività di Servizio.<br />
Il progetto ha lo scopo di incentivare la diffusione di energia prodotta da fonti rinnovabili, motivo per cui i firmatari del protocollo d&#8217;intesa s&#8217;impegnano, ognuna nel proprio ambito d&#8217;intervento, a promuovere l&#8217;installazione di impianti fotovoltaici negli spazi industriali e artigianali non altrimenti utilizzati, come tetti o coperture.<br />
In previsione? &#8220;Penseremo ai tetti degli edifici pubblici&#8221; ha anticipato il sindaco di Rovereto Andrea Miorandi &#8220;magari coinvolgendo anche i privati come investitori&#8221; ha detto. Potenzialmente si tratta della realizzazione di un unico, amplissimo parco solare, che permetterebbe una vasta copertura del fabbisogno energetico della zona industriale e un notevole contenimento delle emissioni di CO2.<br />
Sono intervenuti anche il Presidente di Dolomiti Energia Rinnovabili Srl Andrea Demozzi e l&#8217;Amministratore Delegato di Dolomiti Energia Spa Marco Merler, il Vicesindaco e Assessore alla risorsa ambientale Gianpaolo Daicampi, il Presidente di Confindustria Paolo Mazzalai il quale ha parlato di orgoglio industriale, orgoglio territoriale e orgoglio socioeconomico.<br />
&#8220;Il bene territoriale è un bene comune. Noi non vogliamo fondi ma che si creda nei nostri progetti. serve ora un fondo che cpoinvolga i cittadini come investitori&#8221; ha detto il presidente degli industriali pienamente d&#8217;accordo con Briosi il quale qualche sogno e qualche idea l&#8217;ha pure abbozzata. &#8220;Ad esempio dare un tetto fotovoltaico all&#8217;autostrada,  oppure creare un fondo dove ogni cittadino investa portandosi a casa come corrispettivo lì&#8217;energia prodotta come quota parte del suo capitale, oppure fondi obbligazionari emessi dalla aziende a livello territoriale con l&#8217;ente pubblico a garantire il capitale investito del cittadino&#8221;. Le idee non mancano, i sogni nemmeno. E sognare non costa nulla ma aiuta a prefigurare il futuro.</p>
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		<title>Per un nuovo protagonismo dei territori&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jul 2011 13:47:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Con la delibera approvata venerdì scorso (1 luglio 2011) dalla Giunta provinciale viene data attuazione ad uno degli aspetti più innovativi della Riforma del settore del commercio dello scorso luglio. Si è infatti definitivamente licenziato la nuova disciplina in materia di orari degli esercizi commerciali, disciplina che attribuisce un nuovo protagonismo alle singole Amministrazioni comunali. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandroolivi.it/2011/07/11/per-un-nuovo-protagonismo-dei-territori/" target="_self"><img class="alignleft" title="orari" src="http://www.aduc.it/generale/files/image/2010/novembre/markettime.jpg" alt="" width="240" height="134" /></a>Con la delibera approvata venerdì scorso (1 luglio 2011) dalla Giunta provinciale viene data attuazione ad uno degli aspetti più innovativi della Riforma del settore del commercio dello scorso luglio. Si è infatti definitivamente licenziato la nuova disciplina in materia di orari degli esercizi commerciali, disciplina che attribuisce un nuovo protagonismo alle singole Amministrazioni comunali. È una delibera molto innovativa perché consente di presentare un Trentino più aperto, più ospitale, dove il commercio incontra meglio le esigenze e le prerogative del turismo.</p>
<p><span id="more-473"></span>Viene profondamente modificato il quadro della materia, caratterizzato precedentemente da una rigida dicotomia fra i Comuni turistici, che avevano la possibilità di aprire 11 mesi all&#8217;anno, e tutti gli altri, ai quali era consentito tenere aperti gli esercizi commerciali solo il mese di dicembre e altre cinque domeniche all&#8217;anno.<br />
Il testo ora approvato dalla Giunta si propone di classificare i Comuni in 3 gruppi omogenei sulla base delle vocazioni e delle specificità del territorio: comuni ad economia turistica estiva, comuni ad economia turistica annuale e comuni ad alta e media attrazione commerciale<br />
La novità sostanziale riguarda quei comuni che, in quanto precedentemente classificati come “non turistici”  (si pensi a Rovereto e a Trento), erano privi della possibilità di orientare il loro modello di sviluppo commerciale verso obiettivi di maggior attenzione alle esigenze del consumatore. Ora, hanno la possibilità con una maggiore autonomia decisionale, di graduare le loro aperture nel corso dell’anno secondo modelli flessibili e duttili senza bisogno di essere incasellati dentro provvedimento troppo rigidi.<br />
Il provvedimento di qualificazione del proprio Comune quale Comune ad alta o media attrattività commerciale è infatti assunto con delibera del Consiglio comunale, sentite le organizzazioni dei consumatori, delle imprese del commercio e dei lavoratori dipendenti. Si evidenzia, a tale proposito, la disposizione che prevede, a seguito dell’attribuzione della qualifica di comune ad alta o media attrattività commerciale, l’effettuazione di una valutazione dei servizi di conciliazione famiglia-lavoro per verificarne la congruità per far fronte ai nuovi bisogni dei lavoratori. Ove necessario è previsto che i comuni provvedano al loro potenziamento.<br />
Un ulteriore elemento di discontinuità è dato dalla maggiore attenzione ai centri storici, attraverso una disciplina delle aperture più flessibile e diversificata, che consentirà ai Comuni di potenziare l&#8217;attrattività di alcune parti del territorio, valorizzando quindi i cosiddetti &#8220;centri commerciali naturali&#8221;. Spetterà infatti alle singole Amministrazioni comunali decidere, qualora rispettino il parametro provinciale, se qualificarsi ad alta o media attrazione commerciale, per quanti mesi, per quali località o frazioni o se solo limitatamente al luogo storico del commercio. In precedenza capitava infatti che in alcuni Comuni dove i decisori locali e gli operatori economici non erano coinvolti nei processi decisionali si arrivasse al paradosso per cui chi apriva era il centro commerciale situato in un&#8217;area periferica mentre gli esercizi del centro storico rimanevano chiusi.</p>
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		<title>I provvedimenti su Trentino sviluppo: innovazione, competitività, filiere</title>
		<link>http://www.alessandroolivi.it/2011/07/08/i-provvedimenti-su-trentino-sviluppo-innovazione-competitivita-competitivita/</link>
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		<pubDate>Fri, 08 Jul 2011 07:28:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Innovazione, competitività, consolidamento dei distretti, delle filiere e dei poli produttivi di eccellenza, compartecipazione dei privati: questi i tratti principi del pacchetto di provvedimenti – approvato il 1° luglio dalla Giunta provinciale – che vanno ad incidere sull’operatività di Trentino Sviluppo, il principale strumento della Provincia per attuare la sua politica economica.
Sono stati individuati alcuni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandroolivi.it/2011/07/08/i-provvedimenti-su-trentino-sviluppo-innovazione-competitivita-competitivita/" target="_self"><img class="alignleft" title="Trentino sviluppo" src="http://www.trentinosviluppo.it/var/trentinosviluppo/storage/images/media/images/trentino-sviluppo-sede/9304-1-ita-IT/Trentino-Sviluppo-sede_medium.jpg" alt="" width="180" height="135" /></a>Innovazione, competitività, consolidamento dei distretti, delle filiere e dei poli produttivi di eccellenza, compartecipazione dei privati: questi i tratti principi del pacchetto di provvedimenti – approvato il 1° luglio dalla Giunta provinciale – che vanno ad incidere sull’operatività di Trentino Sviluppo, il principale strumento della Provincia per attuare la sua politica economica.<br />
Sono stati individuati alcuni ambiti tematici forti e prioritari sui quali si concentrerà il sostegno alle attività produttive: l’edilizia sostenibile, le energie rinnovabili e le tecnologie ambientali; il manifatturiero innovativo e il polo della meccatronica; i poli tecnologici e le filiere; la valorizzazione della produzione agroalimentare; la valorizzazione delle aree produttive e dei centri di servizio; il supporto alle attività produttive in fase di rilancio o in aree decentrate; gli interventi di sistema a sostegno del settore dell’autotrasporto e il polo cartario.</p>
<p><span id="more-470"></span>Sono poi approvati criteri più stringenti in termini di priorità di selezione che tengono maggiormente conto del coinvolgimento finanziario privato nei programmi di investimento e delle ricadute occupazionali sul territorio.<br />
È stato inoltre dato il via libera alla costituzione di una nuova società di partecipazione in collaborazione con partner finanziari privati, individuati attraverso un apposito bando, a garanzia del ritorno economico dell’investimento.<br />
Lo scopo della new.co. sarà quello di effettuare partecipazioni nel capitale di società ad alto potenziale di sviluppo, al fine di creare un meccanismo di leva finanziaria atto a potenziare, con risorse private, l’intervento finanziario pubblico messo in campo tramite Trentino Sviluppo. Società tra le quali vi sono, ad esempio, le eccellenze imprenditoriali innovative quali spin off e start up; imprese consolidate con elevate capacità di crescita, imprese ad alto potenziale di sviluppo - nei settori innovativi quali ICT, biotecnologie, green - che devono intraprendere ingenti investimenti.<br />
Altrettanto importanti sono le misure di sostegno strutturale tese ad elevare la qualità delle imprese locali, in particolare nella loro dimensione distrettuale e di filiera. Misure atte a valorizzare l’innovazione aziendale, l’eccellenza del “fare impresa”, le aggregazioni e le reti di imprese. In questo contesto particolare attenzione viene riservata all’edilizia sostenibile, alle energie rinnovabili e alle tecnologie ambientali, al legno, alla metalmeccanica di precisione e alla meccatronica.<br />
La politica economica della Provincia mira quindi – dietro il sipario della crisi – a porre le basi per un sistema produttivo sostenibile e rigenerato da massicce dosi di conoscenza e di tecnologia.</p>
<p>Per ulteriori informazioni Vi invito a leggere il <a href="http://www.trentinosviluppo.it/Contenuti-istituzionali/Press-room/Comunicati-stampa/Trentino-Sviluppo-il-nuovo-corso-per-gli-interventi-2011-2013" target="_blank">Comunicato stampa di Trentino Sviluppo</a></p>
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		<title>&#8220;Dea plus&#8221; e i progetti di innovazione, ecco il bando</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jul 2011 08:02:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		
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È stato presentato ieri (martedì 5 luglio 2011) “Dea Plus”, il bando per i progetti di innovazione guidata dal design, che vede la collaborazione di CEii Trentino e Trentino Sviluppo e il sostegno dell&#8217;assessorato provinciale all’industria, artigianato e commercio.
Il progetto vuole favorire la contaminazione tra il mondo artigiano e quello del design, una delle componenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wp-caption alignleft" style="width: 332px"><a href="http://www.alessandroolivi.it/2011/07/06/dea-plus-e-i-progetti-di-innovazione-ecco-il-bando/"><img title="Foto Ufficio stampa PAT" src="http://www.uffstampa.provincia.tn.it/csw/archivio.nsf/93DF6E01D5B73C3FC12578C400421085/$File/DSC_0383.jpg" alt="" width="322" height="214" /></a><p class="wp-caption-text">Foto Ufficio stampa PAT</p></div></p>
<p>È stato presentato ieri (martedì 5 luglio 2011) “Dea Plus”, il bando per i progetti di innovazione guidata dal design, che vede la collaborazione di CEii Trentino e Trentino Sviluppo e il sostegno dell&#8217;assessorato provinciale all’industria, artigianato e commercio.<br />
Il progetto vuole favorire la contaminazione tra il mondo artigiano e quello del design, una delle componenti che può portare valore aggiunto e competitività sui mercati, accrescendo il riconoscimento di un prodotto per forma, qualità e gradimento. Quello dell’innovazione attraverso il design è un sentiero che le nostre aziende hanno voluto percorrere con convinzione.<br />
Il concetto di design non è più solo sinonimo di qualità estetica, ma racchiude un nuovo approccio alla  progettazione del prodotto o del servizio, una diversa modalità di pensare e di rispondere ai bisogni del cliente, così come una forte attenzione ai costi e alle tematiche di sostenibilità ambientale. Ecco quindi che il rapporto fra design e tecnologia diventa una delle questioni principali per lo sviluppo di strategie competitive efficaci anche per le piccole e micro imprese.<br />
Il disegno di legge sugli incentivi che ci accingiamo a discutere in questi giorni in Consiglio provinciale ha infatti un obiettivo fondamentale: sostenere la nascita di nuove imprese e soprattutto sostenere l&#8217;innovazione nelle piccole e medie imprese. Non solo la ricerca industriale che ha già una sua dimensione consolidata, ma anche il lavoro delle persone in creatività e innovazione, stimolando i giovani nell&#8217;impegnarsi a fare impresa, puntando sulle reti e i distretti: di tutto questo si occupa anche il progetto Dea.<br />
Con questo progetto quindi aumenta la collaborazione tra Ceii e Trentino sviluppo, due soggetti che nel prossimo futuro debbono lavorare sempre più insieme: occorre infatti unire le forze per razionalizzare e rafforzare gli investimenti della Provincia nella promozione della qualità e dell’innovazione delle imprese.</p>
<p>Per ulteriori approfondimenti vi rimando al <a href="http://www.uffstampa.provincia.tn.it/csw/c_stampa.nsf/8d60911a745c25adc12574940035857e/eba38614d9396f36c12578c40040455b?OpenDocument" target="_blank">Comunicato stampa della PAT </a></p>
