dal TRENTINO di Venerdì 20 gennaio 2010
di Paolo Mantovan La «nostra» legge, dice Olivi. E d’altra parte la chiamano tutti proprio così: legge Olivi. Scusi, assessore se insisto, ma il problema è che è le Regioni devono adeguarsi alla norma nazionale. Ma noi abbiamo già fatto la riforma. Ma è fatta a strati. Ci sono i comuni turistici, quelli di media-attrattività e, poi, tutti gli altri. Monti invece dà un colpo di spugna: tutti uguali. Ma noi abbiamo fatto di meglio. E sfido il governo a dimostrare che non siamo in linea con il principio di libera impresa e di libera concorrenza. Avete cinque mesi per adeguarvi al decreto Monti: il Trentino andrà avanti con la legge del 2010? Sì. Come nulla fosse? Sì, certo. Perché noi siamo già oltre. Oltre… La nostra legge non può essere superata dal decreto del governo per due motivi. Primo: dal punto di vista legislativo abbiamo competenza primaria sul commercio, competenza che abbiamo applicato facendo una legge di riforma robusta…
A seguito del decreto Monti sulla liberalizzazione integrale in materia di commercio e sulla sua applicazione in alcuni comuni italiani è in corso un dibattito a livello nazionale.
A tal proposito sono del parere che il Trentino non debba applicare in toto il decreto ed in questo senso proporrò alla Giunta provinciale di mantenere e valorizzare l’impianto della nostra riforma. Giova ricordare che la nostra legge provinciale del commercio è stata approvata dal Consiglio nel febbraio 2010 ed è frutto di un serrato confronto e dibattito con le categorie, le parti sociali e le diverse forze politiche, e rappresenta un punto di equilibrio tra apertura al mercato e alla concorrenza e valorizzazione delle prerogative della nostra comunità autonoma. Continua a leggere…
Venerdì scorso (30 dicembre) è stato posizionato un importante tassello del processo di attuazione della riforma degli incentivi alle imprese dello scorso luglio, riforma che parte dalla consapevolezza che la nostra Provincia, proprio in un momento di profondi cambiamenti economici e sociali globali, debba rinnovare i suoi strumenti per sostenere il tessuto economico trentino.
La Giunta provinciale ha infatti approvato i nuovi criteri attuativi per i contributi alle imprese relativi a spese per sostenere progetti di ricerca applicata, per l’assegnazione temporanea e per l’assunzione, anche a tempo indeterminato, di ricercatori. È utile evidenziare che le misure adottate vanno anche, attraverso la previsione di vincoli specifici, a vantaggio dell’occupazione e rappresentano un supporto all’avvio di nuove iniziative imprenditoriali.
Pubblico un mio editoriale su l’Adige di sabato scorso (17 dicembre) sul tema degli orari di apertura degli esercizi commerciali.
Stupiscono non poco le considerazioni sugli orari di apertura dei negozi, e più in generale sulla disciplina provinciale in materia di commercio, che Roland Caramelle, sindacalista della Cgil Commercio ha espresso ieri su questo giornale. Stupiscono perché sembrano ignorare il nuovo contesto, locale e nazionale, nel quale ci troviamo a operare. Stupiscono perché non considerano consapevolmente che proprio il sottoscritto, più volte, ha ribadito di non essere personalmente d’accordo su una liberalizzazione applicata senza regole, la quale tra l’altro (e qui sono d’accordo con Caramelle) non significa automaticamente la produzione di meccanismi di crescita e di aumento di consumi. Sono convinto infatti che pure all’interno di un necessario processo di libera iniziativa, di concorrenza e modernizzazione, servano alcune regole. Continua a leggere…
«Mi pare un dibattito stucchevole. Io avrei preferito, e in parte avevo anche suggerito, che sulla partita delle nuove regole del commercio i due comuni lavorassero assieme e immaginassero i loro centri storici come un distretto commerciale unico e omogeneo, anziché fare a gara tra loro».
