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Nuova imprenditorialità: 714 domande presentate. L’86% da giovani e donne.

lug 25 • Artigianato, Innovazione, Lavoro, Notizie • 1142 Views • Nessun commento

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Nell’aprile del 2015, quando è stata adottata la delibera di Giunta, speravamo che il nuovo pacchetto di misure a sostegno della nuova imprenditorialità potesse iniettare nuova linfa in un tessuto produttivo sfaldato da una difficile situazione economica. Oggi, a nove mesi dall’avvio operativo del “Pacchetto nuova imprenditorialità”, il gradimento è andato ben oltre le più ottimistiche previsioni: 2.600 contatti allo Sportello di Trentino Sviluppo, 714 domande presentate, per l’86% da parte di giovani e donne, con investimenti complessivi per i privati impegnati nell’avvio di una nuova attività imprenditoriale pari ad oltre 60 milioni di euro. Commercio, artigianato e turismo i settori più gettonati.

Un risultato per certi aspetti sorprendente che testimonia come non c’è assuefazione, non c’è voglia di abbandonare l’idea che un progetto di vita legato all’avvio di un’attività di piccola impresa è un qualcosa che permea la società trentina. In particolare l’86 per cento dei progetti, in media, sono presentati da giovani sotto i 35 anni o da donne, e questo era un altro obiettivo di inclusione sociale che il progetto portava con se.

In questo primo step ci siamo posti l’obiettivo di dare un segnale di fiducia a tutti coloro che volessero investire sui propri talenti in una logica d’impresa, stimolando anche la rigenerazione di un tessuto produttivo che ha comunque bisogno di nuove leve, di persone giovani che ci credono e che investono. Ora stiamo lavorando alla terza fase del piano, con la focalizzazione dei contributi su settori più idonei ad impattare sulla competitività del sistema, e per questo stiamo ragionando sulle “smart specialisation”, cioè le specializzazioni intelligenti individuate nell’ambito della programmazione europea.

Questa forma di incentivi non si limita all’erogazione di contributi economici ma, attraverso un sistema complesso che ha messo assieme gli uffici provinciali e quelli di Trentino Sviluppo (2.600 contatti allo Sportello Unico) ha messo a disposizione degli interessati un forte sistema volto alla valorizzazione dell’autonomia delle persone.

I dati evidenziano un vero e proprio boom quello delle richieste di contributo per l’avvio di una nuova attività imprenditoriale sul territorio trentino. C’è voglia di mettersi in proprio, quindi, soprattutto da parte di donne e giovani – a queste due categorie appartiene l’86% dei richiedenti, con una percentuale passata dal 75% del 2015 al 91% del 2016 – mentre tra i settori più dinamici spiccano commercio e artigianato, rispettivamente con il 59% e 29% delle pratiche, seguiti a distanza da turismo (6%) e industria (4%).

Nei primi sei mesi del 2016 lo Sportello unico di Trentino Sviluppo ha gestito 1.500 contatti. Le domande di contributo presentate dal 1 marzo al 30 giugno, termine previsto dalla normativa, sono state 490 (224 nel 2015) per un importo complessivo di spesa pari a 37 milioni e 161 mila euro (23 milioni e 128 mila euro nel 2015).

I nuovi criteri fissati per quest’anno, più restrittivi, prevedevano un limite massimo di spesa che va dai 40 mila euro (piccole imprese) agli 80 mila euro (piccole imprese a partecipazione femminile o giovanile oppure costituite da disoccupati da almeno 12 mesi), con una misura di contributo che può variare, a seconda della tipologia di impresa, dal 30% al 50% delle spese ammesse.

L’analisi di verifica puntuale delle domande da parte dei tecnici di Trentino Sviluppo è ancora in corso, non è quindi al momento disponibile il dato relativo alle domande ammesse a contributo (nel 2015 erano state 204 su 224).

Delle 490 domande presentate nel 2016 il 91% riguarda comunque aiuti richiesti da nuove attività d’impresa avviate da giovani o donne, con un sensibile balzo in avanti, quindi, rispetto al 75% del 2015.

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