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		<title>Centro ricerche a Rovereto: sviluppo innovativo e qualità del lavoro</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 14:16:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Il sistema economico trentino è in un momento delicato: da un lato si sta ancora lavorando sugli effetti della crisi, dall’altro si sta operando sugli aspetti strutturali che necessariamente ne condizioneranno la «ripartenza».
La politica economica della Provincia mira – dietro il sipario della crisi – a rigenerare il nostro tessuto produttivo innestando nel sistema locale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandroolivi.it/2011/07/04/centro-ricerche-a-rovereto-sviluppo-innovativo-e-qualita-del-lavoro/" target="_self"><img class="alignleft" title="Ricerca" src="http://www.witcom.com/sp/_sp/files/immagini/siccita.jpg" alt="" width="189" height="131" /></a>Il sistema economico trentino è in un momento delicato: da un lato si sta ancora lavorando sugli effetti della crisi, dall’altro si sta operando sugli aspetti strutturali che necessariamente ne condizioneranno la «ripartenza».<br />
La politica economica della Provincia mira – dietro il sipario della crisi – a rigenerare il nostro tessuto produttivo innestando nel sistema locale massicce dosi di conoscenza e di tecnologia.<br />
A questo fine risulta fondamentale valorizzare i luoghi di incontro tra il mondo delle imprese, della scuola, della formazione professionale e dell’università per favorire lo sviluppo innovativo del nostro territorio e per garantire in futuro quei posti di lavoro qualificato sempre più richiesti dal mercato.</p>
<p><span id="more-461"></span>Coerentemente con quest’analisi, nell’ambito dell’accordo tra il Gruppo Marangoni e Trentino Sviluppo del luglio 2010 giovedì scorso è stato sottoscritto l’atto che prevede la realizzazione della nuova palazzina che ospiterà il Marangoni Technical Center: il Centro ricerche che avrà come principale missione quella di individuare radicali innovazioni di prodotto e di processo nel settore del pneumatico e della gomma, con riferimento particolare ai pneumatici a basso impatto ambientale, alle tecnologie avanzate per la ricostruzione dei pneumatici e alle mescole per articoli tecnici. Il Centro collaborerà con la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Trento ed i ricercatori della Fondazione Bruno Kessler: vi lavoreranno circa 35 persone di alto profilo professionale.<br />
Sviluppo sostenibile, attenzione all’ambiente e all’innovazione, lavoro qualificato: questi quindi i driver che guidano le scelte per il futuro della nostra Provincia.<br />
Per ulteriori informazioni vi rimando al <a href="http://www.uffstampa.provincia.tn.it/CSW/c_stampa.nsf/416AD28B715DF727C12574BE0028F2B0/A99DB519A2DDC53CC12578BF004C3ACB">Comunicato stampa della Provincia</a>.</p>
<p><a href="http://www.uffstampa.provincia.tn.it/CSW/c_stampa.nsf/416AD28B715DF727C12574BE0028F2B0/A99DB519A2DDC53CC12578BF004C3ACB">http://www.uffstampa.provincia.tn.it/</a></p>
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		<title>Apiae: nuovo pacchetto di azioni per agevolare le imprese che accedono agli aiuti provinciali</title>
		<link>http://www.alessandroolivi.it/2011/06/29/apiae-nuovo-pacchetto-di-azioni-per-agevolare-le-imprese-che-accedono-agli-aiuti-provinciali/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 09:22:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		
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In un contesto economico - come quello attuale - attraversato da rapide e profonde trasformazioni troppo spesso la Pubblica amministrazione fa fatica ad adeguare i suoi strumenti di intervento.
A questo fine la Provincia sta profondamente rinnovando la disciplina relativa agli incentivi alle imprese proponendosi principalmente di semplificare le procedure e il quadro normativo e di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="innovation" src="http://www.comune.torino.it/torinoplus/files/File/home/04-innovazione.jpg" alt="" width="426" height="130" /></p>
<p>In un contesto economico - come quello attuale - attraversato da rapide e profonde trasformazioni troppo spesso la Pubblica amministrazione fa fatica ad adeguare i suoi strumenti di intervento.<br />
A questo fine la Provincia sta profondamente rinnovando la disciplina relativa agli incentivi alle imprese proponendosi principalmente di semplificare le procedure e il quadro normativo e di introdurre maggiore <strong>selettività</strong> negli aiuti al fine di sostenere i soggetti che difficilmente riescono a partecipare al mondo delle imprese, l’internazionalizzazione e le aggregazioni anche tramite il contratto di rete.</p>
<p><span id="more-455"></span><br />
In questo contesto venerdì scorso la Giunta provinciale ha approvato un pacchetto di deliberazioni che riguardano l’ambito di competenza dell’<em>Agenzia provinciale per l’incentivazione delle attività economiche (Apiae)</em> e che, complessivamente intese, intendono fornire un ulteriore, sensibile contributo al processo di semplificazione ed omogeneizzazione delle procedure per l’accesso ai benefici economici previsti dall’ordinamento provinciale a sostegno degli investimenti e a supporto dell’acquisizione di servizi da parte del mondo delle imprese. La principale novità è data dalla introduzione della procedura negoziale, che si aggiunge alle due procedure di valutazione già esistenti, per investimenti che superano 2,5 milioni di euro o che comunque garantiscono ricadute di forte interesse pubblico e favoriscono lo sviluppo della competitività del sistema nel suo complesso. In altre parole, per l&#8217;azienda è possibile aprire un tavolo di confronto con la Giunta e negoziare la possibilità di aiuti anche &#8220;rafforzati&#8221; rispetto a quelli standard, in termini percentuali o cumulando forme di diverse di aiuti (ad esempio un sostegno per attività di ricerca e sviluppo e l&#8217;assegnazione di un lotto all&#8217;interno di un&#8217;area produttiva).</p>
<p>Interventi che hanno quindi ricadute di forte interesse pubblico: si pensi innanzitutto a quelle occupazionali, ma anche a quelle che favoriscono la crescita dell&#8217;innovazione e della competitività in una filiera strategica, come la meccanica, l&#8217;elettronica, il legno. E&#8217; questo dunque un nuovo modo per rendere più flessibile e &#8216;premiale&#8217; l&#8217;intervento pubblico, in rapporto alla qualità del progetto.</p>
<p>Per informazioni più precise vi rimando al Comunicato stampa integrale.</p>
<p><a href="http://www.uffstampa.provincia.tn.it/csw/c_stampa.nsf/8d60911a745c25adc12574940035857e/03ebbea476db08a1c12578b800543299?OpenDocument" target="_blank">http://www.uffstampa.provincia.tn.it/</a></p>
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		<title>«Le reti di imprese»: Una opportunità per innovare e migliorare la competitività delle nostre imprese</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 07:41:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Pubblico la mia relazione al Convegno &#8220;Le agevolazioni della PAT per le reti di impresa&#8221; alle Cantine Ferrari del 23 giugno 2011
Già nel 1919, Alfred Marshall aveva analizzato il tema dell’integrazione fra le imprese, definendo chiaramente il distretto industriale, come efficace mezzo attraverso il quale le piccole-medie imprese potevano opporsi all’incedere delle grandi. Tale affermazione si regge [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Le reti di impresa" src="http://3.bp.blogspot.com/-qhmtw_Ya2CQ/Tb3Gz4jUtuI/AAAAAAAADMI/NmfSQ67Q2Og/s1600/rete+di+impresa.jpg" alt="" width="182" height="154" />Pubblico la mia relazione al Convegno &#8220;Le agevolazioni della PAT per le reti di impresa&#8221; alle Cantine Ferrari del 23 giugno 2011</p>
<p>Già nel 1919, Alfred Marshall aveva analizzato il tema dell’integrazione fra le imprese, definendo chiaramente il <em>distretto industriale</em>, come efficace mezzo attraverso il quale le piccole-medie imprese potevano opporsi all’incedere delle grandi. Tale affermazione si regge sul presupposto che i rendimenti crescenti di produzione non richiedano necessariamente la concentrazione in grandi stabilimenti e che possano essere ottenuti anche da imprese di piccole dimensioni collegate tra di esse ed integrate.</p>
<p><span id="more-450"></span><br />
<strong>Le politiche pubbliche favoriscono la crescita dimensionale delle imprese, anche attraverso la promozione delle reti</strong>. Nel caso specifico della Provincia autonoma di Trento, la normativa attualmente in vigore premia con un’aliquota <strong>maggiore di aiuto sia gli investimenti che consentono all’impresa di crescere individualmente, sia quelli di un’impresa che ha legami forti con altre imprese complementari</strong>, appartenendo ad una delle «filiere» individuate dalla Giunta provinciale.<br />
Nel caso di alleanze d’impresa che assumono una configurazione stabile, dando luogo ad un consorzio o ad una società consortile fra almeno tre imprese, con offerta ai consorziati di una serie di servizi di comune interesse, sono previste agevolazioni sia per la capitalizzazione sia sugli investimenti fissi.<br />
<strong>La politica di sviluppo economico della Provincia ha poi attribuito un ruolo di grande rilevanza ai cosiddetti «facilitatori» delle reti</strong>, quali i Confidi che, oltre a facilitare l’accesso al credito attraverso il rilascio di fideiussioni, su delega dell’Ente Pubblico concedono ed erogano incentivi per gli investimenti di importo limitato.<br />
Uno dei più importanti strumenti di politica industriale è rappresentato da Trentino Sviluppo, che gestisce in nome proprio e per conto della Provincia, un patrimonio di oltre un miliardo e agisce come una cabina di trasformazione di una rete, offrendo al tessuto imprenditoriale servizi di utilità collettiva e presidiando l’intelaiatura del tessuto produttivo locale.<br />
Stiamo ora procedendo alla <strong>rivisitazione del sistema degli incentivi alle imprese</strong>, il cui percorso si trova in una fase molto avanzata: il testo unificato del disegno di legge di riforma verrà discusso in Consiglio provinciale il prossimo mese. Con il testo di riforma, oltre all’obiettivo di semplificare ulteriormente ed aggiornare il quadro normativo a disposizione delle imprese per il sostegno degli investimenti, si intende introdurre una maggiore <strong>selettività</strong>, finalizzata ad indirizzare e focalizzare gli interventi verso:<br />
- soggetti che più difficilmente riescono a partecipare al mondo delle imprese;<br />
- la crescita della competitività delle imprese sui mercati internazionali attraverso innovazione, crescita dimensionale e conoscenze specializzate;<br />
- la promozione di una struttura del mercato più concorrenziale, in grado di offrire maggiori opportunità di investimento e maggiore efficienza economica sia dal lato dell’offerta che da quello della domanda sui mercati locali ed internazionali.<br />
In tale contesto trovano posto interventi mirati allo sviluppo delle reti d’impresa con fornitori, clienti e mercati che diventano sempre più internazionali. E ciò anche in considerazione del fatto che il sistema imprenditoriale trentino è costituito principalmente da piccole e medie imprese e tale dimensione ridotta rende difficoltoso e particolarmente oneroso l’accesso ai mercati, alle informazioni, al credito e pone, quindi, ostacoli rilevanti alla competitività.<br />
Per affrontare gli svantaggi connessi alle ridotte dimensioni, risulta estremamente utile favorire lo sviluppo di <strong>forme di integrazione, quali le reti</strong>, che consentano di superare i limiti della frammentazione, salvaguardando allo stesso tempo l’autonomia della singola impresa.<br />
Attraverso i contratti di rete, le imprese potranno realizzare progetti industriali comuni in grado di generare vantaggi competitivi, nelle strategie di marketing, nello sviluppo di reti di sub-fornitura e nella realizzazione di progetti di innovazione e ricerca. Queste esperienze di integrazione tra imprese potranno rafforzare un orientamento strategico basato sul radicamento in un territorio collaborativo e proiettato sui mercati globali.<br />
La <strong>promozione delle alleanze tra imprese</strong> diviene quindi un’asse delle politiche provinciali, per cui, accanto alla conferma delle menzionate agevolazioni a favore dei consorzi, sono stati previsti contributi in conto capitale in favore dell’organo comune per l’esecuzione del contratto di rete:<br />
- fino al 30% delle spese legali, amministrative e di consulenza sostenute per addivenire alla sottoscrizione del contratto di rete;<br />
- fino al 50% del valore di costituzione della quota del fondo patrimoniale comune destinata a: formazione del personale, acquisto di hardware e software, acquisizione di brevetti e di diritti di utilizzazione di tecnologie e di consulenze specialistiche finalizzate allo sviluppo del progetto di rete.<br />
Concludo il mio intervento citando un passaggio tratto da <em>La civiltà dell’empatia</em> di Jeremy Rifkin:<br />
<em>L’idea convenzionale che interpreta le transazioni di mercato come scontri fra avversari è stata sconfessata dalle reti collaborative basate su strategie di beneficio reciproco. Nelle reti, ottimizzare gli interessi degli altri significa anche aumentare il proprio patrimonio e il proprio valore. La cooperazione vince sulla concorrenza</em>.<br />
Le nostre politiche d’intervento sono fiduciose che sia proprio così.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Meccatronica, primi 80 posti di lavoro</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 13:31:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[di Nicola Guarnieri - da l&#8217;Adige, 18/06/2011, p.34

