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Dal 22 ottobre in vigore il nuovo Reddito di attivazione

ott 26 • Lavoro, Ultime news • 725 Views • Nessun commento

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Da pochi giorni, per essere precisi dal 22 ottobre, i cittadini trentini che ne hanno i requisiti possono accedere ad un nuovo ammortizzatore sociale di integrazione a sostegno del reddito: il Reddito di attivazione.

Con il nuovo Reddito di attivazione viene ulteriormente rafforzato il primo dei quattro pilastri del sistema di ammortizzatori sociali provinciali. Infatti il modello trentino prevede il Reddito di Attivazione per i lavoratori disoccupati, il Reddito di continuità per i lavoratori sospesi, il Reddito di qualificazione per i giovani lavoratori che vogliono terminare gli studi o laurearsi ed il Reddito di Garanzia per le famiglie bisognose.

Si tratta di una misura unica in Italia che ha visto l’impegno diretto della giunta provinciale che, a seguito di vari confronti con il Ministero del Lavoro e la sottoscrizione di una convenzione con l’INPS per la gestione dell’ammortizzatore provinciale, permetterà ai lavoratori licenziati a partire dal 1° maggio 2015 che hanno terminato di utilizzare la NASpI e che siano in possesso dei requisiti previsti di fare richiesta del “Nuovo Reddito di Attivazione”.

Con l’attuazione di questa misura, prevista nel programma di legislatura, si rafforza l’idea di un modello di welfare territoriale, che integra e rafforza le prestazioni statali, assolutamente unico nel panorama nazionale e che, unitamente al sistema di politiche attive del lavoro, fa della Provincia autonoma di Trento un costante cantiere di innovazione. Il Governo dà fiducia al Trentino, grazie alla nostra capacità di anticipare i processi di riforma e in questo senso la Provincia di Trento fa scuola in Italia, in quanto ai lavoratori disoccupati del nostro territorio sarà garantito un sistema che prevede contemporaneamente un sostegno al reddito più duraturo e più intenso e misure mirate alla promozione di nuove opportunità occupazionali.

Maggiori informazioni.

Il Reddito di attivazione è stato introdotto fin dal 2014, quando l’Agenzia del lavoro, tramite l’INPS, ha dato avvio all’erogazione di questa indennità provinciale in favore dei disoccupati che hanno terminato di percepire l’ASpI o la mini-ASpI, in possesso di specifici requisiti di età e residenza nel territorio provinciale e che abbiano dimostrato di essersi attivati per la ricerca di un nuovo lavoro. L’obiettivo era quello di prolungare la durata del periodo di percezione delle indennità statali già erogate dall’INPS. Questo fino ad ora. Con l’introduzione della nuova indennità di disoccupazione (NASpI) e dell’ASDI, previsti dal Jobs Act, la Provincia autonoma di Trento ha provveduto a modificare ed ampliare il Reddito di attivazione estendendolo a una nuova categoria di destinatari. In particolare si è prevista la possibilità di erogare, tramite l’INPS, una nuova misura che andrà ad integrare l’ASDI e sarà rivolta a tutti quei disoccupati che, dopo aver fruito della NASpI, siano ancora privi di occupazione e si trovino in una condizione di effettivo bisogno.

Diventa così operativo per i lavoratori disoccupati del territorio uno strumento di politica del lavoro che non ha eguali nel resto del Paese. Si tratta di una misura integrativa a sostegno del reddito, finanziata esclusivamente con risorse provinciali, che consentirà a coloro che hanno perso il lavoro, da un lato, di poter contare su un sostegno economico più lungo e più intenso nella fase di passaggio da un’occupazione ad un’altra, dall’altro di coinvolgere attivamente – da qui la denominazione di reddito “di attivazione” – i beneficiari in progetti di promozione delle opportunità occupazionali, finalizzati a rendere più brevi possibile i tempi di rientro nel mercato del lavoro. Il lavoratore che, dopo aver beneficiato di tutti gli ammortizzatori previsti dallo Stato, sia ancora disoccupato, non resterà dunque solo, ma potrà usufruire di un ulteriore intervento, migliorativo rispetto a quello statale, che ne favorisca la ricollocazione occupazionale. Potranno fare domanda di nuovo Reddito di attivazione i cittadini residenti in Trentino con un indicatore ISEE fino a 8.000 euro. In questo modo viene notevolmente ampliata la platea dei beneficiari del sostegno statale (l’ASDI, Assegno di Disoccupazione) che viene concesso solo a fronte di un indicatore ISEE fino a 5.000 euro, e solo in presenza di figli a carico o, in alternativa, di età superiore ai 54 anni. Condizione per l’accesso e il mantenimento del diritto al nuovo Reddito di attivazione, è la sottoscrizione da parte del disoccupato di un progetto personalizzato con il Centro per l’impiego e lo svolgimento delle misure di ricerca attiva di lavoro concordate ed in esso previste. Il nuovo Reddito di attivazione spetta per un periodo massimo di 6 mensilità, così come l’ASDI.

L’importo del Reddito di attivazione è ora pari al 75% dell’ultima indennità di NASpI percepita, ma senza l’applicazione del massimale previsto per l’ASDI (che è di circa 450 euro). Sono inoltre previsti incrementi nel caso di figli minorenni a carico. L’accesso al Nuovo RA avviene su domanda in via telematica, che il lavoratore può inoltrare attraverso gli stessi canali previsti per l’ASDI, dunque o direttamente, accedendo al sito dell’INPS (se provvisto delle credenziali di accesso), o semplicemente rivolgendosi ad un Patronato. La domanda deve essere presentata entro 30 giorni dal termine della NASpI. Si stima che l’erogazione del nuovo reddito di attivazione riguarderà potenzialmente circa 2100 beneficiari all’anno in Trentino, per un importo corrispondente di spesa che, sempre secondo le stime, si aggira sui 2,7 milioni di euro.

Il nuovo Reddito di Attivazione ha efficacia retroattiva. Potranno, infatti, beneficiarne anche coloro che, avendo perso il lavoro a partire dal 1 maggio 2015, hanno già terminato la NASpI e presentino domanda entro il termine massimo di 30 giorni dalla data di pubblicazione della circolare INPS che informa dell’introduzione della misura. La circolare INPS verrà pubblicata il 22 ottobre 2016 sul sito dell’INPS

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