Alessandro Olivi, dall’alto della sua poltrona di assessore provinciale, assiste dispiaciuto alle polemiche di questi giorni sull’apertura odierna degli esercizi commerciali a Trento che ha suscitato la rabbia dei negozianti roveretani. «Quando il 3 luglio avevo inviato ai Comuni la circolare con tutte le indicazioni su orari e aperture c’era stato un iniziale tentativo di dialogo tra le due giunte, poi, però, ognuno è andato per conto suo».
LUISA MARIA PATRUNO «Il Pd sarà il collante della coalizione di centrosinistra autonomista anche dopo il 2013». Alessandro Olivi, assessore provinciale all’industria, artigianato e commercio, è convinto che il suo partito riuscirà a svolgere il ruolo di «cardine» dell’alleanza che governa in Provincia, finora svolto dal presidente Lorenzo Dellai, impedendo che il progetto politico venga demolito quando il governatore non ne sarà più alla guida. Per la successione a Dellai, Olivi, che è indicato tra i possibili candidati, non si tira indietro. Ma invita ad evitare accelerazioni nella scelta, visto che mancano due anni, così come «staffette automatiche» Dellai-Pacher o la ricerca di un «papa nero» pescato dalla «società civile». E infine sottolinea l’esigenza di dare un segnale di rinnovamento nella continuità. Come dire che uno come lui andrebbe benissimo. Assessore OIivi, lei non pensa come dice il presidente Dellai che ci sia in corso un tentativo di demolire la vostra coalizione? Qualche elemento di criticità ci può essere nel momento in cui viene a mancare una forte leadership come quella di Lorenzo Dellai, grintosa e competitiva, che ha garantito stabilità. Ma il progetto politico di un centrosinistra territoriale che lui ha costruito può avere un futuro perché non è suo.
Mercoledì scorso (28 settembre) è stato presentato il Bilancio sociale del cosiddetto “Fondo Olivi”.
Alla presenza delle parti sociali e di alcuni imprenditori che hanno sperimentato e utilizzato il Fondo e con il Presidente Dellai sono stati illustrati i dati del provvedimento messo in campo, con la manovra anticrisi avviata dalla Provincia autonoma di Trento nell’autunno 2008, per incoraggiare le aziende a salvaguardare i loro posti di lavoro.
L’aiuto - da 1.000 euro a dipendente stabilizzato per almeno 1 anno, al massimo di 2.000 euro per 2 anni nel corso del triennio successivo - è consistito nel contribuire ai maggiori costi che le imprese avrebbero affrontato per realizzare progetti di riorganizzazione delle loro aziende allo scopo di mantenere i livelli occupazionali esistenti. Continua a leggere…
«Mi fa piacere che il Comune di Rovereto sia stato il primo tra i Comuni a cui la legge attribuisce queste nuove prerogative, all’insegna dell’autonomia e della responsabilità, a costruirsi un modello a misura di quelle che sono le prospettive e l’idea stessa di commercio urbano che la città della quercia si vuole dare». L’assessore provinciale Alessandro Olivi, «padre» della legge di riforma del commercio, ormai roveretano a tutti gli effetti, esprime apprezzamento per quanto deciso dal Consiglio comunale quasi all’unanimità nella sua ultima seduta. «Con questo passaggio è stato dimostrato che è stato giusto attribuire queste nuove funzioni ai Comuni e soprattutto ai Consigli comunali, che sono il luogo dove si può sviluppare un dibattito. Continua a leggere…
Con la “manovra bis” il Governo ha scavalcato le Regioni e le Provincie autonome imponendo loro una liberalizzazione totale degli orari d’apertura degli esercizi commerciali impiegando strumentalmente il principio di matrice europea della libera concorrenza.
Il Decreto (e la sua eventuale conversione in legge da parte del Parlamento) si pone in contrasto con l’impianto della nostra Riforma del luglio 2010. Riforma, giova ricordare, attenta alla salvaguardia degli elementi di qualità del sistema – sia in relazione alla programmazione commerciale, sia in relazione agli orari di apertura – ed imperniata intorno al principio della sostenibilità e quindi in grado di coniugare l’esigenza di modernizzazione del settore con le esigenze dei territori. Continua a leggere…
Con il provvedimento approvato venerdì scorso (19 agosto), la Giunta provinciale consolida e rafforza la posizione più volta espressa in questa legislatura – in primo luogo attraverso la Riforma del commercio del luglio 2010 – posizione che prevede una robusta valorizzazione del patrimonio esistente, sia immobiliare che aziendale e il massimo rigore, in termini qualitativi, per le nuove iniziative.