Sette milioni di euro di investimento e, soprattutto, 80 nuovi posti di lavoro in un settore in crisi da tre anni come quello dell&#8217;industria. È questa la sintesi dell&#8217;accordo firmato ieri mattina tra Provincia e «Bonfiglioli Riduttori spa», azienda emiliana leader mondiale nel settore delle trasmissioni per l&#8217;industria, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandroolivi.it/wp-content/uploads/2011/06/ad1806rov3-34.pdf" target="_blank">di Nicola Guarnieri - da l&#8217;Adige, 18/06/2011, p.34</a></p>
<p><a href="http://www.alessandroolivi.it/wp-content/uploads/2011/06/adirov301a3420110618.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-446" title="adirov301a3420110618" src="http://www.alessandroolivi.it/wp-content/uploads/2011/06/adirov301a3420110618-300x240.jpg" alt="" width="240" height="192" /></a></p>
<p>Sette milioni di euro di investimento e, soprattutto, 80 nuovi posti di lavoro in un settore in crisi da tre anni come quello dell&#8217;industria. È questa la sintesi dell&#8217;accordo firmato ieri mattina tra Provincia e «Bonfiglioli Riduttori spa», azienda emiliana leader mondiale nel settore delle trasmissioni per l&#8217;industria, le macchine semoventi e le energie rinnovabili che aprirà un nuovo stabilimento a Rovereto entro la fine dell&#8217;anno. Si tratta di un centro di ricerca ospitato in quello che diventerà il polo della meccatronica. Ed è proprio questa evoluzione di quello che ora si chiama polo tecnologico ad aver attirato Bonfiglioli in città. E non è certo una presenza leggera visto che la società, oltre ad investire denaro fresco e fondamentale per il rilancio dell&#8217;economia, assumerà da subito 20 ricercatori e, a regime, altri 60 tra periti e operai. E poi, particolare non trascurabile, opererà a stretto contatto con la facoltà di Ingegneria e con gli istituti superiori che troveranno alloggio a San Giorgio e da dove, un domani, saranno pescati i futuri dipendenti.</p>
<p><span id="more-445"></span> Insomma, si tratta di una vera boccata d&#8217;ossigeno per l&#8217;occupazione ma pure per l&#8217;industria. Il colosso, che vanta dieci stabilimenti in tutto il mondo, porta a Rovereto l&#8217;unica sede della ricerca e, nel giro di un paio di anni, arriverà anche un punto produttivo e, di conseguenza, manodopera manifatturiera e non solo centro di sviluppo. Ovviamente la ricerca rimane l&#8217;obiettivo primario. Ma, come detto, ci sarà spazio anche per la produzione. L&#8217;avvento di Bonfiglioli, tra l&#8217;altro, si inserisce in un preciso disegno che la Provincia ha previsto per la città della Quercia. Il polo della meccatronica, infatti, occuperà 13 ettari a S. Giorgio di cui tre per le scuole (Itis Marconi e Cfp Veronesi) e il resto per l&#8217;attività produttiva che da qui al prossimo millennio costituirà il rilancio industriale del Trentino con Rovereto capitale. Il protocollo d&#8217;intesa, dunque, prevede l&#8217;impegno di Bonfiglioli a rendere operativo entro dicembre un primo nucleo del centro di ricerca, con un investimento iniziale di 2 milioni di euro, che si insedierà in via Zeni su mille metri quadrati. Il progetto di insediamento si adeguerà alle effettive esigenze del gruppo con investimenti per circa 1,5-2 milioni annui dal 2013 al 2015 e l&#8217;aggiunta di nuovi spazi di produzione e dunque una fabbrica vera e propria accanto allo studio di nuovi motori. La Provincia, invece, tramite Trentino Sviluppo assicurerà il miglior apporto possibile in termini di collaborazioni con Università e Fondazione Bruno Kessler ma anche Itis Marconi e Veronesi. Ad attrarre Bonfiglioli a Rovereto, come detto, è stato proprio il progetto del polo della meccatronica, luogo fisico in cui collaboreranno in modo sinergico il mondo dell&#8217;impresa, della ricerca e della formazione. Una cittadella dello studio e del lavoro che alle casse provinciali costerà 55 milioni di euro ma che dovrebbe davvero unire scuola e fabbrica per evitare sacche di disoccupazione in futuro. E in questo contesto si inserisce pure il progetto di costruire al Follone uno studentato. Il trasferimento e il potenziamento dei due istituti superiori di S. Ilario e piazzale Orsi, infatti, già a partire dal prossimo anno scolastico attireranno in città migliaia di giovani non solo dal Trentino ma anche dal resto del Nord Italia. Dopo tanti preamboli, dunque, qualcosa si sta finalmente muovendo, in attesa dell&#8217;avvio in grande stile dell&#8217;altro grande polo nella nuova industria roveretana, Manifattura Domani con l&#8217;energia alternativa e l&#8217;edilizia sostenibile. Tornando alla società emiliana, è stata fondata nel 1956 a Bologna e negli anni ha compiuto un significativo percorso di crescita ed espansione, affermandosi come player globale in grado di realizzare soluzioni innovative per il controllo e la trasmissione di potenza nell&#8217;industria e nelle macchine operatrici semoventi e per le energie rinnovabili. Le applicazioni nel settore «mobile» vanno dagli argani idraulici alle attrezzature portuali, dalle trasmissioni per escavatori a quelle per macchine agricole, dai mescolatori di calcestruzzo alle piattaforme aeree.</p>
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		<title>Centro di R&#038;S Bonfiglioli Spa: lo sviluppo del Polo della meccatronica</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 10:40:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Segnalo il link al Comunicato stampa relativo all’insediamento della Bonfiglioli Spa, azienda leader mondiale nel settore delle trasmissioni per l’industria, le macchine semoventi e le energie rinnovabili, presso il Polo Tecnologico di Rovereto.
Sicuramente l’accordo dimostra l’attrattività del nostro territorio e rafforza la filiera della meccatronica del Trentino.
Il Polo della meccatronica non è solo un perimetro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.uffstampa.provincia.tn.it/csw/c_stampa.nsf/0/AB7DBC5935B67A9CC12578A2004FEC58" target="_blank"><img class="alignleft" title="Meccatronica" src="http://www.educationduepuntozero.it/Community/2010/03/02/img/ficara_big.jpg" alt="" width="258" height="126" /></a>Segnalo il <a href="http://www.uffstampa.provincia.tn.it/csw/c_stampa.nsf/0/AB7DBC5935B67A9CC12578A2004FEC58" target="_blank"><em>link</em> </a>al <a href="http://www.uffstampa.provincia.tn.it/csw/c_stampa.nsf/0/AB7DBC5935B67A9CC12578A2004FEC58">Comunicato stampa </a>relativo all’insediamento della Bonfiglioli Spa, azienda leader mondiale nel settore delle trasmissioni per l’industria, le macchine semoventi e le energie rinnovabili, presso il Polo Tecnologico di Rovereto.<br />
Sicuramente l’accordo dimostra l’attrattività del nostro territorio e rafforza la filiera della meccatronica del Trentino.<br />
Il Polo della meccatronica non è solo un perimetro fisico entro cui riorganizzare la presenza di funzioni già esistenti ma un polo per la ricerca e lo sviluppo dell’impresa dove le aziende si interfacciano con il mondo della scuola, della formazione professionale e dell’università per attuare un processo di rigenerazione del tessuto produttivo sotto l’egida dell’economia della conoscenza. Solo così potremmo garantire in futuro quei posti di lavoro qualificato che anche oggi in tempo di crisi sono richiesti dal mercato. Sono scelte queste che valorizzano non solo la grande tradizione industriale e produttiva della città di Rovereto ma soprattutto un nuovo modello di relazioni tra economia, territorio e nuovi saperi.</p>
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		<title>“Crescita economica e centralità del lavoro” - Conferenza programmatica del PD del Trentino - 28 maggio</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 10:41:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[ Il testo del mio intervento alla Conferenza Programmatica del Partito democratico del Trentino di sabato 28 maggio 2011
Da ormai quasi tre anni lo scenario globale economico e sociale dominante è rappresentato dalla crisi insidiosa che ha impattato anche sul Trentino.
Sia chiaro, non si tratta di una fase recessiva originata e sviluppatasi dentro i confini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandroolivi.it/wp-content/uploads/2011/05/27052011_relazione_programmatica_sulleconomia.pdf" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-425" title="pd20ass" src="http://www.alessandroolivi.it/wp-content/uploads/2011/05/pd20ass.jpg" alt="" width="265" height="124" /></a> <strong>Il testo del mio intervento alla <em>Conferenza Programmatica </em>del Partito democratico del Trentino di sabato 28 maggio 2011</strong></p>
<p>Da ormai quasi tre anni lo scenario globale economico e sociale dominante è rappresentato dalla crisi insidiosa che ha impattato anche sul Trentino.<br />
Sia chiaro, non si tratta di una fase recessiva originata e sviluppatasi dentro i confini della nostra Autonomia, quanto piuttosto di una crisi “importata”, una vera e propria messa in discussione di un modello di sviluppo.<br />
Forse dovremo convincerci a modificare anche il lessico corrente e parlare sempre meno di “crisi” e più di “cambiamento” strutturale degli equilibri economico-sociali i quali saranno profondamente diversi da quelli che abbiamo conosciuto in precedenza.<br />
Questo per dire che anche e soprattutto in tema di economica e lavoro la nostra autonomia dovrà essere sempre più strumento e laboratorio per sperimentare nuovi modelli e nuove vie, senza illuderci di vivere in un contesto impermeabile a ciò che accade in Italia, in Europa e nel Mondo.</p>
<p><span id="more-426"></span>Questo vale anche per il P.D. del Trentino naturalmente.<br />
Si pensi che i partiti progressisti europei per uscire dall’attuale stagnazione economica e contrastare il rischio della crisi strutturale dell’occupazione hanno varato un comune programma che prevede investimenti per l’innovazione, nuovi standard retributivi europei, politiche condivise di più equilibrata distribuzione del reddito da lavoro.<br />
In Trentino la crisi è stata contrastata con una robusta manovra finanziaria con cui la Provincia ha orientato la propria azione alla salvaguardia del tessuto delle imprese, a sostenere l’occupazione e le fasce deboli.<br />
Pur in un contesto di forte criticità non si sono registrati gravi fenomeni di lacerazione sociale e le imprese hanno sostanzialmente retto l’urto violento della recessione.<br />
Una manovra complessivamente di quasi un miliardo e trecentomilioni di euro che alla fine del 2010 ha limitato il calo del PIL dell’1% rispetto al 2008 (- 5,3 Italia), la disoccupazione al 4,3% (8,5% Italia) salvaguardando un gettito annuo di circa 85 milioni di Euro.<br />
L’effetto delle azioni anticongiunturali poste in essere dalla Provincia hanno riguardato soprattutto il sostegno al riassetto finanziario delle imprese e il loro rafforzamento patrimoniale, la maggiorazione delle misure a sostegno degli investimenti, il piano straordinario di Trentino Sviluppo, gli interventi a favore del mantenimento dell’occupazione (il “Fondo Olivi” ha coinvolto 11.000 lavori stabilizzati per due anni) nonché una intensificazione della domanda pubblica di beni e servizi al servizio delle aziende locali.<br />
Senza dimenticare le azioni a sostegno del lavoro e del reddito a noi tutte note cui mi permetto di aggiungere una proposta che si è concretizzata in corso d’opera e che è scaturita proprio dalla collaborazione tra il Sindacato e il PD quale quella del sostegno al reddito dei lavoratori in cassa integrazione collegato a politiche attive di formazione.<br />
Il Trentino ha dunque resistito ai contraccolpi della crisi ma sarebbe illusorio guardare all’indietro pensando che la struttura economica esistente possa alla lunga partecipare all’economia globale senza una profonda rigenerazione orientata all’innovazione.<br />
E’ necessario invertire il trend che vede da tempo una debole dinamica della produttività della nostra economia.<br />
La crisi infatti ha operato anche quale causa di una più accelerata emersione degli elementi di debolezza del sistema.<br />
La ridotta dimensione delle imprese, la tendenziale loro scarsa patrimonializzazione, la scarsa apertura ai mercati esterni su tutti.<br />
Ecco perché oggi è quanto mai necessario attuare politiche orientate al rafforzamento strutturale e allo sviluppo della competitività della piattaforma economica locale.<br />
Con il nuovo disegno di legge in materia di incentivi alle imprese ci siamo proposti l’obiettivo, in un contesto di maggiore selettività dell’intervento pubblico, di stimolare gli investimenti a maggior valore aggiunto puntando su innovazione e ricerca, internazionalizzazione, interconnessione, aggregazione e reti, stimolo alla nascita di nuove imprese con particolare attenzione ai giovani e alle donne.<br />
Non sarà semplice né scontato perseguire il riposizionamento strategico del nostro sistema produttivo in quanto ciò implica un’azione sistemica che si sviluppa su più livelli: educazione, ricerca di base e applicata, trasferimento tecnologico, il tutto con l’obiettivo di trasformare il sapere in valore economico.<br />
Occorre poi essere consapevoli che i processi innovativi sono sempre più caratterizzati da cicli interattivi nei quali le componenti di più discipline si fertilizzano a vicenda e che qualsiasi politica di sviluppo non può essere coronata dal successo senza una adeguata disponibilità di capitale umano qualificato per cui il Trentino deve, come già da tempo ha iniziato a fare, investire sempre di più nell’istruzione, nella ricerca, nella formazione permanente, nell’irrobustimento dei suoi poli tecnologici e scientifici.<br />
Dobbiamo costruire un’economia intelligente, sostenibile, inclusiva ma che ponga anche la coesione sociale come uno dei suoi obiettivi primari.<br />
Occorre dunque una forte tensione riformatrice che favorisca processi di crescita maggiormente rispettosi dell’equità e della solidarietà per uno sviluppo della comunità trentina che si fondi innanzitutto sull’enorme patrimonio dato dal suo capitale sociale ed identitario.<br />
**<br />
Le rapide trasformazioni in atto hanno cambiato e cambieranno sempre più in futuro anche la tradizionale struttura del mercato del lavoro.<br />
Le vicende dell’economia globale e della crisi sociale che ne è la conseguenza hanno determinato negli ultimi mesi reazioni e mobilitazioni che si fanno comprendere come ormai siamo seduti sua una vera e propria “polveriera sociale”, anche se qualcuno per troppo tempo ha voluto far finta di niente.<br />
E sono stati, come altre volte nella storia è accaduto, i giovani per primi a dare segnali di ribellione contro una politica che è come abbia confiscato loro il futuro.<br />
E’ molto difficile e soprattutto sbagliato fare spallucce a una richiesta così corale che non ha per ora una canalizzazione politica ma anche anzi rischia di colorarsi di antipolitica.<br />
Si tratta di una spinta sociale che deve semmai servire ad affrontare finalmente una stagione di riforme che non possono limitarsi al pur doveroso controllo dei conti pubblici perché diventa prioritario innescare processi di crescita, di aumento della produttività e di sostegno al reddito e ai consumi.<br />
L’inefficienza del mercato del lavoro infatti è la conseguenza della continua erosione della competitività che caratterizza da anni la politica del nostro paese.<br />
Servono riforme vere per modificare la struttura dell’economia ossia per renderla più efficiente e reattiva.<br />
Il disorientamento che milioni di giovani oggi vivono in Italia come altrove non è solo legato al timore di restare senza pensione o alla nostalgia di garanzie che loro stessi non hanno mai conosciuto.<br />
E’ uno smarrimento che nasce anche dalla voglia di costruire qualcosa di nuovo che appartenga più a loro che alle generazioni precedenti, qualcosa di più vicino al resto d’Europa e del mondo e che loro ben conoscono.<br />
In altre parole non cercano una gabbia arrugginita che li intrappoli, ma una rete che li aiuti a non fracassarsi quando provano a volare.<br />
Proprio partendo da questa consapevolezza la Giunta Provinciale sta indirizzando le proprie politiche industriali e del lavoro con alcune proposte anche che provengono dal Partito Democratico, come quella che prevede il coinvolgimento dei lavoratori in alcune decisioni che riguardano la gestione delle aziende industriali.<br />
Vi è poi la necessità di ridurre la distanza tra la scuola, l’alta formazione, la ricerca e le imprese per far si che i talenti, intesi come portatori di competenze, possano trovare una struttura economica in cui finalizzare le loro aspettative di lavoro.<br />
Ed ancora rafforzare lo strumento dell’apprendistato, incoraggiare la trasformazione dei contratti di lavoro atipici, ridurre i tempi di ingresso nel mercato del lavoro, così come l’asimmetria tra domanda e offerta di lavoro con politiche formative di informazione, di orientamento e di analisi di fabbisogni professionali. Ma anche e soprattutto garantire maggiore equità del sistema Welfare promuovendo misure universalistiche svincolando le politiche di sostegno e stabilità dei redditi dei lavoratori dalle condizioni di dipendenza degli stessi dalle imprese, perché in una democrazia matura il godimento dei diritti sociali non può dipendere dalla condizione lavorativa o non lavorativa dei cittadini.<br />
Oggi più che mai proteggere il lavoratore significa fare in modo che l’investimento in conoscenza e formazione produca i suoi frutti, possa essere accresciuto nel tempo, sappia ampliare le possibilità di scelta dei singoli lavoratori e che sia accompagnato da nuove tutele non meno forti delle precedenti ma più adatte al nuovo scenario.<br />
In questo il Partito Democratico al governo dell’autonomia del Trentino deve sapersi porre come il soggetto maggiormente impegnato e capace nel favorire l’incontro tra le politiche di distribuzione del valore con quelle della sua produzione.</p>
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		<title>Sostegno allo sviluppo e al lavoro: accesso al credito e filiera dell&#8217;edilizia</title>
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		<pubDate>Sat, 07 May 2011 11:02:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Il nuovo strumento di sostegno finanziario alle imprese edili reso operativo con la sottoscrizione – mercoledì scorso (4 maggio) – della  convenzione tra i Confidi trentini e le Banche si colloca nell’alveo della strategia anticrisi che la Provincia ha messo in campo in questi anni. Tale convenzione punta a dare piena operatività al nuovo Fondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Edilizia sostenibile" src="http://archingeo.files.wordpress.com/2007/11/casa-passiva.jpg" alt="" width="224" height="123" />Il nuovo strumento di sostegno finanziario alle imprese edili reso operativo con la sottoscrizione – mercoledì scorso (4 maggio) – della  convenzione tra i Confidi trentini e le Banche si colloca nell’alveo della strategia anticrisi che la Provincia ha messo in campo in questi anni. Tale convenzione punta a dare piena operatività al nuovo Fondo Rischi a destinazione speciale per il sostegno finanziario alle imprese con più di 10 dipendenti che operano nell’edilizia istituito dalla Giunta provinciale lo scorso gennaio.<br />
La motivazione complessiva di tale provvedimento va ricercata nel fatto che, se da un lato tutta la filiera dell’edilizia rappresenta, per l’economia del Trentino e per l’occupazione che vi è connessa, un fattore strategico, dall’altro lato l’accesso al credito da parte di questo comparto risulta difficile, per cui è necessario individuare strumenti idonei che lo facilitino.</p>
<p><span id="more-396"></span><br />
In questo contesto va precisato che l’intervento è rivolto alle aziende con più di 10 dipendenti sostanzialmente per due ragioni: in primo luogo perché queste aziende sono quelle più robuste e di maggior impatto sociale in termini di occupazione e in secondo luogo perché la Manovra anticrisi del 2009 ha inciso soprattutto sulle imprese minori.<br />
Il Fondo prevede un importo complessivo pari a 150 milioni di €, mentre ogni singola azienda potrà essere finanziata per un importo massimo di 1,5 milioni di €; i finanziamenti si concretizzeranno in una garanzia fino al 50% dell’importo delle operazioni creditizie che le singole imprese potranno eventualmente effettuare con il sistema bancario; almeno il 50% del credito ottenuto da ogni impresa dovrà essere destinato al pagamento dei debiti di fornitura nei confronti dei subappaltatori o dei fornitori, mentre la parte rimanente potrà consentire alle imprese maggiore liquidità per attività e investimenti.<br />
<strong>Si tratta quindi di uno strumento flessibile e con un’importante clausola in base alla quale il credito erogato va sì in capo all’azienda richiedente, ma poi si spalma su tutta la filiera, a beneficio anche delle aziende minori creditrici.</strong><br />
<em>Si ricorda che le imprese interessate, qualora non lo avessero già fatto, hanno tempo per presentare domanda di accesso al Fondo, tramite il Confidi di appartenenza, entro il prossimo 31 maggio.</em><br />
<strong>Accanto però ad iniziative emergenziali per poter intercettare la ripresa è necessario pensare ad azioni pubbliche stimolatrici che mirino a rendere più competitiva la struttura del settore dell’edilizia trentina. </strong>Ad oggi infatti la ridotta dimensione delle aziende e una filiera dell’edilizia trentina che ad oggi non è strutturata e non presenta aziende leader che facciano da locomotiva creano seri ostacoli alle imprese trentine nell’aggiudicazione delle opere di maggiore valore. Si deve quindi cominciare a ragionare, insieme alle categorie, intorno all’opportunità di costruire una filiera dell’edilizia trentina. Si tratta infatti di stabilire con quali nuovi approcci, di tipo industriale, le aziende possono vedere aumentata la propria competitività, proprio attraverso politiche di filiera vera e propria, valorizzandone le specialità. Si pensi ad una sorta di distretto diffuso, a partire da un invito chiaro che va fatto alle categorie: devono comprendere che la sfida in atto non ammette più di difendere rendite di posizione. Dunque meno immobiliare e più modelli organizzativi di tipo industriale: tra qualche anno la situazione del settore edilizio, rispetto al periodo precrisi, sarà radicalmente mutata e avremo meno imprese, proprio a partire dal venire meno di stategie troppo legate alle sole scelte immobiliari e a favore invece di una visione - e di una necessaria sinergia - capace di guardare ad un modo di operare più squisitamente industriale. Su questo c&#8217;è l&#8217;impegno ribadito della Provincia a costruire momenti di aggregazione e ci sono filoni su cui puntare, da subito: dalla riqualificazione energetica degli edifici ad una domanda pubblica che attraverso la definizione di regole possa favorire proprio le aziende trentine. La legge sugli appalti, approvata da pochi giorni, è una prima risposta offerta alle imprese trentine per essere maggiormente protagoniste nelle opere pubbliche, attribuendo assoluto valore all’aspetto qualitativo.</p>
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		<title>Commercio: intervista sul Trentino</title>
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		<pubDate>Thu, 05 May 2011 09:39:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Commercio]]></category>

