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Dialogo Ateneo-Imprese per uscire dalla crisi e commento sui dati ISTAT

mar 3 • Incontri, Industria, Innovazione, Notizie, Rassegna stampa • 809 Views • Nessun commento

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L’articolo pubblicato sul “Corriere del Trentino” di oggi.

Nella giornata di ieri sono stati presentati anche i dati ISTAT sull’occupazione e sulla disoccupazione relativi al quarto trimestre 2014 (da ottobre a dicembre 2014) e alla media annua del 2014. I dati su base annua mostrano una situazione complessivamente positiva per il Trentino rispetto alla media 2013. Aumentano in particolare le forze lavoro che passano dalle 245mila del 2013 alle 249mila del 2014. Il dato trimestrale evidenzia una situazione più complessa con alcuni dati positivi e altri negativi.

I dati su cui ci concentriamo sono naturalmente quelli relativi all’intero arco dell’anno, confrontati con l’andamento del 2013. Il peggioramento dell’ultimo trimestre può essere spiegato in particolare con il venir meno dei lavori stagionali legati a settori come il turismo, l’agricoltura, l’edilizia. Queste fluttuazioni sul breve periodo, lo ripetiamo, sono frequenti. Il rapporto Istat però è importante perché evidenzia una crescita delle forze lavoro e degli occupati rispetto al 2013, non straordinaria, ma comunque rimarcabile. E’ vero che anche il tasso di disoccupazione cresce leggermente. Come lo si spiega? Con la crescita delle persone alla ricerca di un lavoro – pensiamo alle donne, o a chi prima era scoraggiato e non lo cercava -  mentre il sistema mostra ancora delle difficoltà nell’assorbire questa crescita della domanda. Ciò significa che non siamo fuori dalla crisi. Ma significa soprattutto che dobbiamo concentrarci, oltre che sulle azioni che frenano l’uscita dei lavoratori dal mercato del lavoro, anche sulla capacità del mercato di assorbire la domanda. Non a caso il Piano di politica del lavoro che l’assessorato sta preparando è un Piano che sposta un po’ di più l’attenzione dalle politiche passive a quelle attive, utilizzando anche le opportunità presenti nel Jobs act, in particolare il contratto di ricollocazione, e aumentano la sinergia pubblico-privato.

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