In particolare, per i soli ampliamenti di superficie, si elimina l’obbligo della realizzazione in locali interrati dei parcheggi pertinenziali richiesti con riferimento alla superficie di vendita oggetto dell’ampliamento e, sempre per i soli ampliamenti di superficie, si riducono di un terzo, rispetto alle fattispecie di nuova apertura e trasferimento, le dotazioni di parcheggi pertinenziali.
Alessando Olivi, assessore provinciale all’industria, artigianato e commercio, prende posizione all’indomani della pubblicazione dello studio del Centro di ricerca e tutela consumatori. Il documento evidenziava come, tra le grandi insegne della distribuzione trentina, non ci fossero forti differenze nei prezzi: un elemento che ha indotto i consumatori a pensare all’assenza di vera concorrenza. Cosa pensa di questa ipotesi? «Anzitutto apprezzo lo studio: la Provincia incentiva la tutela dei consumatori, con uno sportello e con un camper che gira sul territorio; il Centro consumatori, che si avvale della contribuzione pubblica, è un ottimo strumento di monitoraggio, utile per chi fa politica e per chi deve orientare le famiglie, in difficoltà durante la crisi. Io non credo all’idea di un cartello tra i disributori. Credo che la somiglianza dei prezzi derivi dal costante monitoraggio reciproco».
Nella serata di giovedì (21 luglio 2011) il Consiglio provinciale ha approvato la legge – dopo un confronto che ne ha irrobustito l’impianto riformatore – relativa la politica degli incentivi. La legge parte dalla consapevolezza che la nostra Provincia, proprio in un momento di profondi cambiamenti economici e sociali globali, debba disporre di una nuova e più adeguata “cassetta degli attrezzi” per sostenere il tessuto delle imprese. Non si tratta quindi di una mera revisione tecnica della materia.
Con la delibera approvata venerdì scorso (1 luglio 2011) dalla Giunta provinciale viene data attuazione ad uno degli aspetti più innovativi della Riforma del settore del commercio dello scorso luglio. Si è infatti definitivamente licenziato la nuova disciplina in materia di orari degli esercizi commerciali, disciplina che attribuisce un nuovo protagonismo alle singole Amministrazioni comunali. È una delibera molto innovativa perché consente di presentare un Trentino più aperto, più ospitale, dove il commercio incontra meglio le esigenze e le prerogative del turismo.
In un contesto economico - come quello attuale - attraversato da rapide e profonde trasformazioni troppo spesso la Pubblica amministrazione fa fatica ad adeguare i suoi strumenti di intervento.
A questo fine la Provincia sta profondamente rinnovando la disciplina relativa agli incentivi alle imprese proponendosi principalmente di semplificare le procedure e il quadro normativo e di introdurre maggiore selettività negli aiuti al fine di sostenere i soggetti che difficilmente riescono a partecipare al mondo delle imprese, l’internazionalizzazione e le aggregazioni anche tramite il contratto di rete.
«I Comuni? Paura di governare»
04 maggio 2011 — pagina 14 sezione: Cronaca
TRENTO. «Il bello è che i soggetti che più sono favoriti dalla nuova legge di riforma del commercio sono quelli che più fanno resistenze». E di questo l’assessore Alessandro Olivi non riesce a capacitarsi, tanto da chiedersi se effettivamente le richieste di autonomia avanzate dai Comuni non sia premature visto che poi, di fronte a una concessione di “potere”, non sanno cosa farsene.