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		<description><![CDATA[«I Comuni? Paura di governare»
04 maggio 2011 — pagina 14 sezione: Cronaca

TRENTO. «Il bello è che i soggetti che più sono favoriti dalla nuova legge di riforma del commercio sono quelli che più fanno resistenze». E di questo l’assessore Alessandro Olivi non riesce a capacitarsi, tanto da chiedersi se effettivamente le richieste di autonomia avanzate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«I Comuni? Paura di governare»<br />
04 maggio 2011 — pagina 14 sezione: Cronaca</p>
<p><a href="http://www.gruppoprovincialepd.tn.it/index.php/ita/content/download/1510/11645/file/Olivi%20-%20legge%20commercio%20-%204mag11.pdf"><img class="alignleft size-full wp-image-394" title="commercio" src="http://www.alessandroolivi.it/wp-content/uploads/2011/05/commercio.jpg" alt="" width="241" height="223" /></a></p>
<p>TRENTO. «Il bello è che i soggetti che più sono favoriti dalla nuova legge di riforma del commercio sono quelli che più fanno resistenze». E di questo l’assessore Alessandro Olivi non riesce a capacitarsi, tanto da chiedersi se effettivamente le richieste di autonomia avanzate dai Comuni non sia premature visto che poi, di fronte a una concessione di “potere”, non sanno cosa farsene.<br />
«Ho l’impressione che molti non abbiano capito questa riforma - si sfoga l’assessore - primi fra tutti i sindaci. Per una volta che la Provincia si spoglia di una sua prerogativa, si preferisce quasi che l’imposizione arrivi dall’alto pur di non esercitare l’“autodeterminazione”». Il tema del dibattito è quello della classificazione dei Comuni in turistici, accolta con un vespaio di polemiche soprattutto da quelli declassati, Pergine e Mori su tutti.</p>
<p><span id="more-391"></span><br />
E Olivi non si nasconde nello spiegare da dove prende le mosse questa riforma. «Vogliamo premiare le imprese commerciali a discapito delle rendite di posizione. Perché, parliamoci chiaro, la programmazione commerciale finora è stata indirizzata da una spinta immobiliare che ha privilegiato la quantità alla qualità. E questa spinta omologatrice i Comuni non sono riusciti a governarla. Anche per questo ora è tornata in capo alla Provincia, ponendo un freno al proliferare di centri commerciali». Ma l’altro aspetto sottolineato da Olivi è quello della responsabilità messa in capo ai Comuni e ai soggetti protagonisti del commercio cittadino proprio con la nuova legge. «A mio avviso è una scelta coraggiosa, che riforma radicalmente una situazione di stallo incancrenita con gli anni. Ora diamo a ciascun territorio la possibilità (attenzione, la possibilità non l’obbligo) di concertare le risposte migliori per rendere le nostre cittadine più accoglienti e più calde. Si lamentano i sindacati? Curioso. E’ la prima volta che a loro viene dato diritto di parola perché al tavolo comunale possono partecipare anche loro. Preferivano il decreto della Provincia? Pare di capire che faceva comodo a tutti che fosse l’assessore a decidere per tutti, così poi era più facile lamentarsi. Ora invece ciascun territorio è protagonista. Da questo punto di vista mi è piaciuto il ragionamento di Trento e Rovereto che hanno capito lo spirito e si stanno organizzando creando le premesse per arrivare ad una graduale apertura di domenica accanto a manifestazioni a supporto».<br />
Ad Olivi non piace il ragionamento di legare la “turisticità” delle zone alla presenza dei centri commerciali. «Cosa succederebbe a Pergine, ma non solo, se vi fosse il via libera dodici mesi all’anno? Che il più forte potrebbe tenere sempre aperto e il centro storico resterebbe un deserto. Diverso è coinvolgere tutti i soggetti in un confronto ed accompagnare le aperture con iniziative coinvolgenti. Questo è il ragionamento che stanno facendo Trento e Rovereto. E che dovrebbero fare anche Pergine, piuttosto che Mori o Borgo».<br />
Va anche detto che la differenza tra i Comuni turistici (68, individuati dalla legge) e quelli a forte attrazione commerciale (i centri più grossi) c’è una differenza di due mesi. A questi ultimi è concessa l’apertura “solo” 9 mesi all’anno più dicembre. «E’ il frutto - spiega Olivi - di una mediazione che, in effetti, potrebbe anche non avere giustificazione, se non per il fatto che comunque obbliga i territori a confrontarsi per trovare la soluzione più favorevole in modo progressivo».<br />
Olivi rivendica le potenzialità di una riforma che definisce anticipatrice. «Assistiamo in questi giorni al dibattito nazionale con i sindaci di Firenze e Torino che pretende l’autonomia decisionale sui temi che toccano i loro cittadini. Noi siamo già al passo successivo, con una legge che almeno sulle aperture dei negozi e sull’estensione degli orari affida proprio questa autonomia ai territori. Stiamo dando opportunità e togliamo imposizioni. Certo, poi il discorso dovrebbe ampliarsi anche ad altri aspetti. Perché noi apriamo i negozi, ma poi turisti e cittadini trovano i ristoranti chiusi. Ecco quindi un altro stimolo per tutti i soggetti deputati all’accoglienza e al commercio per sollecitare un movimento virtuoso di proposte e di occasioni di vita nei centri cittadini. Mi aspetterei categorie e consorzi che si presentano dal sindaco per proporre idee e iniziative, non certo questa paura di assumersi la responsabilità di governare».</p>
<p>-<br />
Robert Tosin</p>
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		<title>«Lease back, adesso si cambia»</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Apr 2011 07:38:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[dal TRENTINO di giovedì 21 aprile 2011
TRENTO. «Se qualcuno si è messo in testa che Trentino Sviluppo sia una banca, dovrà cambiare idea. Sradicheremo quest&#8217;illusione, cominciando a cambiare i criteri dei lease back». E&#8217; deciso Alessandro Olivi nel confermare la nuova stagione della politica industriale contenuta nella proposta di revisione della legge 6: «L&#8217;emergenza e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.partitodemocraticotrentino.it/uploaded/Olivi_1.pdf" target="_blank">dal TRENTINO di giovedì 21 aprile 2011</a><br />
TRENTO. «Se qualcuno si è messo in testa che Trentino Sviluppo sia una banca, dovrà cambiare idea. Sradicheremo quest&#8217;illusione, cominciando a cambiare i criteri dei lease back». E&#8217; deciso Alessandro Olivi nel confermare la nuova stagione della politica industriale contenuta nella proposta di revisione della legge 6: «L&#8217;emergenza e gli interventi straordinari non possono durare in eterno».<br />
<span id="more-387"></span>Il lease back, il salvagente sognato da ogni impresa in difficoltà con il mercato e con le rate dei mutui. Un meccanismo collaudato: Trentino Sviluppo (capiamoci, la Provincia) compera a prezzo di mercato terreno e muri dell&#8217;azienda la quale, contemporaneamente, s&#8217;impegna a riacquistarli a rate in dieci o più anni. Effetto: un bel po&#8217; di soldi liquidi per tirare avanti, salvare posti di lavoro e, sempre più negli ultimi tempi, pagare i debiti con le banche. Ecco, è l&#8217;accentuazione, probabilmente per colpa della crisi finanziaria, di quest&#8217;ultimo effetto che ha snaturato la ragione primaria dell&#8217;operazione, cioè assicurare liquidità alle imprese per ristrutturarsi e rilanciarsi, non per coprire il rischi delle banche. «L&#8217;idea che Trentino Sviluppo sia diventata una sorta di banca pubblica salva-aziende sta diffondendosi. La prospettiva è strabica e crea illusioni, ma sopratutto pone su un terreno sbagliato i rapporti tra imprese e politica industriale. La Provincia sostiene la produzione ed il lavoro» precisa l&#8217;assessore all&#8217;industria «ed è tempo di rimettere a fuoco l&#8217;obiettivo». Un dato per tutti: negli uffici roveretani di Trentino Sviluppo giacciono domande di intervento per 250 milioni di euro. Una bella cifra, che si aggiunge ai 145 milioni di operazioni effettuate nel quadriennio 2007-2010 che hanno coinvolto 12 società, garantendo il posto di lavoro per 5 anni a 2.877 dipendenti. Un intervento, quello del lease back, che si affianca alle partecipazioni dirette della spa presieduta da Paolo Mazzalai, portando l&#8217;impegno pubblico a sostegno della produzione a 500 milioni di euro. Un investimento che, hanno calcolato gli uffici di Piazza Dante, contribuisce al Pil provinciale per 192 milioni l&#8217;anno se si calcolano solamente stipendi e profitti (certamente riscossi in Trentino), ma che salgono a 1.200 milioni l&#8217;anno considerando gli esborsi per tutti i fattori produttivi. «Un lavoro importante, sopratutto in tempi di crisi. Ma il lease back deve mantenere la natura di strumento straordinario, di leva per l&#8217;innovazione, non di soluzione per pagare le banche» insiste Olivi. Che proporrà alla giunta, nel quadro delle nuove direttive per Trentino Sviluppo, una revisione dei criteri per la concessione del finanziamento. Nessuna virata, ma una correzione di rotta che riallinea lo strumento all&#8217;obiettivo originario: avranno anzitutto priorità di accoglimento le domande che proporranno un miglior rapporto tra finanziamento richiesto e garanzie occupazionali e, secondo elemento, saranno favorite le imprese il cui piano di ristrutturazione sarà partecipato da altri capitali privati. In altre parole: sarà valutato più credibile il piano che veda il coinvolgimento di altri imprenditori o, caso più probabile, delle stesse banche già esposte con quell&#8217;azienda. Insomma: va bene trasferire alla Provincia il rischio di credito degli istituti, ma solo fino ad un certo punto. Il lease back dev&#8217;essere strumento di rilancio industriale, non il rifugio dei banchieri. E&#8217; probabile che ad Olivi toccherà sopportare qualche mugugno da parte degli uomini del credito, ma l&#8217;assessore si mostra determinato e concentrato su altre priorità. «Sì, sono sereno perché il bilancio di due anni di manovra anti crisi è positivo. Il miliardo e 300 milioni investito dalla giunta provinciale tra il 2008 ed il 2010 ha contenuto in Trentino la perdita del Pil ad un meno 1% contro il meno 5,3% nazionale. Il che ci consentirà di ritornare ai livelli pre crisi 2007 entro i primi 9 mesi di quest&#8217;anno, allineati alle migliori economie europee. Mentre sempre la manovra ha sostenuto il gettito tributario provinciale con un incremento di 85 milioni annui, il che ci consentirà di recuperare in 15 anni l&#8217;intervento d&#8217;emergenza. Ci saranno ancora momenti duri, sopratutto in alcuni settori - penso all&#8217;edilizia ed all&#8217;autotrasporto - ma la fase acuta della recessione è stata superata» conclude Olivi «ora dobbiamo concentraci sulle nuove prospettive di crescita».</p>
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		<title>Un soggetto importante per l&#8217;innovazione: il CEii</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Apr 2011 14:22:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Venerdì scorso (15 aprile) è stato approvato dalla Giunta provinciale, su mia proposta, il programma di interventi diretti a qualificare l&#8217;attività artigiana, proposto dal Consorzio CEii Trentino (Centro Europeo di Impresa e di Innovazione – consorzio nato per supportare ed assistere le piccole imprese improntate allo sviluppo dell&#8217;innovazione) per il 2011.

