Polo meccatronica

Meccatronica Rovereto: Bonfiglioli triplica

gen 21 • Industria, Innovazione, Notizie • 1180 Views • Nessun commento

FacebookTwitterGoogle+PinterestWhatsAppWordPressEmail

Siglato nel pomeriggio di ieri l’accordo tra Provincia autonoma di Trento, Trentino Sviluppo e rappresentanti di categoria con Bonfiglioli Riduttori, che rilancia così la scommessa sul Polo Meccatronica di Rovereto rafforzando il proprio radicamento in Trentino e allo stesso tempo rappresenta una svolta strategica all’interno del polo stesso.

A quattro anni dall’avvio del Bonfiglioli Mechatronic Research, operativo dal 2011 con una prima unità sperimentale composta inizialmente da una decina di ricercatori, la multinazionale emiliana, familiare come proprietà ma internazionale come reti di sviluppo, una dei leader internazionali del settore, ha siglato oggi con la Provincia autonoma di Trento e con Trentino Sviluppo un’intesa che prevede la localizzazione a Rovereto della nuova unità di business denominata “Mechatronic Drives and Solutions”.

Bonfiglioli localizzerà in Trentino la propria unità di business “Mechatronic Drives & Solutions” una delle quattro diverse aree in cui si articola il gruppo industriale che con 3.500 dipendenti distribuiti in 17 paesi nel 2015 ha avuto un fatturato di oltre 700 milioni di euro con un incremento del 13% rispetto all’anno precedente. Quella della meccatronica è la filiera del gruppo che negli ultimi anni è cresciuta maggiormente e tra gli obbiettivi dell’accordo ci sono la costruzione, entro il 2018, di un nuovo stabilimento all’interno del Polo della Meccatronica con la previsione di un importante incremento di fatturato rispetto all’attuale che triplicherà l’occupazione attuale: dalle 30 persone oggi occupate la nuova fabbrica darà lavoro a 100 persone.

L’accordo firmato oggi con Bonfiglioli, in forza del quale quest’eccellenza della manifattura italiana e internazionale decide di realizzare in Trentino la business unit della meccatronica concentrando sul nostro territorio attività di ricerca, produzione e significativo incremento occupazionale, credo rappresenti non solo una svolta nell’ambito del progetto del Polo di Rovereto ma anche il concreto segno di una politica economica che promuove il sistema trentino, attrae nuovi investimenti, apre finestre sul mondo; un accordo che rappresenta un risultato di grande portata nel campo dello sviluppo e della creazione di nuovo lavoro.

Il Trentino è stato scelto per la concretezza delle politiche che stiamo dimostrando di attuare facendo del Polo Meccatronica una concreta e riconoscibile opportunità per lo sviluppo di gruppi industriali di qualità e dimensione internazionale. Vince così la nostra idea di costruire a Rovereto non solo una sede fisica per le imprese, ma una piattaforma dove sviluppare una politica industriale innovativa che si fonda sull’effettiva combinazione tra ricerca, formazione e produzione.

La scelta di Bonfiglioli di realizzare dentro il Polo una nuova unità produttiva dedicata alla meccatronica rappresenta la chiusura di un cerchio e certifica che il progetto ha ormai acquisito una sua forte credibilità. Rovereto non è una sede periferica dove collocare un centro di ricerca o una micro unità produttiva, ma diventa la sede della divisione meccatronica di un grande gruppo industriale. Un elemento che fungerà sicuramente da stimolo nell’attrazione di altre aziende leader che vorranno cogliere il valore aggiunto di questo nostro progetto.

Questo accordo segna in modo concreto un’ulteriore svolta nel progetto industriale Meccatronica. Abbiamo sempre creduto che questo potesse diventare un avamposto in un settore nascente come quello della meccatronica. Con l’accordo sottoscritto il polo di Rovereto diventa un caposaldo che ci consente di guardare al futuro con più determinazione. Sappiamo che questa è la strada giusta. Sappiamo che le migliori industrie possono guardare a questo territorio come ideale per progettare il futuro».

Ora il progetto prende forma. Bonfiglioli e Dana sono i pilastri, adesso arriva anche il punto di saldatura, con l’impegno dell’università. A chi ha parlato di dirigismo pubblico, dico che sì, qui il pubblico fa la sua parte, ma è chiaro che servono le imprese. A cui sì, mettiamo a disposizione delle strutture pubbliche, con fondi europei che guarda caso vanno in questa direzione. E’ un modo nuovo di operare, una rottura con il passato.

No TweetBacks yet. (Be the first to Tweet this post)
FacebookTwitterGoogle+PinterestWhatsAppWordPressEmail

Related Posts

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

« »