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Commercio: meno vincoli per riutilizza e riqualifica aree dismesse

ott 7 • Commercio, Notizie • 719 Views • Nessun commento

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Nella giornata di ieri, su mia proposta, la Giunta provinciale ha approvato un ulteriore tassello per rafforzare i principi di risparmio del territorio e limite al consumo del suolo già inseriti nella legge provinciale sul commercio del 2010 e nei criteri di pianificazione urbanistica per l’insediamento di strutture di vendita al dettaglio. I progetti per il recupero e la riqualificazione di edifici dismessi finalizzati ad insediare strutture di vendita potranno contare su strumenti ed opportunità più forti ed incentivanti per quanto riguarda in particolare interventi come le dotazioni di parcheggi e le percentuali delle aree a verde.

Le Comunità hanno sostanzialmente concluso il percorso avviato con la Provincia per l’individuazione delle nuove aree in cui si possono realizzare le nuove aree commerciali. L’esito di questo processo è molto positivo perché laddove si è scelto di andare a sviluppare nuovi attrattori commerciali nella quasi totalità delle ipotesi si è scelto di intervenire sul patrimonio edilizio già esistente, quindi senza erodere nuovo territorio. Si tratta spesso di immobili da tempo dismessi, che in questo modo verranno finalmente riqualificati. Abbiamo pensato quindi di premiare queste scelte attribuendo ad esse standard urbanistici meno vincolanti di quelli previsti come regola generale per quanto riguarda opere che impattano sul territorio aperto. Questi vincoli saranno meno onerosi e stringenti e terranno conto del valore aggiunto generato dalla riqualificazione dell’immobile.

Ai comuni viene affidato di conseguenza in questi casi un ampio margine di decisione per quanto riguarda le deroghe, che interessano in particolare parcheggi, aree a verde, rapporto fra superficie coperta e totale. Tutto questo confermando al tempo stesso l’obiettivo di realizzare nuove e più moderne proposte di format commerciale, che offrano non solo commercio in senso stretto ma servizi ed attività complementari e di interesse pubblico e collettivo. E’, dunque, una doppia occasione quella che i Comuni, dopo la localizzazione da parte delle Comunità delle aree idonee per l’insediamento di grandi strutture di vendita, hanno a disposizione: da una parte la possibilità di recuperare edifici che risultano inutilizzati e dismessi, molte volte anche degradati ed abbandonati assieme alle aree che li circondano, dall’altra di incidere direttamente, attraverso l’obbligatoria approvazione di un piano attuativo soggetto a convenzione, anche sulle soluzioni progettuali del recupero dei volumi esistenti.

Ora l’iniziativa passa dunque ai Comuni: spetta a loro infatti cogliere queste nuove opportunità e trasformarle in valore aggiunto per l’intero territorio e la collettività.

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