In questi anni il CEii [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ceii.it/it/" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-383 alignleft" title="logoceii" src="http://www.alessandroolivi.it/wp-content/uploads/2011/04/logoceii-300x68.png" alt="" width="300" height="68" /></a>Venerdì scorso (15 aprile) è stato approvato dalla Giunta provinciale, su mia proposta, il programma di interventi diretti a qualificare l&#8217;attività artigiana, proposto dal Consorzio CEii Trentino (Centro Europeo di Impresa e di Innovazione – consorzio nato per supportare ed assistere le piccole imprese improntate allo sviluppo dell&#8217;innovazione) per il 2011.<br />
<span id="more-380"></span></p>
<p>In questi anni il CEii si è rilevato uno strumento di straordinaria efficacia nell’accompagnare le aziende artigiane a fare emergere, anche in termini di esternalizzazione, il grande patrimonio di innovazione e di cultura, anche della modernità, che è contenuta in un mondo troppo spesso considerato, a torto, vecchio. La competitività dell’artigianato è infatti legata alla sostituzione delle componenti mature con nuove risorse umane, maggiormente aperte alle innovazioni, in grado di traghettare la combinazione, propria di questo comparto, nei nuovi paradigmi dell’economia moderna.</p>
<p>In Trentino infatti stiamo lavorando per superare il paradigma che vuole questo settore popolato di vecchi mestieri, mentre l&#8217;artigianato può rappresentare per i giovani una fonte di occupazione e di gratificazione professionale ed economica. Il CEii ha avuto (ed ha) il merito di promuovere tradizione e innovazione, mentre alla Provincia spetta il compito di far emergere, sostenendo queste iniziative, qualità ed innovazione.</p>
<p>Anche quest&#8217;anno sono tre le aree di azione - la divulgazione dell&#8217;attività artigiana e del suo radicamento con il territorio, la promozione dell&#8217;innovazione e della qualità dell&#8217;azienda artigiana, la promozione dei rapporti tra imprenditoria artigiana e circuito della formazione professionale – mentre il programma, sempre di quest’anno, conferma importanti iniziative: la partecipazione, per esempio, di alcune aziende artigiane al Fuorisalone di Milano, dove ha luogo l’incontro tra artigianato e design; il forte investimento nell’attività fieristica e quindi la possibilità di mettere in rassegna alcuni prodotti trentini; un forte raccordo con il mondo della scuola e della formazione professionale.</p>
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		<title>Commercio nei centri storici: perimetrazione e botteghe storiche</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Apr 2011 12:44:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		
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Con la delibera approvata, su mia proposta, dalla Giunta provinciale venerdì 25 marzo 2011 prosegue il percorso di attuazione della cosiddetta “Riforma Olivi” dello scorso luglio riguardante il settore del commercio, riforma che ha tra i propri obiettivi quello di aumentare la competitività del sistema prevedendo una serie di strumenti atti a semplificare le procedure [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandroolivi.it/wp-content/uploads/2011/04/luoghi-storici.jpg"><img class="size-full wp-image-375 alignleft" title="luoghi-storici" src="http://www.alessandroolivi.it/wp-content/uploads/2011/04/luoghi-storici.jpg" alt="" width="240" height="193" /></a><br />
Con la delibera approvata, su mia proposta, dalla Giunta provinciale venerdì 25 marzo 2011 prosegue il percorso di attuazione della cosiddetta “Riforma Olivi” dello scorso luglio riguardante il settore del commercio, riforma che ha tra i propri obiettivi quello di aumentare la competitività del sistema prevedendo una serie di strumenti atti a semplificare le procedure amministrative e ad incoraggiare l’attività imprenditoriale, soprattutto con riferimento alla piccola-media distribuzione. Il provvedimento - contenente diversi elementi di novità, sia procedurali che sostanziali -  si colloca in questo contesto definendo, come previsto dalla legge, alcuni aspetti relativi alla valorizzazione del commercio nei centri storici: i nuovi criteri attuativi riguardanti la perimetrazione dei “luoghi storici del commercio” e la tenuta e l&#8217;aggiornamento dell&#8217;Albo delle Botteghe storiche trentine.<br />
<span id="more-376"></span><br />
Per quanto riguarda il primo aspetto, i comuni devono individuare le aree, attraverso una specifica planimetria, dei “luoghi storici del commercio”, i cosiddetti “centri commerciali naturali”. Tali aree non devono necessariamente coincidere del tutto con i centri storici urbanistici, ma possono comprendere zone adiacenti che presentino una particolare concentrazione di negozi oppure riguardare insediamenti storici di frazioni dello stesso Comune, il quale deve produrre, unitamente alla planimetria che evidenzia il perimetro, l’elenco degli esercizi commerciali, pubblici esercizi di alimenti e bevande, nonché mercati su area pubblica presenti nel luogo storico. La Provincia - attraverso i propri Uffici e non più attraverso uno specifico atto della Giunta provinciale, semplificando quindi la procedura - riconosce ufficialmente i “luoghi storici del commercio” e autorizza il comune all’utilizzo del marchio promuovendo cosi la loro attrattività, creando, in sostanza, una sorta di marketing dei centri trentini.<br />
Per quanto riguarda “l’Albo delle Botteghe storiche del Trentino” – perseguendo la ratio della Riforma che mira a rafforzare l&#8217;autonomia delle Amministrazioni comunali nel settore del commercio – la competenza circa il riconoscimento della qualifica di bottega storica viene posta in capo ai comuni e non più alla Provincia.<br />
Nello specifico le botteghe storiche possono essere esercizi commerciali, pubblici esercizi di alimenti e bevande e attività artigianali (con vendita di propri prodotti) che abbiano almeno 50 anni di attività e conservato, in tutto o in parte, elementi di storicità visibili al pubblico (stile del locale, arredi, attrezzature, foto, documenti, ecc.).<br />
Nei criteri viene introdotta un’importante novità finalizzata al potenziamento dell’iniziativa: possono essere iscritte all’Albo anche quelle attività cessate da anni e riattivate proprio allo scopo di ripristinare una bottega storica, purché in passato abbiano esercitato per almeno 50 anni. In questo caso devono esserne ricostruite le caratteristiche originarie, anche mediante il restauro degli arredi e delle attrezzature a suo tempo utilizzati.</p>
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		<title>Economia in Trentino: lavoro e filiera dell&#8217;edilizia</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Apr 2011 07:55:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

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da l’Adige – 1° aprile 2011
Negli ultimi giorni sono stati pubblicati sul giornale dati che inducono a guardare con relativo ottimismo alla situazione occupazionale in Trentino, confermando l&#8217;inversione di tendenza del ciclo economico, già anticipato dalla ripresa della produzione e dei fatturati. Dopo due anni di ininterrotta crescita, a marzo 2011 il numero degli iscritti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><em></em></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><em>da l’Adige – 1° aprile 2011</em></span></span></p>
<p>Negli ultimi giorni sono stati pubblicati sul giornale dati che inducono a guardare con relativo ottimismo alla situazione occupazionale in Trentino, confermando l&#8217;inversione di tendenza del ciclo economico, già anticipato dalla ripresa della produzione e dei fatturati. Dopo due anni di ininterrotta crescita, a marzo 2011 il numero degli iscritti alle liste di mobilità è risultato nella nostra provincia in contrazione rispetto al mese precedente. Buone notizie giungono anche dalla cassa integrazione in progressivo calo negli ultimi mesi. Non ritengo però che la ripresa abbia ancora assunto sufficiente vigore da allontanare ogni pericolo di crisi, per cui sarebbe inopportuno abbassare adesso il livello d&#8217;attenzione.<br />
<span id="more-368"></span><br />
Tanto più che l&#8217;impostazione positiva degli indicatori occupazionali è trascinata dalla progressiva «precarizzazione» del rapporto di lavoro. Le assunzioni a tempo indeterminato, invece, sono diventate numericamente marginali. L&#8217;impetuoso avanzare di nuove forme contrattuali, che non garantiscono la continuità delle prestazioni lavorative, disincentiva gli investimenti nella formazione del personale e, quindi, la valorizzazione di quel patrimonio di professionalità ed esperienza che è fattore essenziale per assicurarsi un vantaggio competitivo.<br />
Il settore manifatturiero, che per primo e più intensamente ha risentito della crisi, punta con determinazione a recuperare i valori pre-crisi. Va sottolineato che la ripresa è trainata dalle aziende che anche nei momenti più cupi, caparbiamente e con lungimiranza, hanno continuato ad investire in innovazione e sviluppo e hanno ricercato sbocchi commerciali in mercati internazionali sempre più ampi. Chi infatti ha agito su queste leve strategiche si trova oggi a competere da una posizione più forte. Il disegno di legge di revisione degli incentivi alle imprese, recentemente approvato dalla Giunta provinciale, che punta proprio su innovazione, aggregazione ed internazionalizzazione, si dimostra quindi in sintonia con gli elementi necessari ad agganciare la ripresa.<br />
Purtroppo alcuni settori produttivi appaiono ancora stagnanti, con contrazione della produzione e dell&#8217;occupazione. Tra questi l&#8217;edilizia desta le maggiori preoccupazioni. La crisi di questo settore è riconducibile a due ordini di motivi. Negli anni precedenti alla crisi numerose imprese del settore hanno «sconfinato» nel comparto immobiliare, finanziando iniziative con ampio ricorso al capitale di terzi e assumendosi, in tal modo, rischi elevati nell&#8217;aspettativa di una interminabile fase di crescita, che la realtà ha smentito. D&#8217;altra parte va sottolineata la ridotta dimensione delle aziende, su cui si innesta la difficoltà a realizzare processi di aggregazione.<br />
La filiera non è strutturata e non sono presenti aziende leader, che facciano da locomotiva. Le imprese trentine riscontrano quindi seri ostacoli nell&#8217;aggiudicazione delle opere di maggiore valore. A fine settembre 2010 in Trentino erano attive ben 8.024 imprese di costruzioni, di cui 6.249 artigiane, con una occupazione complessiva di quasi 21.000 unità, ovvero circa 2,6 addetti per azienda.<br />
La Giunta provinciale, in considerazione di tale critica situazione, ha messo in campo alcuni importanti strumenti per contrastare la crisi del settore. La legge sugli appalti, approvata da pochi giorni, è una prima risposta offerta alle imprese trentine per essere maggiormente protagoniste nelle opere pubbliche, attribuendo assoluto valore all&#8217;aspetto qualitativo. Entro fine maggio 2011 si possono poi presentare ai Confidi le richieste per l&#8217;accesso al fondo straordinario dedicato alle aziende dell&#8217;edilizia con più di dieci dipendenti, che prevede il rilascio di garanzie fino al 50% degli affidamenti bancari, nel limite di euro 1,5 milioni per azienda, a condizione che la metà venga impiegata per ripianare i debiti dell&#8217;azienda nei confronti di subappaltatori.<br />
Il ricordato disegno di legge sulla revisione degli aiuti alle imprese è peraltro la risposta più organica «messa in cantiere» - il gergo edile è d&#8217;obbligo - finalizzata a favorire le operazioni di aggregazione imprenditoriale, necessarie in questo settore attualmente troppo disperso tra una larghissima maggioranza di piccole imprese. Per ovviare alle problematicità derivanti dalle ridotte dimensioni, la politica intende promuovere forme collaborative tra imprese, come la realizzazione di una filiera trentina dell&#8217;edilizia, che diventi riconosciuto e fondamentale punto di riferimento del settore, analogamente a quanto si intende conseguire per il settore del legno. Questa dimensione del fare impresa, promuovendo alleanze con altre imprese, sarà quindi un asse strategico, che verrà perseguito agevolando le spese sostenute sia dai consorzi che dagli organi gestori dei contratti di rete nonché la costituzione dei fondi comuni.<br />
L&#8217;impegno della politica economica provinciale è quindi sempre intenso, nella consapevolezza che lo sviluppo sociale, economico e culturale del Trentino non possa prescindere dalla presenza di una forte e dinamica imprenditoria, primaria generatrice di innovazione e tessitrice di reti di relazioni internazionali. È mia intenzione avviare già dalla prossima settimana una serie di incontri con i rappresentanti delle associazioni degli artigiani e degli industriali, per lavorare assieme al progetto della filiera trentina dell&#8217;edilizia.</p>
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		<title>Olivi: «Rovereto sia il motore della Comunità»</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2011 07:26:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Proposte]]></category>

