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A proposito di croci e di patrie…

ago 8 • Attivita' politica, l'Archivio delle Idee, Notizie • 1214 Views • Nessun commento

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La montagna non vi è dubbio è un bene comune ed oggi, in tempo di pace, non più barriera che divide.
Ed è anche sulle vette delle nostre montagne che sarebbe bene ricordare che le “patrie” o meglio dire le identità culturali, possono convivere nello stesso territorio, nello stesso popolo e in ciascuno di noi.

Non c’è contraddizione tra essere nello stesso tempo e nello stesso luogo trentini, italiani ed europei.

Senza poi dimenticare che come ci ha ricordato di recente il grande Ermanno Olmi che l’unità d’Italia nacque proprio in quelle trincee dove gli uomini condivisero una condizione sociale e diffusero il seme di una cultura della solidarietà contro la prevaricazione di una identità rispetto all’altra, riproposta quest’ultima dal Fascismo e sconfitta poi dalla Resistenza.

Preferisco pensare che il modo migliore per ricordare l’atrocità della guerra, sia semmai quella di “liberare” la montagna da segni, simboli e bandiere che ricordino solo un pezzo della nostra storia e della nostra plurale identità.

Se proprio si avverte la necessità di segnare il campo, avrei preferito che il valore della pace contro l’assurdità di una guerra nata dai sordi e ciechi nazionalismi, fosse testimoniata da una collaborazione coordinata tra le diverse istituzioni e associazioni che guardano alla montagna non come la “propria patria” ma luogo e momento di integrazioni fra popoli e culture.

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