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Trentino Sviluppo: uno studio per analizzare gli effetti di ogni euro investito a sostegno delle imprese

ago 10 • Industria, Notizie • 1128 Views • Nessun commento

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Lo studio scientifico sugli effetti degli investimenti di Trentino Sviluppo realizzato dai ricercatori dal team di FBK-IRVAPP coordinato da Antonio Schizzerotto e presentato la scorsa settimana rappresenta un nuovo metodo di lavoro che abbiamo voluto darci per valutare in maniera rigorosa gli effetti degli interventi pubblici messi in atto in Trentino a sostegno delle infrastrutture produttive. L’idea alla base dello studio è stata quella di analizzare, attraverso l’utilizzo di modelli scientifici, quanto ogni euro di investimenti messi in atto da Trentino Sviluppo sia in grado di produrre benefici economici e sociali sul territorio. Il tutto nello spirito di trasparenza e responsabilità che deve contraddistinguere sempre l’attuazione di politiche pubbliche.

Il team di ricerca coordinato da Antonio Schizzerotto ha “passato ai raggi X” le 15 principali iniziative finanziate lo scorso anno. Dalla ricerca emerge una quantificazione dell’effetto leva generato dalle operazioni sugli asset produttivi, locazioni immobiliari e insediamenti negli “incubatori d’impresa”: si stima infatti che ogni euro speso da Trentino Sviluppo nel 2015 genererà entro il 2019 altri 6 euro spesi dai privati, tra investimenti propri e redditi da lavoro, che lieviteranno a 9 euro considerando l’effetto moltiplicativo derivante dalla stimolazione indotta di altri settori economici. Lo studio rappresenta la prima tessera del puzzle che andrà a comporre il Bilancio sociale di Trentino Sviluppo.

I dati costruiti con assoluto rigore scientifico dimostrano che le nostre politiche di sviluppo stanno generando quell’effetto leva, quella “cinghia di trasmissione” che rappresa il presupposto nuovo, molto più selettivo di un tempo, con cui decidiamo di intervenire a supporto di alcuni distretti, di alcune filiere, di alcuni snodi importanti del tessuto economico locale.

L’incremento dell’1% del PIL provinciale, l’aumento del reddito da lavoro, un indotto che si irradia sul territorio in modo diffuso non sono conseguenze casuali bensì il risultato di un nuovo approccio delle politiche pubbliche: meno interventi da parte di Trentino Sviluppo, più finalizzati a far emergere quel potenziale di crescita competitiva che esiste e che per essere valorizzato ha bisogno di una mano pubblica più lieve, non invasiva. In questo contesto il tema delle infrastrutture produttive è fondamentale perché consente alle aziende di concentrarsi non tanto sui muri dei propri stabilimenti ma sul generare occupazione, sull’effettuare investimenti strategici in macchinari ed impianti ad elevato valore tecnologico.

Il “motore” dello studio condotto dal team di ricerca che fa capo al prof. Antonio Schizzerotto si chiama MEMT (Modello Econometrico Multisettoriale del Trentino), e “gira” grazie ad un sistema composto da oltre 400 equazioni stimate su diverse serie storiche. Una metodologia utilizzata per realizzare delle analisi simulative in grado di stimare in che misura, e attraverso quali canali, le somme movimentate dagli interventi messi in atto da Trentino Sviluppo in campo immobiliare si riflettano sui principali aggregati contabili dell’economia trentina: PIL, consumi delle famiglie, investimenti fissi lordi, valori aggiunti settoriali.

Sono 15 le operazioni di supporto alle infrastrutture produttive portate a termine nel 2015 e finite sotto la lente di ingrandimento del team di ricerca. Diverse le tipologie: dalla sottoscrizione di un prestito obbligazionario subordinato all’impegno, da parte della società, di realizzare nuovi investimenti di sviluppo aziendale, come un nuovo plant produttivo  (es. Menz & Gasser, Costruzioni Meccaniche Valentini) all’insediamento nei BIC, i Business Innovation Center (es. Veronagest, Tozzi-Margherita, Rtr, Dana), passando per la locazione ordinaria di immobili già di proprietà di Trentino Sviluppo o acquistati all’occorrenza (es. Vetri Speciali, Mariani, Fucine Film Solutions, Waris, Le Nappage, Coopglas) fino all’acquisto di macchinari particolarmente sofisticati finanziati con il cosiddetto Fondo impianti tecnologici (es. CPT).

Cliccando qui è possibile consultare le slides proiettate durante la presentazione della ricerca.

 

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