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Nuove aree commerciali: il Trentino cambia rotta

lug 10 • Commercio, Innovazione, Notizie • 979 Views • Nessun commento

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La precedente normativa provinciale sul commercio, risalente a primi anni 2000, aveva previsto contingenti per aree commerciali di grandi dimensioni a favore di 42 comuni per circa 60.000 metri quadrati. Con la nuova norma, attuata ora con l’adozione da parte delle Comunità di Valle dei piani stralcio del commercio, i metri quadrati previsti per nuove grandi strutture di vendita sono all’incirca 15.000, gran parte dei quali riservati al recupero di immobili già esistenti.

Rispetto alla fase espansiva degli anni precedenti possiamo certamente affermare che il Trentino ha cambiato rotta indirizzandosi verso un commercio più a misura di territorio, che punta sulla qualità e non sulla quantità. Il risultato è chiaro e sotto gli occhi di tutti 8 Comunità di valle non hanno previsto alcun nuovo insediamento di grandi superfici di vendita, mentre 6, a cui si aggiunge il Comune di Rovereto, hanno previsto la possibilità di nuovi insediamenti, tuttavia cercando, per lo più, di valorizzare aree o immobili già destinati all’attività commerciale o puntando sul rafforzamento di attrattori commerciali già esistenti. L’auspicio ora è che anche Trento, che dovrà varare il suo piano entro la fine dell’anno, possa utilizzare gli strumenti che la legge mette a disposizione, scegliendo format commerciali moderni ed innovativi, favorendo quel processo di riconciliazione, già in atto, fra commercio e centro storico.

Si sono conclusi in questi giorni i programmi intrapresi dalla diverse comunità di valle, che, attraverso l’approvazione dei piani stralcio in materia di programmazione urbanistica, hanno stabilito le strategie e le regole più idonee in grado di creare uno sviluppo sostenibile delle attività commerciali. Attraverso un approccio multisettoriale e di continuo dialogo fra differenti enti, è stato possibile definire scenari per le nuove localizzazioni, all’interno dei quali il commercio, integrato con altre funzioni, diventa un motore dei processi di riqualificazione e di sviluppo, salvaguardando e valorizzando la “personalità” dei singoli territori.

La nuova legge quadro della Provincia aveva deciso di assegnare ai territori una propria autonomia nel progettare eventuali nuove aree per l’insediamento di grandi superifici di vendita, secondo criteri profondamente diversi dal passato, indicando una nuova strada: puntare sulla riqualificazione della rete commerciale e sul riuso delle strutture esistenti e, cosa più importante, sulla riconciliazione tra i format commerciali moderni ed i centri storici. In questi ultimi due anni si è realizzato un nuovo modello di pianificazione, caratterizzato da una valutazione integrata tra eventuali nuovi attrattori commerciali ed il tema del paesaggio, della mobilità e delle relazioni con il sistema economico di sviluppo di un determinato territorio.

Il bilancio che possiamo fare al termine del lavoro delle comunità in scadenza ci dice che la legge è stata compresa, valorizzata ed interpretata dai territorio nella sua valenza innovativa, come testimoniano i numeri, puntando su una pianificazione più integrata e strategica, con insediamenti commerciali calibrati fortemente su standard qualitativi e prestazionali. Anche nella Comunità della Rotaliana dove la Provincia era stata costretta a nominare un commissario ad acta a causa dei conflitti politici ed istituzionali che avevano arrestato il processo di programmazione attorno all’area delle Masere a Lavis, grazie ad un’interpretazione corretta dello spirito della legge, nonostante continue ed inopportune interferenze che puntavano a realizzare l’ennesimo grande centro commerciale standardizzato, è stato possibile progettare un recupero dell’area che, grazie ad un approccio multidisciplinare, potrà svilupparsi in un’ottica di polo di specializzazione delle vocazioni economiche di quel territorio.

L’auspicio è che adesso anche Trento, su cui cade una forte responsabilità di pianificazione delle future aree commerciali, possa valorizzare al massimo le prerogative che la legge concede ed inserire dentro, e non fuori la città, eventuali format moderni ed innovativi che facciano del commercio un elemento di attrattività, anche a sostegno del turismo.

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