		<category><![CDATA[l'Archivio delle Idee]]></category>

		<category><![CDATA[comunità di valle]]></category>

		<category><![CDATA[Rovereto]]></category>

		<category><![CDATA[vallagarina]]></category>

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		<description><![CDATA[da l&#8217;Adige, pag.34, 31/03/2011
«La proposta della Lega Nord di una modifica alla Legge di riforma istituzionale che divida la città di Rovereto dal resto della Vallagarina è a mio avviso sbagliata e in prospettiva insidiosa per il destino della stessa città». Parola di Alessandro Olivi, assessore provinciale all&#8217;industria ed esponente del Pd, che già con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandroolivi.it/wp-content/uploads/2011/05/cdv.gif"><img class="size-medium wp-image-409 alignleft" title="cdv" src="http://www.alessandroolivi.it/wp-content/uploads/2011/05/cdv.gif" alt="" width="191" height="136" /></a>da l&#8217;Adige, pag.34, 31/03/2011</p>
<p>«La proposta della Lega Nord di una modifica alla Legge di riforma istituzionale che divida la città di Rovereto dal resto della Vallagarina è a mio avviso sbagliata e in prospettiva insidiosa per il destino della stessa città». Parola di Alessandro Olivi, assessore provinciale all&#8217;industria ed esponente del Pd, che già con i segretari cittadini della maggioranza aveva bocciato come «demagogica» l&#8217;idea di Civettini.<br />
<span id="more-366"></span>«Rovereto - afferma Olivi - non ha alcun interesse a chiamarsi fuori da quell&#8217;area omogenea di cui rappresenta non solo il principale polo urbano, ma il naturale centro gravitazionale. Il paragone con Trento regge solo in parte ed anzi può essere fuorviante. Se di confronto deve parlarsi occorre considerare semmai quella dimensione di città diffusa che Rovereto e i comuni limitrofi già di per sé rappresentano anche in termini di massa critica demografica». Vi sono poi alcune differenze strutturali «che riguardano soprattutto la conformazione urbanistica, tale da costringere Rovereto, per esempio, a progettare la sua pianificazione in sinergia con i territori vicini: si pensi al solo tema della mobilità con tutte le interferenze obbligate che esso comporta tanto che una programmazione nel passato non condivisa e frammentata ha determinato gravi ritardi nella modernizzazione delle reti e delle infrastrutture di collegamento. Se poi Trento si va ormai configurando prevalentemente per una forte concentrazione delle strutture della Pubblica amministrazione e dei servizi - continua Olivi - Rovereto e la Vallagarina possiedono in sé una struttura economica maggiormente diversificata, seppure con una ancora forte vocazione produttiva tanto da indurre la Giunta provinciale a concentrare sul territorio importanti investimenti di sistema come il Polo Tecnologico, Manifattura Domani e, più in prospettiva, l&#8217;area ex Alumetal. Il tema da porre semmai non è quello di acuire le divisioni, ma di costruire una politica di vera sinergia e complementarietà tra la città e gli altri municipi per costruire una Comunità di Valle forte, coesa e davvero in grado di proporsi come un nuovo modello di autogoverno dello sviluppo territoriale integrato. L&#8217;alleanza tra Rovereto ed i comuni della Vallagarina non deve essere concepita infatti, come troppo spesso è avvenuto anche nel dibattito di questi mesi, come una mera aggregazione burocratica utile solo a rendere efficiente la gestione dei servizi. Ciò che può e deve cambiare è l&#8217;idea stessa di pianificare lo sviluppo del territorio, dentro un&#8217;idea di Trentino policentrico in cui la Comunità di Valle sia lo strumento per far maggiormente emergere i punti di forza in modo da trarre risorse dall&#8217;autonomia in base alla progettualità di sistema . Un solo esempio su tutti può riguardare il progetto di Rovereto e la Vallagarina come piattaforma per sperimentare ed attuare nuove alleanze tra imprese, fonti della conoscenza e mercato del lavoro. Dividere la città dal resto dei comuni significa indebolire l&#8217;una e gli altri. Ciò detto, come dimostra il recente provvedimento assunto dalla Giunta provinciale, questa prospettiva non è in contraddizione con la necessità di intraprendere un percorso di condivisione e gradualità nell&#8217;attuazione della riforma, anche facendosi carico di scelte volte a rafforzare alcune prerogativa e livelli di autonomia della città in alcune funzioni per le quali la concentrazione demografica e la dimensione tipicamente urbana possano effettivamente costituire un unicum. Ma la questione centrale in realtà è un&#8217;altra. Non serve una legge a statuire una leadership che per sua natura deve esprimersi prima di tutto e principalmente sul piano politico. Questo - afferma l&#8217;assessore - per dire che all&#8217;interno del rinnovato impianto istituzionale non vi è dubbio che la città di Rovereto ha in sé le potenzialità per mettere la sua forza trainante a disposizione del territorio. Di questo ruolo deve essere consapevole e responsabile per diventare non un contrappeso rispetto alle Comunità, ma il motore della stessa. Sono convinto che l&#8217;amministrazione comunale di Rovereto ha chiaro questo obiettivo».</p>
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		<title>Valorizzazione dei luoghi storici del commercio</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 15:21:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[Commercio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il provvedimento varato, su mia proposta, dalla Giunta provinciale venerdì scorso (11 marzo 2011), e che stabilisce i criteri e le modalità di finanziamento per la promozione delle attività commerciali nei centri storici, aggiunge un ulteriore tassello al progetto di attuazione della nuova legge del settore approvata nel luglio del 2010 e che, come è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="centro storico trento" src="http://www.vitatrentina.it/var/vitatrentina/storage/images/media/cumulus/panoramica_sul_centro_storico_della_citta_di_trento/939563-2-ita-IT/panoramica_sul_centro_storico_della_citta_di_trento_medium.jpg" alt="" width="200" height="163" />Il provvedimento varato, su mia proposta, dalla Giunta provinciale venerdì scorso (11 marzo 2011), e che stabilisce i criteri e le modalità di finanziamento per la promozione delle attività commerciali nei centri storici, aggiunge un ulteriore tassello al progetto di attuazione della nuova legge del settore approvata nel luglio del 2010 e che, come è noto, ha come obiettivo strategico quello di <strong>valorizzare il commercio nei centri storici attraverso la rivitalizzazione delle piccole e medie strutture</strong>. In questo modo queste realtà possono diventare dei veri e propri centri commerciali naturali, non in contrapposizione, ma certamente in discontinuità rispetto al modello che nel passato ha comportato la proliferazione, non sempre equilibrata, dei centri commerciali e frequentemente ha favorito la grande speculazione commerciale mascherata da esigenze di sviluppo.<br />
<span id="more-363"></span><br />
La delibera approvata prevede specifici finanziamenti a favore dei <strong>comuni </strong>– che devono avere alcune caratteristiche demografiche – per <strong>opere minori di qualificazione </strong>di tutto ciò che riguarda il contesto che ruota attorno alla catena dei negozi dei centri storici: arredo urbano, tracciabilità, botteghe storiche. Viene inoltre riconfermato il <strong>forte sostegno ai consorzi </strong>che operano nell’ambito delle finalità della legge, in particolare per l’organizzazione e la realizzazione di iniziative ludiche, culturali e sportive: in sostanza per <strong>tutto ciò che rende più qualificato ed ospitale il paesaggio urbano dei luoghi storici del commercio evitandone cosi lo spopolamento</strong> e riducendo lo svantaggio competitivo della loro offerta rispetto a quella dei centri commerciali.<br />
I finanziamenti a comuni e consorzi, per quanto possibile, devono essere utilizzati insieme per garantire la necessaria efficacia e per fare in modo che i luoghi storici del commercio delle nostre città siano esteticamente gradevoli e ricchi di eventi attrattivi: consorzi e comuni dovranno, infatti, operare in maniera sinergica per promuovere uniformemente i centri storici e aumentarne l&#8217;attrattività, per creare, in sostanza, una sorta di marketing dei centri trentini.</p>
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		<title>Incentivi alle imprese: sostegno all&#8217; innovazione, all&#8217;imprenditoria femminile e giovanile, alle reti di impresa</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Mar 2011 17:17:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Artigianato]]></category>

		<category><![CDATA[Attivita' politica]]></category>

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		<category><![CDATA[pubblica amministrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[L’attenzione all’innovazione, alla ricerca, allo sviluppo e alle profonde trasformazioni che interessano il mondo del lavoro caratterizza profondamente le politiche della Provincia: la Manovra anticrisi approvata nel 2009, l’ultima Finanziaria e quindi il disegno di legge varato su mia proposta venerdì 4 marzo 2011 dalla Giunta provinciale - un provvedimento che si propone di innovare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Innovazione" src="http://www.corriereuniv.it/cms/wp-content/uploads/2010/11/INNOVAZIONE-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />L’attenzione all’innovazione, alla ricerca, allo sviluppo e alle profonde trasformazioni che interessano il mondo del lavoro caratterizza profondamente le politiche della Provincia: la Manovra anticrisi approvata nel 2009, l’ultima Finanziaria e quindi il disegno di legge varato su mia proposta venerdì 4 marzo 2011 dalla Giunta provinciale - un provvedimento che si propone di innovare profondamente la disciplina degli aiuti alle imprese - si collocano in tale ambito.<br />
In uno scenario economico mutevole – in cui il mondo delle imprese è abile ad adattarsi, in quanto a questo sempre abituato – troppo spesso è la pubblica amministrazione a non essere organizzata per le accelerazioni dell’economia.<br />
<span id="more-354"></span><br />
Per questo la pubblica amministrazione, per svolgere al meglio la sua funzione fondamentale (stabilire le regole, farle rispettare e offrire politiche di contesto per le imprese) deve saper fornire strumenti di intervento innovativi al fine di aumentare la competitività del sistema economico senza sostituirsi alla vitalità del settore privato. Per questo e per favorire la nascita di nuove imprese, un’innovativa politica degli incentivi assume un ruolo fondamentale.<br />
Con questo nuovo disegno di legge quindi ci si propone principalmente di <strong>semplificare </strong>le procedure e il quadro normativo e di introdurre <strong>maggiore selettività</strong> negli aiuti.<br />
Gli elementi qualificanti e innovativi sono infatti: la semplificazione ulteriore e l’aggiornamento del quadro normativo per il sostegno agli investimenti, riconducendo ad un&#8217;unica legge di riferimento gli incentivi di tipo finanziario oltre che &#8220;di sistema&#8221;; l’<strong>introduzione di nuove forme d’aiuto per l’innovazione</strong>, per l’<strong>imprenditoria femminile e giovanile</strong>, per l’<strong>internazionalizzazione </strong>e per il <strong>sostegno alle aggregazioni</strong> anche tramite il contratto di rete.<br />
<strong>Per le imprese innovative</strong>, che ad oggi non hanno i requisiti per accedere ai contributi alla ricerca disciplinati dall’attuale normativa, sono previsti nuovi aiuti per ridurre gli oneri (fino all’80%) relativi all’assunzione di laureati e a progetti di ingegnerizzazione o di innovazione, anche realizzati dal titolare o dai soci dell’impresa, affinché il piccolo imprenditore “creativo” possa remunerare anche il proprio lavoro.<br />
<strong>Per l’imprenditoria femminile e giovanile</strong> si agisce abbattendo i costi per l’avvio dell’impresa. In particolare per le donne si opera anche su una serie di strumenti che riguardano “il tempo”: contributi in conto capitale per sostenere i costi inerenti ai contributi previdenziali per figli e familiari, compresi i costi a copertura del congedo parentale; per i giovani particolare attenzione viene riservata a coloro che ancora non sono imprenditori, ma vogliono esserlo: per questo la Provincia si propone di finanziare borse di studio rivolte a studenti o ricercatori per promuovere nuove idee imprenditoriali anticipando cosi il sostegno all’impresa ancora non nata e consentendo in questo modo ad un giovane di studiare ed approfondire un progetto imprenditoriale.<br />
È prevista un’ulteriore riduzione IRAP per le imprese che sostengono spese per la ricerca relativa all’internazionalizzazione; a tal fine sono previsti aiuti nella forma di voucher (“buoni” spendibili presso soggetti convenzionati per la fornitura di servizi agevolati).<br />
Infine, tema molto importante è quello delle<strong> reti e delle alleanze tra imprese</strong>: siamo infatti una Provincia di piccole e medie imprese, imprese che faticano a colmare il deficit di accesso alle informazioni, al credito, ai mercati, rispetto a realtà più strutturate. È quindi strategico rafforzare le alleanze tra imprese sostenendo sia le azioni tradizionali, come i consorzi tra imprese, sia le azioni più innovative quali il contratto di rete, la nuova figura giuridica introdotta dal legislatore nel 2009 e che intende favorire la collaborazione e la cooperazione economica delle imprese non solo attraverso i rigidi meccanismi del diritto commerciale e societario, ma anche attraverso la libera scelta dei soggetti economici di “darsi” le regole più adatte per gestire la convergenza economica tra loro. A questo proposito si sottolinea che il Trentino è la prima provincia in Italia che sostiene costi di costituzione e anche di attuazione del progetto del contratto di rete tra le imprese.</p>
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		<title>«Sono un moderato e sto bene nel Pd»</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Feb 2011 09:37:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[PD]]></category>

		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>

		<category><![CDATA[politica]]></category>

		<category><![CDATA[Trentino]]></category>

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		<description><![CDATA[da l&#8217;Adige - lunedì 28 febbraio 2011, p. 12

«Io sono un moderato convinto eppure non vengo dalla Margherita. Penso che l’essere moderati sia un’inclinazione, uno stile nel fare politica che non appartiene a una parte politica e perciò rifiuto la distinzione che è stata fatta in questi giorni dal senatore Molinari e anche da Tonini».

