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30° rapporto occupazione Trentino: più assunti ma la crisi non è finita

dic 5 • Lavoro, Notizie, Proposte, Rassegna stampa • 810 Views • Nessun commento

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Presentati ieri in una tavola rotonda moderata dal presidente dell’Agenzia del Lavoro Riccardo Salomone, i dati contenuti nel 30° Rapporto sull’occupazione in Trentino.

Abbiamo sicuramente una dato confortante (oltre 98.000 nuove assunzioni nei primi 9 mesi del 2015), ovvero l’aumento delle assunzioni e un migliore saldo tra le stesse assunzioni e le cessazioni. Il Trentino non si può fermare ma deve continuare sulla strada delle politiche attive del lavoro, coinvolgendo sempre di più anche le imprese. Un altro indicatore positivo è l’aumento della qualità del lavoro, determinato dalla crescita dei contratti a tempo indeterminato, dove i giovani sembrano intercettare questa nuova strumentazione che incentiva la stabilizzazione del lavoro. Le politiche pubbliche della Provincia autonoma di Trento, che in questi anni hanno avuto come obiettivo la garanzia delle tutele ai disoccupati hanno creato un sistema  coeso. Oggi, le riforme del governo Renzi e la batteria di nuovi ammortizzatori predisposta in Trentino rappresentano il punto di incontro fra sostegno al lavoratore e condizionalità.

Il futuro della politica della Provincia autonoma di Trento e di Agenzia del lavoro sarà di incrociare politiche passive e politiche attive, le politiche del lavoro e le politiche industriali. Il lavoro non si crea per decreto ma c’è bisogno di rafforzare la qualità del sistema economico e degli strumenti. Abbiamo scelto la strada delle agevolazioni fiscali, che stiamo per varare nella prossima legge finanziaria, le quali hanno l’obiettivo di sostenere di più le aziende che assumono, che stringono accordi di produttività e che, concretamente, aiutano i giovani ad entrare nel mercato del lavoro.

Per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali, abbiamo costruito sul territorio una rete di misure che va difesa e salvaguardata perché rappresenta in ambito nazionale una sperimentazione innovativa e in grado di dare un contributo originale al problema della disoccupazione. Il Trentino ha investito nel reddito di garanzia, misura unica nel panorama italiano, che adotta il principio della condizionali verso il lavoratore ed è finanziata con risorse proprie. Così come abbiamo avviato il reddito di attivazione, altro strumento adottato per primo dal Trentino e che oggi è ripreso in campo nazionale. Infine voglio ricordare il fondo solidarietà, che vede la messa in comune dei contributi delle parti sociali e mira alla responsabilizzazione dei territori.

Il Piano di politica del Lavoro a breve verrà adottato dalla Giunta è una cassetta degli attrezzi per orientare il mercato del lavoro e che deve essere utilizzata tenendo conto delle esigenze e delle priorità. Vogliamo sostenere interventi personalizzati e integrati. Solo così possiamo pensare di passare dall’occupabilità all’occupazione. Inoltre puntiamo alla responsabilizzazione del disoccupato, attraverso il principio della condizionalità, che vede al centro il disoccupato sempre più attore del proprio progetto di reinserimento lavorativo.

I futuri Centri per l’impiego dovranno essere il luogo di incontro tra lavoratori e aziende, grazie alla messa a disposizione di servizi specifici. Sono convinto che i Centri vadano liberati da alcune incombenze burocratiche a favore di un’azione nuova di diffusione e di conoscenza delle opportunità offerte a disoccupati ed aziende. I Centri avranno i lavoratori al centro di un’azione che li aiuterà a costruire il proprio progetto di attivazione. Così come i Cpi dovranno essere presenti presso le aziende ed al servizio delle aziende, con marketing occupazionale, incontri, visite, career days, incontri per avvicinare la domanda all’offerta, grazie anche a nuovi strumenti tecnologici.

Gli articoli di Silvia Pagliuca pubblicati sul quotidiano Il Corriere del Trentino di oggi.

CORRIERE_DEL_TRENTINO_05-12-2015 (2)

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