«Ho l’impressione che molti non abbiano capito questa riforma - si sfoga l’assessore - primi fra tutti i sindaci. Per una volta che la Provincia si spoglia di una sua prerogativa, si preferisce quasi che l’imposizione arrivi dall’alto pur di non esercitare l’“autodeterminazione”». Il tema del dibattito è quello della classificazione dei Comuni in turistici, accolta con un vespaio di polemiche soprattutto da quelli declassati, Pergine e Mori su tutti.
dal TRENTINO di giovedì 21 aprile 2011
TRENTO. «Se qualcuno si è messo in testa che Trentino Sviluppo sia una banca, dovrà cambiare idea. Sradicheremo quest’illusione, cominciando a cambiare i criteri dei lease back». E’ deciso Alessandro Olivi nel confermare la nuova stagione della politica industriale contenuta nella proposta di revisione della legge 6: «L’emergenza e gli interventi straordinari non possono durare in eterno». Continua a leggere…
Con la delibera approvata, su mia proposta, dalla Giunta provinciale venerdì 25 marzo 2011 prosegue il percorso di attuazione della cosiddetta “Riforma Olivi” dello scorso luglio riguardante il settore del commercio, riforma che ha tra i propri obiettivi quello di aumentare la competitività del sistema prevedendo una serie di strumenti atti a semplificare le procedure amministrative e ad incoraggiare l’attività imprenditoriale, soprattutto con riferimento alla piccola-media distribuzione. Il provvedimento - contenente diversi elementi di novità, sia procedurali che sostanziali - si colloca in questo contesto definendo, come previsto dalla legge, alcuni aspetti relativi alla valorizzazione del commercio nei centri storici: i nuovi criteri attuativi riguardanti la perimetrazione dei “luoghi storici del commercio” e la tenuta e l’aggiornamento dell’Albo delle Botteghe storiche trentine. Continua a leggere…
Il provvedimento varato, su mia proposta, dalla Giunta provinciale venerdì scorso (11 marzo 2011), e che stabilisce i criteri e le modalità di finanziamento per la promozione delle attività commerciali nei centri storici, aggiunge un ulteriore tassello al progetto di attuazione della nuova legge del settore approvata nel luglio del 2010 e che, come è noto, ha come obiettivo strategico quello di valorizzare il commercio nei centri storici attraverso la rivitalizzazione delle piccole e medie strutture. In questo modo queste realtà possono diventare dei veri e propri centri commerciali naturali, non in contrapposizione, ma certamente in discontinuità rispetto al modello che nel passato ha comportato la proliferazione, non sempre equilibrata, dei centri commerciali e frequentemente ha favorito la grande speculazione commerciale mascherata da esigenze di sviluppo. Continua a leggere…
L’attenzione all’innovazione, alla ricerca, allo sviluppo e alle profonde trasformazioni che interessano il mondo del lavoro caratterizza profondamente le politiche della Provincia: la Manovra anticrisi approvata nel 2009, l’ultima Finanziaria e quindi il disegno di legge varato su mia proposta venerdì 4 marzo 2011 dalla Giunta provinciale - un provvedimento che si propone di innovare profondamente la disciplina degli aiuti alle imprese - si collocano in tale ambito.
In uno scenario economico mutevole – in cui il mondo delle imprese è abile ad adattarsi, in quanto a questo sempre abituato – troppo spesso è la pubblica amministrazione a non essere organizzata per le accelerazioni dell’economia. Continua a leggere…
La cosiddetta “Riforma Olivi” del luglio 2010 ha definito, per il settore del commercio, un quadro normativo fortemente innovativo e discontinuo rispetto alla precedente legislazione in vigore dal 2000. La delibera approvata dalla Giunta provinciale venerdì 4 febbraio 2011 si colloca in questo contesto definendone, come previsto dalla legge, alcuni aspetti.
E’ importante ricordare i principi fondanti la riforma che trovano conferma nel provvedimento di venerdì: la competitività del sistema in quanto sono previsti una serie di strumenti atti a semplificare le procedure amministrative e a incoraggiare l’intrapresa, soprattutto con riferimento alla piccola-media distribuzione; la sostenibilità sociale in quanto la Provincia si riserva la regia della programmazione delle grandi strutture di vendita; regia basata su criteri di natura urbanistica, ambientale ed architettonica quali l’uso del territorio, l’attenzione al contesto della rete viaria e l’incidenza degli insediamenti sulla qualità dell’aria, la tutela dell’ambiente e della salute pubblica, l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e di tecniche che consentano il risparmio energetico.