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Roma: firmata oggi la convenzione tra Provincia e Ministero del Lavoro per il nuovo Reddito di attivazione

mar 22 • Innovazione, Lavoro, Notizie • 669 Views • Nessun commento

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La giornata di oggi è triste causa il drammatico attentato terrorista che ha colpito Bruxelles. Occorre però guardare avanti con fiducia e ritengo quindi utile aggiornarvi, pressoché in tempo reale, in merito al compimento di un nuovo importante passo avanti compiuto oggi nel rafforzare e qualificare il sistema di welfare trentino avvenuto grazie all’approvazione di un accordo tra la Provincia Autonoma di Trento e il Governo che consentirà di introdurre a favore dei nostri disoccupati e delle persone a maggior rischio di povertà il nuovo reddito di attivazione.

Trattasi di un sostegno al reddito, unico in Italia, che integra e migliora sia nella durata che nell’intensità gli ammortizzatori dello stato favorendo così l’inclusione sociale e la ricerca attiva di una nuova opportunità occupazione.

In occasione della firma dell’accordo il ministro Poletti ha ribadito che le politiche del lavoro attuate in Trentino costituiscono un esempio di autonomia responsabile capace di generale innovazione e sperimentazione utile al governo per monitorare, dal Trentino, la possibile evoluzione degli strumenti a sostegno delle fasce deboli della popolazione.

Il nuovo reddito di attivazione in Trentino potrà essere esteso, sulla base dell’intesa con il Governo, a tutti coloro che, dopo aver percepito l’indennità di disoccupazione dello Stato, non hanno trovato un lavoro e versano in una situazione economica di difficoltà, con ISEE pari o inferiore a 8.000 euro.

Si tratta di un modello di welfare territoriale, che integra e rafforza le prestazioni statali, assolutamente unico nel panorama nazionale e che, unitamente al sistema di politiche attive del lavoro, fa della Provincia autonoma di Trento un costante cantiere di innovazione. Il Governo dà fiducia al Trentino, grazie alla nostra capacità di anticipare i processi di riforma e in questo senso la Provincia di Trento fa scuola in Italia, in quanto ai lavoratori disoccupati del nostro territorio sarà garantito un sistema che prevede contemporaneamente un sostegno al reddito più duraturo e più intenso e misure mirate alla promozione di nuove opportunità occupazionali.

Il ministro Poletti ha ribadito che Il Trentino conferma la sua particolare sensibilità ai problemi del lavoro e alla dimensione sociale. L’intervento che prende avvio con l’accordo sottoscritto oggi è coerente con un impianto generale che il Governo sta sviluppando, con l’obiettivo, da una parte di sostenere il reddito e dall’altra, attraverso le politiche attive, di promuovere nuove opportunità. Questa possibilità consentirà al Ministero di analizzare e valutare gli effetti di scelte che consideriamo positive ed utili per tutto il Paese.

Il Reddito di attivazione risale all’autunno 2014, quando l’Agenzia del lavoro, tramite l’INPS, ha dato avvio all’erogazione di questa indennità provinciale in favore dei disoccupati che hanno terminato di percepire l’ASpI o la mini-ASpI, in possesso di specifici requisiti di età e residenza nel territorio provinciale e che hanno inoltre dimostrato di essersi attivati per la ricerca di un nuovo lavoro. Obiettivo: prolungare la durata del periodo di percezione delle indennità statali già erogate dall’INPS. Questo fino ad ora.

Nel dettaglio

Con l’introduzione della nuova indennità di disoccupazione (NASpI) e dell’ASDI, previsti dal Jobs Act, la Provincia autonoma di Trento ha provveduto a modificare ed ampliare il reddito di attivazione estendendolo a una nuova categoria di destinatari. In particolare si è previsto la possibilità di erogare, tramite l’INPS, una nuova misura che andrà ad integrare l’ASDI e sarà rivolta a tutti quei disoccupati che, dopo aver fruito della NASpI, siano ancora privi di occupazione e si trovino in una condizione di povertà (con indicatore della situazione economica pari o inferiore a 8.000 euro); per accedere a questa misura è necessario che il disoccupato svolga, durante il periodo di percezione del trattamento, le attività di formazione e di ricerca attiva di lavoro concordate con il Centro per l’impiego in un progetto personalizzato. Il nuovo reddito di attivazione ha una durata massima di 6 mesi ed è corrisposto, per un importo mensile massimo del 75% dell’ultima mensilità di NASpI, senza l’applicazione del tetto previsto dalla normativa statale per l’ASDI (circa 500 euro).

I disoccupati trentini, grazie alla firma dell’accordo di oggi, potranno beneficiare di un sostegno al reddito che:

  • copre una platea più vasta di potenziali beneficiari, con un indicatore della situazione economica pari o inferiore a 8.000 euro, anziché 5.000 euro previsti per l’ASDI;
  • non si rivolge solo a coloro che hanno figli a carico o un’età superiore ai 54 anni, come invece per l’ASDI;
  • non prevede il tetto massimo mensile dell’importo erogato, previsto per l’ASDI.

Con questo ulteriore strumento, la Provincia autonoma di Trento completa il sistema di ammortizzatori sociali provinciali che dà attuazione alla delega ricevuta in materia dallo Stato nel 2009, basato su:

  • Reddito di attivazione, quale sostegno al reddito a favore dei lavoratori disoccupati;
  • Reddito di continuità, a valere sul fondo territoriale intercategoriale, a sostegno del reddito dei lavoratori sospesi dal lavoro;
  • Reddito di qualificazione, a sostegno dei giovani lavoratori che desiderino ottenere un titolo di studio;
  • Reddito di garanzia, a sostegno delle famiglie povere.
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