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Rafforziamo il progetto del PD del Trentino

mag 29 • Notizie, PD • 818 Views • Nessun commento

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Intervenendo su l’Adige di ieri (mercoledì) ho svolto alcune considerazioni sul risultato di domenica, in particolare in relazione al dibattito politico provinciale.
Innanzitutto credo che il consenso diffuso ricevuto dal PD sia fondamentale. Per l’Europa, l’Italia e il Trentino.
Fondamentale per sostenere – in un momento di particolare difficoltà politica, come dimostra il voto degli altri Paesi, ed economica – la costruzione di un’Europa più solidale e più integrata e per contenere le spinte nazionalistiche e quelle “eurodemolitrici”. Fondamentale per sostenere lo sforzo riformatore del governo guidato da Matteo Renzi e dal PD. Fondamentale per rafforzare la visione riformista del Trentino e per garantire al nostro modello di autogoverno una dimensione regionale, nazionale ed europea.
In questo risultato è stato rilevante il ruolo della leadership di Matteo Renzi e la sua capacità di ampliare il tradizionale perimetro del consenso delle forze del Centrosinistra. È stato infatti fortemente premiato il processo di rinnovamento e apertura che è stato intrapreso in questi mesi dal PD. Al tempo stesso è stata decisiva la capacità del Partito di rimanere unito e coeso. Sbaglia infatti chi, da fuori, cerca di far passare l’idea che il PD e Renzi siano una cosa diversa. Renzi non è un fenomeno mediatico, ma è politica ed è stato in grado di tenere assieme due cose che la sinistra in passato non ha saputo fare. Ovvero unire la spinta al cambiamento alla capacità di prendersi cura dei problemi.
Anche in Trentino dobbiamo quindi accelerare sul piano delle riforme conquistandoci sul campo la centralità politica dando alle istanze di cambiamento che il voto di domenica ci indica una forma coerente con le specificità del nostro territorio. Il risultato elettorale dimostra infatti che il progetto del Partito Democratico viene premiato nella misura in cui è in grado di costruire una proposta affidabile per il governo. I trentini premiano chi sa governare bene, ma non chi partecipa al governo solo da controllore, approccio che ci ha spesso caratterizzato in passato e che non ci ha permesso di diventare baricentro della Coalizione.
Rispetto poi a quanto letto in questo giorni ritengo sia estremamente riduttivo e insufficiente misurare il tasso di riformismo della coalizione schiacciando la discussione sulla riforma istituzionale, dove ci sono ancora solo slogan e non un progetto chiaro. Le riforme che servono al Trentino riguardano il lavoro, la competitività delle imprese, la ricerca e l’innovazione.
Il risultato di domenica rafforza pure il progetto del PD del Trentino anche rispetto a quanti teorizzavano in modo forzoso aggregazioni politiche che mal si legano con l’attuale contesto e pure con la storia del Trentino. Il PD del Trentino ha dimostrato di poter essere davvero il luogo di incontro tra le tradizioni riformiste e popolari che hanno contribuito a costruire un’Autonomia aperta, innovativa e solidale. Dobbiamo finalmente trasformare il nostro consenso, frutto di un preciso disegno riformatore dotato di dimensione europea e nazionale, in vera capacità di incidere sulle scelte strategiche del nostro territorio. Per fare ciò è fondamentale intraprendere con più decisione quel percorso che deve finalmente fare del PD un partito aperto e inclusivo, punto di riferimento per ampi settori della nostra comunità e quindi il soggetto guida dell’Autonomia.

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