innovazione (480 x 300)

Concessioni «tracciabili» per le cave. Scopo: garantire regolarità contributiva e retributiva

gen 22 • Lavoro, Notizie, Rassegna stampa • 574 Views • Nessun commento

FacebookTwitterGoogle+PinterestWhatsAppWordPressEmail

Mia intervista pubblicata su l’Adige di venerdì 22 gennaio 2016.

TRENTO – Altro che vincolo occupazionale, pena la perdita della concessione. È stato con il comma 5 dell’ articolo 33 della legge provinciale 7/2006 sulle cave, quello che ha permesso di evitare la messa all’ asta delle concessioni, a prevedere la clausola dei «livelli occupazionali da mantenere per la durata della concessione» nel settore del porfido. Una legge partorita sotto la pressione di Bruxelles, che aveva messo sotto procedura di infrazione la Provincia autonoma di Trento.

Negli ultimi anni, c’ è stata una continua, inarrestabile espulsione di lavoratori, e il vincolo occupazionale è stato di comune accordo messo da parte con il protocollo d’ intesa del 7 novembre 2012 tra Provincia, Comuni, Distretto del porfido, rappresentanti dei cavatori e sindacato. Quel protocollo ha riconosciuto che «gli atti di concessione ammetteranno la possibilità di eventuali riduzione degli occupati», purché siano attivitati gli ammortizzatori sociali, le riduzioni di personale siano motivate e ci sia la consultazione -accordo tra le parti sociali e il Comune interessato. Di fatto, un aggiramento del vincolo previsto per legge per non perdere la concessione.

Com’ è stato possibile? «Quel protocollo» risponde l’ assessore allo sviluppo economico, Alessandro Olivi, «fu promosso dal sindacato e dalle imprese.

Il fine era positivo. Essendo l’ occupazione uno dei parametri per graduare il regime transitorio delle concessioni, fu individuato un meccanismo trasparente di consultazione e concertazione. Si è voluto dire: se per ragioni contingenti, legati alla crisi, un’ impresa non ce la fa, non deve automaticamente restituire la concessione».

Il protocollo ha funzionato?

«In alcuni casi, sì. In altri, no. Ma il soggetto che deve intervenire per la revoca delle concessioni è il Comune».

Che, però, salvo un caso a Lona -Lases, mai è accaduto. Assessore, quando e come partirà la prevista gestione associa ta del settore?

«Vogliamo fare in fretta. I servizi minerario, autonomie locali e legislativo sono al lavoro. Entro primavera, proporrò una schema ai Comuni, senza deroghe e senza rinvii».

Una sola gestione associata con un Comune capofila?

«Dal mio punto di vista, sì: non si può spezzettare il bacino del porfido. I sindaci devono capirlo. Sarà una gestione associata per le funzioni tecnico giuridiche relative ai rapporti tra pubblica amministrazione e imprese: rilascio e revoca concessioni, piani di attuazione, calcolo dei canoni. Serve efficienza, più equità, garantire l’ interesse pubblico generale, allontanare il rapporto tra singoli atti amministrativi e interessi particolari: oggi c’ è un problema di eccessiva prossimità tra amministrazioni pubbliche e imprese».

Quale gestione associata, quindi?

«Ci sono due ipotesi: o un Comune capofila, o i Comuni che, in convenzione, danno vita ad una nuova struttura, terza, una centrale di competenze, per garantire omogeneità».

Entro quando sarà modificata la legge di settore?

«Entro il 2016. Sarà una modifica qualitativa».

Su quali aspetti?

«Primo: riduzione drastica della composizione del distretto, oggi pletorico e dispersivo. Avrà un presidente nominato dalla Provincia e funzioni di indirizzo. Secondo: per le concessioni sarà previsto per legge un meccanismo di tracciabilità per controllare la regolarità contributiva e retributiva, requisiti per mantenerla. Chi fa impresa con un “bene comune” come il porfido, ha ancora maggiori responsabilità verso la collettività. Terzo: definiremo il rapporto tra prima e seconda lavorazione. L’ obiettivo è limitare, fino ad annullarla, la vendita del materiale grezzo. Dalle cave e dai piazzali devono uscire solo prodotti lavorati bene». Do. S.

L'ADIGE_22-01-2016_porfido

No TweetBacks yet. (Be the first to Tweet this post)
FacebookTwitterGoogle+PinterestWhatsAppWordPressEmail

Related Posts

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

« »