Alessandro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>da l&#8217;Adige - lunedì 28 febbraio 2011, p. 12</em></p>
<p><em><a href="http://www.alessandroolivi.it/wp-content/uploads/2011/02/adige_28_02_11.bmp"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-352" title="adige_28_02_11" src="http://www.alessandroolivi.it/wp-content/uploads/2011/02/adige_28_02_11.bmp" alt="" width="404" height="325" /></a></em></p>
<p>«Io sono un moderato convinto eppure non vengo dalla Margherita. Penso che l’essere moderati sia un’inclinazione, uno stile nel fare politica che non appartiene a una parte politica e perciò rifiuto la distinzione che è stata fatta in questi giorni dal senatore Molinari e anche da Tonini».</p>
<p><span id="more-349"></span><br />
Alessandro Olivi, assessore provinciale all’industria e al commercio, è un esponente di primo piano del Partito democratico trentino.<br />
Ha un passato - in gioventù – a sinistra, ma da sindaco di Folgaria ha caratterizzato il suo impegno politico con un profilo riformista e pragmatico dell’amministratore chiamato innanzitutto a risolvere i problemi ma anche ad avere una visione di futuro.<br />
Alle elezioni provinciali del 2008 ha scelto di candidarsi con il Partito democratico e oggi è tra coloro che non hanno tentazioni di fuga - specialmente dal Pd trentino - perché pensa che sia ancora l’unico tentativo per modernizzare il Paese su cui valga la pena scommettere.<br />
<strong>Assessore Olivi, cosa non funziona nel Partito democratico?</strong><br />
A livello nazionale il problema sta nel fatto che il Pd invece di diventare il completamento del progetto dell’Ulivo, che era stata un’operazione che non si limitava alla somma di partiti ma ad aggregare mondi e forze sociali in un grande progetto di modernizzazione, è diventato la somma di un ceto politico, perdendo la sua capacità attrattiva.<br />
<strong>Quella sulle oligarchie del partito è una delle critiche del senatore Molinari, il quale però ha detto anche che il Pd è destinato a dividersi perché i moderati non hanno adaguata rappresentanza. Cosa ne pensa?</strong><br />
Io rifiuto questa idea del Pd come partito dei riformisti, mentre dall’altra ci sono i moderati. Io sono riformista e moderato insieme e nel Pd, specie quello trentino, non c’è una cultura politica che si impone sull’altra. Porto solo l’esempio delle recenti elezioni comunali trentine.<br />
Sindaci come Andreatta, Miorandi, Mosaner, Caliari, Mattei, Peroni dimostrano come il Pd sia riuscito con loro ad interpretare una istanza di cambiamento e di buon governo insieme. Possiamo dire che il Pd non è un partito per i moderati?<br />
<strong>Molinari è il senatore del collegio di Rovereto, che è anche il suo collegio. Avete avuto modo di confrontarvi?</strong><br />
Con Molinari ho sempre avuto un dialogo molto intenso. La sua scelta di uscire dal Pd nazionale e sospendere il giudizio su quello trentino mi dispiace molto e gli rivolgo un appello a ripensarci perché il Pd è oggi l’unica forza che può tenere insieme l’anelito di modernizzazione dell’Italia con la coesione sociale. Se uno alla volta le persone con il profilo e il coraggio delle scelte di Molinari se ne vanno allora sì rimarrà solo<br />
l’ossatura tipica delle oligarchie.<br />
<strong>Intanto l’Upt gongola e vi schiaccia a sinistra, non è preoccupato?</strong><br />
La competizione c’è ma pur con qualche difficoltà il progetto del Pd è consolidato in Trentino e la gente ci guarda con attenzione e rispetto e non è una lettura realistica dire che i moderati nel Pd trentino sono una componente minoritaria e <em>border line</em>.<br />
<strong>Come fa a dirlo?</strong><br />
Lo dimostriamo con il nostro agire quotidiano. Io parlo delle mie competenze, che sono quelle che conosco meglio. Affrontiamo il tema del rapporto con l’impresa e i lavoratori senza schierarci da una parte o dall’altra ma cercando di fare capire, ad esempio, che per uscire dalla crisi e fare crescere il Trentino occorre dialogare con fermezza per cercare la condivisione sulla nostra proposta.<br />
Questo per me vuol dire essere moderati, il resto sono dispute lessicali o accademiche.</p>
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		<title>Nove imprese artigianali all&#8217;ex &#8220;Cep&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Feb 2011 14:07:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[da l&#8217;Adige di venerdì 25/02/2011; pag. 34
La Provincia autonoma di Trento, attraverso Trentino Sviluppo, «restituisce» al territorio e alle sue forze produttive più dinamiche il complesso ex Cep di Avio, rimasto vacante dal marzo 2010. E oggi, dove un tempo operava l&#8217;azienda del Gruppo Calzedonia, lo spazio industriale viene occupato da 9 aziende artigiane, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Alessandro" src="http://locali.data.kataweb.it/kpmimages/kpm3/gloc/trentino-corriere-alpi/2011/02/07/jpg_3381099.jpg" alt="" width="304" height="188" /><em>da l&#8217;Adige di venerdì 25/02/2011; pag. 34</em><br />
La Provincia autonoma di Trento, attraverso Trentino Sviluppo, «restituisce» al territorio e alle sue forze produttive più dinamiche il complesso ex Cep di Avio, rimasto vacante dal marzo 2010. E oggi, dove un tempo operava l&#8217;azienda del Gruppo Calzedonia, lo spazio industriale viene occupato da 9 aziende artigiane, che hanno acquistato insieme 3.091 metri quadri coperti al prezzo di un milione e 900 mila euro. Il lotto comprende anche un laboratorio, due uffici, mensa e deposito e uno spaccio aziendale. Toccherà ora alle ditte procedere direttamente ai lavori necessari a rendere pienamente operativi i propri spazi. Questo - in sintesi - <strong>il progetto innovativo di un «condominio artigianale» come lo ha definito l&#8217;assessore provinciale Alessandro Olivi</strong>, che ieri lo ha presentato al Polo Tecnologico di Rovereto.<br />
<span id="more-345"></span>Con lui il presidente dell&#8217;Associazione artigiani e piccole imprese, Roberto De Laurentis, il vicepresidente di Trentino Sviluppo, Flavio Tosi, un rappresentante della giunta di Avio, e tutti gli artigiani che hanno acquistato all&#8217;ex Cep. «<em>Assieme abbiamo intercettato un bisogno di spazi produttivi che veniva dal territorio, bandendo una gara pubblica con precisi &#8220;paletti&#8221;. E così è stata data priorità a gruppi di piccole imprese locali con sede nei comuni di Ala, Avio o confinanti che hanno intrapreso progetti aggregati di utilizzo dell&#8217;immobile. Priorità anche a chi ha inteso ampliare attività già esistenti negli stessi Comuni. Ultimo, ma non ultimo, come elemento qualificante si è tenuto conto delle ditte che - con questa operazione - potevano spostare la propria attività dai centri abitati all&#8217;immobile di nuova acquisizione. Da segnalare infine che alle aziende interessate è stato chiesto di presentare un piano industriale per garantire prospettive di sviluppo e occupazione</em>», ha spiegato Olivi. A Flavio Tosi il compito di elencare chi si insedierà all&#8217;ex Cep. Le ditte, quasi tutte imprese individuali che occupano in totale 22 persone, sono la Renzo Gatti (posa in opera di pavimenti in marmo e piastrelle) che ha acquistato 230 metri quadri, la Vittorio Dalle Vedove (rivestimenti di pavimenti e muri), Luca Gerola (produce carpenteria metallica e occuperò 470 mq), Trentino strutture di Gabriele Secchi (sempre carpenteria metallica ma su una porzione di 2.100 mq), Azzetti srl (nei suoi circa 1.800 mq realizzerà un magazzino di piccola carpenteria in ferro), Avio Legnami snc di Cristoforetti Umberto &amp; C. (imballaggi di legno e bancali per i quali ha acquistato ben 2.300 mq con l&#8217;intento di introdurre un nuovo macchinario sega tronchi tecnologicamente avanzato), Franco Antonelli (produzione di scale, mobili, porte, portoni e rivestimenti in legno massiccio. Si è trasferita dal centro abitato all&#8217;ex Cep su una superficie di 800 mq), Giuseppe Zanoni (meccanico, gommista ed elettrauto, ha acquistato 700 mq per realizzare anche un magazzino ricambi), Carrozzeria Panozzo Sergio (ditta in via di costituzione che in 700 mq avvierà una nuova carrozzeria). All&#8217;ex Cep c&#8217;è però da assegnare ancora un lotto di 2.089 metri quadri coperti del valore di 1,2 milioni di euro. L&#8217;idea è di assegnarlo a un&#8217;impresa unica. B. B.</p>
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		<title>&#8220;Rovereto è il centro dello sviluppo futuro&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Feb 2011 12:53:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[da l&#8217;Adige di sabato 19 febbraio 2011, pag.38
Il recente dibattito in seno al consiglio comunale di Rovereto durante i lavori per l&#8217;approvazione del bilancio ha riproposto il tema, ciclicamente attuale, del rapporto tra Rovereto e la Provincia. Sull&#8217;argomento interviene con una riflessione l&#8217;assessore provinciale al commercio, industria e artigianato Alessandro Olivi. «Un certo approccio nostalgico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Rovereto" src="http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTtIEQZ9dV_P1PzbjvwrrumJCC_f71euE_ZX8VEYN63Uk8_ejFCow&amp;t=1" alt="" width="291" height="173" />da l&#8217;Adige di sabato 19 febbraio 2011, pag.38<br />
Il recente dibattito in seno al consiglio comunale di Rovereto durante i lavori per l&#8217;approvazione del bilancio ha riproposto il tema, ciclicamente attuale, del rapporto tra Rovereto e la Provincia. Sull&#8217;argomento interviene con una riflessione l&#8217;assessore provinciale al commercio, industria e artigianato Alessandro Olivi. «Un certo approccio nostalgico e intriso di un po&#8217; di demagogia che dipinge Rovereto come figlia di un Dio minore rischia di farci perdere di vista il forte mutamento che vi è stato in questi anni nell&#8217;idea stessa di concepire il rapporto tra territori, comunità ed istituzioni dentro un progetto di autonomia che nel frattempo è evoluto: non esiste più in sostanza un Trentino isolato e meramente inclusivo, ma sempre più <strong>interconnesso con il mondo</strong>.<br />
<span id="more-340"></span>Questo per dire che Rovereto e la Vallagarina non hanno alcun motivo per sentirsi &#8220;periferia&#8221; di un epicentro che non esiste semplicemente perché non esistono più sistemi territoriali che possano permettersi queste stratificazioni gerarchiche. L&#8217;idea che oggi sottende al piano di sviluppo provinciale è quella di un <strong>Trentino policentrico capace di esaltare le vocazioni dei territori</strong> in un proficuo interscambio e complementarietà che veicola attraverso le moderne infrastrutture telematiche. E, da questo punto di vista, concrete sono le azioni che dimostrano l&#8217;attenzione che la Provincia rivolge alla città di Rovereto ed al suo territorio. Mi limito a citare due progetti che più direttamente coinvolgono le mie competenze nel governo provinciale: sul fronte degli investimenti finalizzati ad <strong>aumentare la produzione di valore del nostro tessuto economico</strong> la Provincia ha deciso di insediare a Rovereto due distretti polifunzionali: quello della filiera energia, ambiente e sostenibilità con riferimento al settore delle nuove costruzioni e quello della meccatronica. Non due perimetri fisici entro cui riorganizzare la presenza di funzioni già esistenti ma autentici poli per la ricerca e lo sviluppo dell&#8217;impresa dove le aziende si interfacciano con il mondo della scuola, della formazione professionale e dell&#8217;università per attuare un processo di rigenerazione del tessuto produttivo sotto l&#8217;egida dell&#8217;economia della conoscenza. Solo così potremmo <strong>garantire in futuro quei posti di lavoro qualificato che anche oggi in tempo di crisi sono richiesti dal mercato</strong>. Sono scelte queste che valorizzano non solo la grande tradizione industriale e produttiva della città ma soprattutto un nuovo modello di relazioni tra economia, territorio e nuovi saperi. Di questa progettualità c&#8217;è segno concreto nel recente Protocollo d&#8217;intesa approvato con l&#8217;amministrazione comunale ma soprattutto nelle significative risorse finanziarie già stanziate e programmate per i prossimi anni. Parliamo di centinaia di milioni di euro se vi aggiungiamo gli interventi di sistema inseriti nel programma di Trentino Sviluppo su altri compendi strategici quali Alumetal e Casotte. Soprattutto la nuova proposta di un distretto della meccanica ed elettronica inserito nell&#8217;attuale polo tecnologico di Via Zeni mira a valorizzare la vocazione di questo territorio quale traino di una politica industriale che può generare ripresa ed occupazione. <strong>Avvicinare e far meglio dialogare le imprese con la scuola e la ricerca, infatti, significa investire su un futuro migliore per i giovani e le loro prospettive di lavoro</strong>. Su questo punto aggiungerei unicamente che vi è bisogno che anche l&#8217;organizzazione dell&#8217;Università preveda presenze più significative a Rovereto nei settori della meccatronica e delle costruzioni. Il futuro di una comunità dunque non passa solo attraverso la realizzazione di strade ma richiede investimenti di forte valore aggiunto. Le strade e la mobilità peraltro non possono essere degradate a tema secondario. Non vi è dubbio che vi è un ritardo palese nella progettualità ed esecuzione di un sistema di mobilità che sia consono alla valenza strategica di Rovereto e della Vallagarina quale snodo cruciale per i traffici sull&#8217;asse del Brennero e nella direzione del lago di Garda. Un ritardo che è anche la conseguenza di una programmazione settoriale e frastagliata, condizionata da veti reciproci. In questi anni si sono via via allargati i perimetri delle città e dei paesi rinviando le scelte di impostazione strategica sulla mobilità. Anche sotto questo profilo però mi pare di poter affermare che qualcosa di concreto sta davvero cambiando. La priorità attribuita nell&#8217;ambito del progetto Metroland alla tratta Rovereto-Mori-Riva, la concretezza di alcuni interventi concertati con l&#8217;amministrazione comunale di miglioramento della viabilità lungo l&#8217;asse della città (S.Ilario-Stazione ferroviaria-Rovereto Sud) nonché la scelta di riqualificare in termini di trasporto locale la ferrovia del Brennero in direzione di Trento rappresentano misure nel contempo realistiche e sostenibili».</p>
<p>19/02/2011</p>
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		<title>Modernizzazione e sostenibilità del sistema commerciale</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Feb 2011 21:42:29 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Attivita' politica]]></category>

