Valdastico nord: le vele all'uscita della galleria a Besenello

Valdastico, «Al tavolo il no motivato. Un’opera che snatura l’idea di Trentino»

ago 15 • Notizie, PD, Rassegna stampa • 1181 Views • Nessun commento

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L’intervento pubblicato sul giornale l’Adige il 15/08/2015 a firma di Luisa Patruno.

Questa volta – forse per la prima volta – il Partito democratico del Trentino sembra parlare una sola lingua. La questione che sta ricompattando il Pd è il «no» alla Valdastico. E il presidente Ugo Rossi rischia di ritrovarsi a giocare con il fuoco, sfidando il principale alleato, proprio su quello che da sempre è un «tema sensibile».
Ieri, in un’intervista all’Adige, Rossi aveva risposto alla domanda sul timore che sulla Valdastico il Pd possa rompere: «Se c’è chi spera che su queste cose ci possa essere qualcuno che se ne va, non so che dire. Se qualcuno vuole farne una questione dirimente, venga e lo dica una volta per tutte».
Gli risponde per il Pd innanzitutto il vicepresidente della Provincia, Alessandro Olivi, che dice: «Sì, la Valdastico è una questione dirimente per il Pd, perché va a snaturare un’idea di Trentino della qualità, sostenibilità, modernità, intesa non come numero di strade, ma come competitività di un sistema territoriale, che sceglie altre “strade”».
Restando poi al merito della questione e allontanando gli spettri di manovre per detronizzare il presidente della Pro vincia, il suo vice Olivi dice: «Non credo proprio che si tratti di mettere in discussione la coalizione, alla quale peraltro non esiste oggi un’alternativa, né il percorso compiuto fino ad ora dalla giunta in merito alla questione della Valdastico. I passaggi sin’ora affrontati in giunta sono quelli o meglio quello unico che ha ricordato Rossi, ossia la trasmissione di una lettera al Cipe con cui il Trentino ha posto alcune condizioni non per dire sì alla Valdastico, ma per partecipare alla procedura dell’Intesa ribadendo che le priorità per noi sono altre».
La differenza di fondo, infatti, tra il Pd e Rossi, sembra stare sulle intenzioni con le quali la Provincia va a sedersi al tavolo per l’intesa. «Il problema – sostiene Olivi – è l’assenza di uno scenario strategico sullo sfondo, per cui tutto si riduce ad un confronto su regole, procedure e gerarchie dei poteri, su tracciati e ipotesi progettuali buttati lì alla rinfusa. Sarà anche pur vero che non tutte le decisione dipendono da noi, ossia dalla posizione che assumerà il Trentino da solo. Ma noi, il Trentino, la coalizione di governo un’idea chiara la dobbiamo avere e quest’ultima non può scaturire a valle dalla sola valutazione, all’insegna di un pragmatismo estremo, di quale sarà il saldo tra costi e benefici. L’idea politica e non ideologica è quella di quale modello di sviluppo il Trentino si vuole dare nei prossimi venti anni, dentro quale sistema di connessione infrastrutturale il Trentino vuole stare come terra di confine e non di attraversamento. Per quanto mi riguarda, e confido che sia così anche per il Pd, i punti cardinali di questo mo dello sono il potenziamento del trasporto su rotaia, come ci insegnano le migliori esperienze europee, e più in generale la concentrazione delle infrastrutture di scorrimento veloce sull’asse Nord -Sud del Brennero. Le relazioni con gli altri territori vanno certamente coltivate con realismo e senso di responsabilità, ma questo non significa rischiare di farci imporre da altri il ritmo e il merito delle scelte. Si vada avanti nel confronto – conclude il vicepresidente della Provincia – ma con la piena consapevolezza che se alla fine ribadiremo il nostro “no” motivato ad una nuova strada che attraversa il Trentino, non avremo perso alcuna occasione, soprattutto se è vero, come spero non sia, che saranno i soli numeri a decidere. In questo caso tanto vale starsene a casa».

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