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Commercio, il capoluogo faccia in fretta

ago 14 • Commercio, Notizie, Rassegna stampa • 880 Views • Nessun commento

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L’articolo a firma di Stefano Voltolini pubblicato sul Corriere del Trentino di oggi.

«Commercio, il capoluogo faccia in fretta»
Variante urbanistica, Olivi pressa il Comune: «La città sia responsabile: sulla riforma ci giochiamo tutto» L’assessore: «Spunti del Politecnico innovativi». Andreatta replica: «Idee ok. A breve la proposta politica»

«Gli indirizzi strategici sull’urbanistica commerciale formulati dal Politecnico di Torino, all’avanguardia su questi temi, sono una traccia di lavoro. Le scelte spettano alla politica.

Ora la città deve fare in fretta: dire da che parte sta, non lasciare un vuoto progettuale. Perché a Trento sulla riforma del commercio ci giochiamo tutto». Più chiaro di così Alessandro Olivi, vicepresidente della giunta provinciale, competente sul commercio e padre dell’attuale normativa, non poteva essere. Il Comune capoluogo è obbligato chiudere sulla variante commerciale, prendendo come spunto per la discussione istituzionale lo studio commissionato da Trentino sviluppo (su regia di Piazza Dante) per la collocazione delle grandi superfici di vendita (Corriere del Trentino di mercoledì). Ha tempo fino al 31 dicembre per l’approvazione, pena il commissariamento. Il sindaco lo sa. «Il documento è un punto di partenza. La giunta sta preparando la proposta politica che sarà discussa in commissione e Consiglio», precisa Alessandro Andreatta.

Olivi L’assessore sposa le conclusioni della ricerca elaborata dal Dist, dipartimento interateneo «Scienze, progetto e politiche del territorio», del Politecnico torinese. Lo studio non parte da un’iniziativa del Comune, ma della Provincia.

Prima Piazza Dante si è rivolta ai tecnici per un supporto nella redazione della legge e poi ha commissionato, tramite Trentino sviluppo, una serie di studi sulle migliori soluzioni di urbanistica commerciale per tutte le Comunità di valle (Trento ha il rango di Comunità). Olivi, che ha dato il nome alla riforma del commercio nella scorsa legislatura, attende l’unica variante urbanistica in tema ancora mancante, quella del capoluogo.

«La ricerca relativa alla città fa parte del percorso avviato dalla legge, che ha come finalità un’impostazione del commercio innovativa e di rottura. Troppo spesso il commercio, o meglio la speculazione edilizia nascosta dietro l’attività commerciale, ha finito per creare parti staccate di città». I blocchi di cemento in periferia, inserite negli stradoni percorribili sono in auto. «La riforma – prosegue – invece promuove un’attività commerciale che ricuce il tessuto urbano, a misura d’uomo, sostenibile a livello ambientale.

Tali finalità si leggono anche nel documento del Politecnico per Trento».

I ricercatori hanno analizzato tramite il metodo della Valutazione integrata territoriale 21 aree del comune. Otto quelle selezionate in quanto ottimali, distribuite su tre poli di sviluppo. Via Brennero diventa la «Strada-mercato», dotata di strutture meglio inserite nel contesto oggi spezzato e con una mobilità problematica. L’ex Italcementi viene visto in continuità con il centro storico consolidato. Il Politecnico definisce l’area ideale per ospitare un polo del gusto, con un’attività di richiamo anche turistico quale Eataly che ha mostrato in altre città di essere fortemente attrattiva. Trento sud e via Degasperi vanno bene secondo gli esperti per un analogo del Barilla center di Parma, che oltre ai negozi ospita impianti sportivi, ristorazione, foresterie.

«La lettura del territorio fatta dai tecnici è all’insegna delle polarità, della ricomposizione urbana – ragiona Olivi – Il commercio moderno cambia paradigma. Se prima è stato motivo di cesura, ora è funge da sutura del discontinuo urbanistico. Il Politecnico e il Dist in particolare su questi temi hanno aperto per primi un dibattito nazionale. E il Trentino è la prima provincia ad aver adottato per legge questa impostazione».

La responsabilità adesso è del Comune che ancora non si è adeguato (il documento reca però la data del 19 dicembre 2014). «Tutte le Comunità di valle hanno già deciso. Il capoluogo è il baricentro della provincia e centro attrattore.

Come tale ha il dovere e l’opportunità di chiudere il cerchio di un’impostazione che persegue, regolando in forme innovative il commercio, una maggiore qualità del contesto urbano e della vita», conclude Olivi.

Il sindaco Andreatta non si pronuncia nel merito del documento per non ledere la competenza del vice Paolo Biasioli, che ha la delega sull’urbanistica, e fare passi in avanti rispetto al dibattito in commissione e Aula. Ribadisce però il primato delle istituzioni. «Il tema è sul tappeto. L’assessore Biasioli sta valutando sui suggerimenti degli esperti del Politecnico. Adesso bisogna arrivare a una proposta politica. La giunta ci sta lavorando. Quando sarà ultimata verrà discussa in tutte le sedi». Il prossimo appuntamento è la seduta congiunta delle commissioni urbanistica e bilancio con l’audizione di Biasioli.

CORRIERE_DEL_TRENTINO_14-08-2015

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