		<category><![CDATA[Commercio]]></category>

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		<description><![CDATA[La cosiddetta “Riforma Olivi” del luglio 2010 ha definito, per il settore del commercio, un quadro normativo fortemente innovativo e discontinuo rispetto alla precedente legislazione in vigore dal 2000. La delibera approvata dalla Giunta provinciale venerdì 4 febbraio 2011 si colloca in questo contesto definendone, come previsto dalla legge, alcuni aspetti.
E&#8217; importante ricordare i principi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="aula" src="http://www.unione.tn.it/Upload/cms/225_x/consigiotn.jpg" alt="" width="158" height="223" />La cosiddetta “Riforma Olivi” del luglio 2010 ha definito, per il settore del commercio, un quadro normativo fortemente innovativo e discontinuo rispetto alla precedente legislazione in vigore dal 2000. La delibera approvata dalla Giunta provinciale venerdì 4 febbraio 2011 si colloca in questo contesto definendone, come previsto dalla legge, alcuni aspetti.<br />
E&#8217; importante ricordare i principi fondanti la riforma che trovano conferma nel provvedimento di venerdì: la <strong>competitività del sistema</strong> in quanto sono previsti una serie di strumenti atti a semplificare le procedure amministrative e a incoraggiare l&#8217;intrapresa, soprattutto con riferimento alla piccola-media distribuzione; la <strong>sostenibilità sociale</strong> in quanto la Provincia si riserva la regia della programmazione delle grandi strutture di vendita; regia basata su criteri di natura urbanistica, ambientale ed architettonica quali l’uso del territorio, l’attenzione al contesto della rete viaria e l’incidenza degli insediamenti sulla qualità dell’aria, la tutela dell’ambiente e della salute pubblica, l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e di tecniche che consentano il risparmio energetico.</p>
<p><span id="more-334"></span><br />
Nei prossimi mesi quindi, al fine di acquisire una visione informata del territorio, la Provincia si doterà di uno studio per conoscere la distribuzione della rete commerciale sul territorio e le nuove ipotesi di sviluppo.<br />
In questo momento era necessario disciplinare la fase transitoria - che non durerà più di sei mesi - tra le due riforme per impedire il rischio che un vuoto normativo potesse favorire distorsioni del sistema per soddisfare interessi di tipo immobiliare. È stato quindi necessario un provvedimento che, da un lato, per quanto riguarda le piccole e medie strutture di vendita, non impedisse iniziative importanti, in particolare quelle mirate a valorizzare i centri storici e, dall’altro lato, per quanto riguarda le grandi strutture di vendita, cristallizzasse la situazione esistente. Sono stati adottati criteri rigorosi - proporzionali alla superficie di vendita - nella selezioni delle iniziative, in particolare nella dotazione di parcheggi.<br />
In sintesi, la Riforma Olivi con le sue norme attuative mira a contenere l’impatto immobiliare nuovo e a valorizzare maggiormente il patrimonio edilizio esistente mettendo al riparo il commercio da una grande insidia: il prevalere degli interessi legati al business immobiliare rispetto a quelli di natura imprenditoriale e commerciale</p>
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		<title>Olivi: «In Trentino festeggiamo il 17 marzo in fabbrica»</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Feb 2011 07:54:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[dal TRENTINO - 7 febbraio 2011
TRENTO. Un giorno per riflettere e non solo per celebrare. E&#8217; il 17 marzo secondo l&#8217;assessore provinciale all&#8217;economia Alessandro Olivi, che, nel 150º dell&#8217;Unità d&#8217;Italia, le fabbriche è d&#8217;accordo a fermarle, ma non vorrebbe chiuderle. «Apriamole - propone - apriamole alla comunità, alla gente, trasformiamole per un giorno in luoghi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="17 marzo" src="http://www.adnkronos.com/IGN/Assets/Imgs/O/operai_industria_auto_ibp--400x300.jpg" alt="" width="224" height="168" /><strong>dal TRENTINO - 7 febbraio 2011</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="background: white; margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 13.5pt;"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;">TRENTO.</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;"> Un giorno per riflettere e non solo per celebrare. E&#8217; il 17 marzo secondo l&#8217;assessore provinciale all&#8217;economia Alessandro Olivi, che, nel 150º dell&#8217;Unità d&#8217;Italia, le fabbriche è d&#8217;accordo a fermarle, ma non vorrebbe chiuderle. «Apriamole - propone - apriamole alla comunità, alla gente, trasformiamole per un giorno in luoghi di dialogo fra lavoratori, imprenditori e cittadini, piazze di dibattito sul lavoro, sulla crisi e ciò che ci può unire per uscirne. Apriamole per festeggiare l&#8217;Unità non come una vacanza e non con una liturgia fine a se stessa, ma come occasione per parlare del nostro futuro».</span></p>
<p class="MsoNormal" style="background: white; margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 13.5pt;"><span id="more-330"></span><br />
<span style="font-size: 10pt; font-family: Arial; color: black;"> <strong><span style="font-family: Arial;">Chiuse o, come dice lei, a porte aperte, le fabbriche non produrrebbero. E Confindustria è preoccupata. L&#8217;ha detto Emma Marcegaglia e ieri, sul</span></strong> Trentino<strong><span style="font-family: Arial;">, l&#8217;ha ribadito la presidente trentina Ilaria Vescovi: la festa ci sta, ma celebriamola di domenica.</span></strong><strong><br />
</strong>L&#8217;allarme di Confindustria non va preso sottogamba: c&#8217;è una ripresa, timida, fragile, mal distribuita ma c&#8217;è, e fermarsi può avere delle controindicazioni&#8230; D&#8217;accordo. Ma il problema della produttività non dipende da un giorno di lavoro in più o in meno. Anche perché, oltre alle ore lavorate, la produttività si misura in qualità, relazioni, posti di lavoro, coesione sociale, in condivisione di una memoria (l&#8217;Unità) e di responsabilità (nella crisi).<br />
<strong><span style="font-family: Arial;">Il 17 marzo è un pretesto&#8230;</span></strong><strong><br />
</strong>Le discussioni di questi giorni mi sembrano più simboliche che sostanziali.<br />
<strong><span style="font-family: Arial;">E la sostanza qual è?</span></strong><strong><br />
</strong>In fatto di produttività e competitività, il deficit italiano (e trentino, per quanto da noi con significative eccezioni) è un&#8217;eredità di scarsi investimenti nella formazione e nell&#8217;innovazione. E, poi, ci mancano la capacità e la disponibilità di governare la domanda di lavoro con opportuni sacrifici, guardando oltre la difesa di posizioni presuntamente acquisite. <span style="display: none; mso-hide: all;"><a href="http://oas.gelocal.it/5c/quotidianiespresso.it/qe/trentino/interna/247074884/Middle/default/empty.gif/776d6b79455530396957514141377034" target="_top"></a></span><br />
<strong><span style="font-family: Arial;">Cambia il lavoro, dice lei, devono cambiare le relazioni nel lavoro, le regole della contrattazione sindacale.</span></strong><strong><br />
</strong>Ci dobbiamo rendere conto che questa crisi ci consegna uno senario economico diverso, inedito. Se non l&#8217;abbiamo fatto finora, bisogna prepararsi. Anche per questo, il 17 marzo è un&#8217;opportunità. Anche perché, se può essere un guaio non voler lavorare questo 17 marzo, per molti è un guaio più grande non poter lavorare il 15, il 16 e poi il 18&#8230; Non un giorno una tantum, ma ogni giorno.<br />
<strong><span style="font-family: Arial;">Si diceva di sacrifici, diritti da riconsiderare&#8230;</span></strong><strong><br />
</strong>Un attimo. Ci sono diritti a cui ci si arrocca a oltranza e che, da diritti, finiscono per diventare altro. E ci sono diritti fondamentali, dai quali la contrattazione sindacale e la concezione del lavoro non potranno mai prescindere.<br />
<strong><span style="font-family: Arial;">Partiamo da questi ultimi. Quali sono?</span></strong><strong><br />
</strong>Il diritto a una retribuzione commisurata al lavoro svolto, il diritto a una vita fuori dal lavoro, il diritto a un lavoro che non sia a discrezione di chi lo offre. Insomma, il lavoro come espressione di dignità.<br />
<strong><span style="font-family: Arial;">Sul resto, si deve essere pronti a sacrifici?</span></strong><strong><br />
</strong>Prendiamo la vicenda Fiat. Il risultato lo giudico positivo, il punto è che, nell&#8217;intera vertenza, la politica è stata assente e il sindacato si è diviso. E&#8217; vero che per rilanciarsi un&#8217;azienda non può ignorare la valutazione del contesto in cui si muove, è inaccettabile che un&#8217;azienda (un manager) detti l&#8217;agenda sindacale. Rispondo alla domanda: i sacrifici vanno fatti su tante voci (anche l&#8217;orario, per me, non è un tabù), ma ci vogliono regole chiare.<br />
<strong><span style="font-family: Arial;">Regole nuove.</span></strong><strong><br />
</strong>Sì, definite per tutti a un tavolo che accolga tutti: aziende, sindacati e amministratori. Altrimenti, in questi scenari in continuo cambiamento e in precario equilibrio, ogni azienda si muoverà per conto proprio. Con i rischi del caso. Il primo: che a dettare leggi e regole sia l&#8217;imprenditore forte.<br />
<strong><span style="font-family: Arial;">Con Mondadori a Cles com&#8217;è andata?</span></strong><strong><br />
</strong>C&#8217;era la domanda per un aumento di produzione, tutti sono stati pronti a uno sforzo e, dopo un&#8217;iniziale incertezza, l&#8217;accordo è arrivato.<br />
<strong><span style="font-family: Arial;">Un esempio da seguire.</span></strong><strong><br />
</strong>Guardi, in Trentino abbiamo una cultura della corresponsabilità delle parti sociali più alta che altrove. Possiamo essere un modello e il tavolo creato con la delega sugli ammortizzatori sociali lo dimostra. Ma dobbiamo guardare anche fuori, alla Germania e alla sua cultura sindacale che ha reso possibile un&#8217;intesa per la ridefinizione proporzionale delle retribuzioni in vista di una maggior occupazione. E ripensiamo ai contratti di solidarietà per spalmare la domanda di lavoro su più persone. In generale, servono soluzioni per condividere il rischio della crisi e le responsabilità. Soluzioni inclusive, che riducano le distanze tra imprenditori e lavoratori, tra chi ha lavoro e chi no, che premino chi vuole e può dar di più (vedi Mondadori a Cles) e però non escludano nessuno. Parliamone in fabbrica il 17 marzo.</span></p>
<p style="background: white; line-height: 13.5pt; text-align: right;" align="right"><span style="font-size: 7.5pt; font-family: Arial; color: black;">© RIPRODUZIONE RISERVATA</span></p>
<p><!-- fine TESTO --><!-- inizio DATA --></p>
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		<title>&#8220;Marsilli: pagati gli arretrati&#8221; dal Trentino di sabato</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Feb 2011 10:55:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[
ROVERETO. Tirano un sospiro di sollievo i 58 dipendenti della Marsilli. Ieri hanno ricevuto l&#8217;assegno promesso. Potranno così incassare i quattro mesi di stipendi arretrati, mai pagati dalla loro azienda e richiesti a gran voce.  A tre settimane esatte dall&#8217;annuncio dell&#8217;assessore provinciale all&#8217;industria, Alessandro Olivi, è arrivato il tanto atteso pagamento. I 58 lavoratori, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gruppoprovincialepd.tn.it/index.php/ita/content/download/1256/9842/file/Olivi%20arretrati%205-02-2011.pdf"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-323" title="marsilli" src="http://www.alessandroolivi.it/wp-content/uploads/2011/02/marsilli.bmp" alt="" width="222" height="80" /></a><a href="http://www.alessandroolivi.it/wp-content/uploads/2011/02/marsilli.bmp"></a></p>
<p>ROVERETO. Tirano un sospiro di sollievo i 58 dipendenti della Marsilli. Ieri hanno ricevuto l&#8217;assegno promesso. Potranno così incassare i quattro mesi di stipendi arretrati, mai pagati dalla loro azienda e richiesti a gran voce.  A tre settimane esatte dall&#8217;annuncio dell&#8217;assessore provinciale all&#8217;industria, Alessandro Olivi, è arrivato il tanto atteso pagamento. I 58 lavoratori, che non ricevevano lo stipendio dallo scorso ottobre, possono finalmente avere i loro soldi.  «E&#8217; stata una soluzione studiata ad hoc dalla giunta provinciale per questa situazione drammatica, - spiega Olivi - mai usata prima. Si tratta di una prassi atipica, giustificata dall&#8217;anomalia di quanto successo».  I lavoratori del salumificio Marsilli erano in serie difficoltà. Dopo mesi di incertezze sul futuro lo stabilimento di Trambileno è stato messo in liquidazione. Gli operai non ricevevano la paga da ottobre e non erano neppure in cassa integrazione.  «Gli imprenditori avrebbero dovuto agire prima- spiega - per attivare gli ammortizzatori sociali. Il ritardo ha creato una situazione critica per questi lavoratori».  La cassa integrazione straordinaria, invece, è stata richiesta solo il 3 gennaio scorso dal liquidatore, l&#8217;avvocato Roberto Ceola.  «Sono stati violati i diritti di questi operai, - afferma l&#8217;assessore - per questo la giunta è intervenuta facendo un innovativo accordo con Confidimpresa Trentino. Una misura del tutto eccezionale».  La cooperativa di garanzia delle imprese ha anticipato con propri fondi i quattro mesi di stipendio (da ottobre a dicembre dello scorso anno più la tredicesima) ai 58 dipendenti. Se Confidimpresa non riuscirà a percepire dalla procedura i crediti dei lavoratori interverrà la Provincia. Confidi, nell&#8217;ambito dello stesso accordo, anticiperà i sussidi, utilizzato fondi provinciali, in attesa che venga erogata la cassa integrazione straordinaria.  «Ora si sta lavorando per far ripartire l&#8217;azienda - ha detto Olivi - sia per non perdere importanti posti di lavoro, sia perché il marchio &#8220;Marsilli&#8221; è un marchio significativo del tessuto industriale del nostro territorio».  Nel frattempo ieri i 58 lavoratori della Marsilli si sono messi in fila e il notaio ha staccato per ognuno di loro un assegno. (st.c)<br />
© RIPRODUZIONE RISERVATA</p>
<p>5 febbraio 2011</p>
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		<title>Per lo sviluppo e per il lavoro</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Sep 2008 15:14:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[l'Archivio delle Idee]]></category>

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		<description><![CDATA[Inserita nella sezione Rassegna stampa l&#8217;intervento &#8220;In trenta giorni paghiamo le imprese&#8221; su l&#8217;Adige e l&#8217;articolo &#8220;Dalle fabbriche energia alla città&#8221; su il TRENTINO del 3 febbraio
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Un filo rosso collega la delibera che la Giunta Provinciale ha approvato venerdì 28 gennaio 2011 con la Manovra anticrisi approvata nel 2009: il sostegno allo sviluppo e al lavoro nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Inserita nella sezione <a href="http://www.alessandroolivi.it/rassegna-stampa/">Rassegna stampa</a> l&#8217;intervento <a href="http://www.gruppoprovincialepd.tn.it/index.php/ita/content/download/1247/9780/file/olivi%20-%20sostegno%20imprese%203-02-2011.pdf">&#8220;In trenta giorni paghiamo le imprese&#8221;</a> su l&#8217;Adige e l&#8217;articolo <a href="http://www.alessandroolivi.it/wp-content/uploads/2011/02/solare.gif">&#8220;Dalle fabbriche energia alla città&#8221;</a> su il TRENTINO del 3 febbraio</p>
<p>____________________________________________________________</p>
<p>Un filo rosso collega la delibera che la Giunta Provinciale ha approvato venerdì 28 gennaio 2011 con la Manovra anticrisi approvata nel 2009: il sostegno allo sviluppo e al lavoro nella nostra Provincia.<br />
Con la delibera in parola è stato creato un nuovo Fondo Rischi a destinazione speciale per il sostegno finanziario alle imprese con più di 10 dipendenti che operano nell’edilizia.<br />
La motivazione complessiva del provvedimento va ricercata nel fatto che, se da un lato tutta la filiera dell’edilizia rappresenta, per l’economia del Trentino e per l’occupazione che vi è connessa, un fattore strategico, dall’altro lato l’accesso al credito da parte di questo comparto risulta difficile, per cui è necessario individuare strumenti idonei che lo facilitino.<br />
In questo contesto va precisato che l’intervento è rivolto alle aziende con più di 10 dipendenti sostanzialmente per due ragioni: in primo luogo perché queste aziende sono quelle più robuste e di maggior impatto sociale in termini di occupazione e in secondo luogo perché la Manovra anticrisi del 2009 ha inciso soprattutto sulle imprese minori.<br />
Ed ora qualche informazione più specifica: il Fondo prevede un importo complessivo pari a 150 milioni di €, mentre ogni singola azienda potrà essere finanziata per un importo massimo di 1,5 milioni di €; i finanziamenti si concretizzeranno in una garanzia fino al 50% dell’importo delle operazioni creditizie che le singole imprese potranno eventualmente effettuare con il sistema bancario; almeno il 50% del credito ottenuto da ogni impresa dovrà essere destinato al pagamento dei debiti di fornitura nei confronti dei subappaltatori o dei fornitori, mentre la parte rimanente potrà consentire alle imprese maggiore liquidità per attività e investimenti.<br />
Si tratta quindi di uno strumento flessibile e con un’importante clausola in base alla quale il credito erogato va sì in capo all’azienda richiedente, ma poi si spalma su tutta la filiera, a beneficio anche delle aziende minori creditrici.<br />
Ancora una volta la Provincia sostiene lo sviluppo economico del Trentino e conseguentemente il mondo del lavoro.</p>
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